Napolitano, santo subito?

Fate un piccolo sforzo di memoria.
Settembre 2005 – Su un giornale danese appaiono alcune vignette satiriche che hanno per soggetto il profeta Maometto.
In quell’occasione gli islamici integralisti organizzarono violente manifestazioni di protesta. Per un anno si scatenò una dicotomia culturale tra il mondo islamico e il mondo occidentale. Il primo minacciò rappresaglie e boicottaggi, arrivando a chiedere la testa dei vignettisti, il secondo difese la libertà di stampa e diffuse le vignette anche fuori dalla Danimarca. Come al solito, gli episodi più cruenti avvennero nelle località più povere ed emarginate del globo.
Per i non islamici è difficile digerire il concetto di Fatwa, una sentenza emessa da un religioso il quale ritenendo un avvenimento, un atteggiamento, un’azione, un pensiero non consoni con la Sharia, la Legge di Dio, ne decreta la punibilità, fosse anche con la morte del reo (più spesso, della rea).
E’ addirittura inimmaginabile che ciò avvenga nell’ambito della libera espressione delle opinioni. In questi casi noi non esitiamo a definirla “censura” e, nei casi peggiori, la mente torna ai periodi bui dell’Inquisizione.
Non avrei mai immaginato di mettere in pratica il principio illuminista di dover difendere la libertà di espressione di una persona con la quale mi trovo sempre in disaccordo.
Mala tempora currunt quando si leggono certe notizie.
Il direttore del quotidiano Libero, Maurizio Belpietro, è indagato per il reato di “offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato” in relazione alla pubblicazione sul suo giornale di una vignetta.
La vignetta incriminata, discutibile e scema quanto si vuole, è questa.

I casi sono due, o dare del golosone, buona forchetta, mangione, ghiottone è considerato oggi una grave offesa, oppure si è inteso dare alla parola pappone un significato popolare, gretto, inerente alla prostituzione, ma in questo caso altri personaggi ben noti sarebbero dovuti apparire nella vignetta; tertium non datur.
Quindi badate bene a quando augurate buon appetito a qualcuno: rischiate una querela.
Attenzione pure ai termini pappa, pappare, pappolata e papposo: un interlocutore suscettibile potrebbe alterarsi e chiedervi dove diavolo volete andare a parare.

Bene, in attesa di sapere per quale aspetto di questo gravissimo crimine è indagato Belpietro, andrò a sfogliare qualche vecchia copia del Male e di Cuore, tanto per ricordarmi quanto feroce può essere la satira. Suppongo che, se tali riviste uscissero oggi, per il loro direttore verrebbe ripristinato il supplizio della garrota (fucilazione semplice per i giornalisti).

La vignetta è grottesca, non fa ridere, neanche sorridere, neppure amaramente, ma una tale censura poliziesca appare ridicolmente zelante, se non fosse preoccupante.

Quanto all’onore e al prestigio del Capo dello Stato, sarebbe il caso di mettere qualche puntino sulle i (e anche sulle ü, se conoscete il tedesco).
Questa alta carica è oggi ricoperta dal senatore Napolitano, il quale non è apparso dal nulla il giorno delle elezioni, ma ha, come tutti, un passato. Giorgio Napolitano venne eletto al Parlamento per la prima volta nel 1953, quindi sono più di cinquant’anni che il nostro bazzica i palazzi del potere e ne gode dei benefici (noti e ignoti).
Ciò che è sicuramente noto è il giochino che alcuni europarlamentari mettevano in atto quando si dovevano recare a Bruxelles.
In occasioni dei lavori dell’Europarlamento, a ogni deputato europeo viene rimborsato il costo di spostamento, ovvero del volo. I costi sono stabiliti sulle tariffe delle maggiori compagnie nazionali, ma alcuni europarlamentari utilizzano compagnie low-cost, e intascano la copiosa differenza.
Nel 2004 la TV tedesca pizzica l’onorevole e prestigioso Giorgio Napolitano, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, appena sceso da un volo della Virgin.

Ecco il video della Tv tedesca (mai trasmesso in Italia).

Il costo di questo volo è di circa 80€ a fronte di un rimborso previsto di ben 800€.
Alle domande, sicuramente scomode, del giornalista (per sua fortuna non indagabile dalla giustizia italiana) Giorgio Napolitano non risponde, svicola, minaccia, scappa, nelle migliore tradizione politica nazionale.
Orbene, gradirei che, per mantenere alto l’onore e il prestigio del Capo dello Stato, ovvero Giorgio Napolitano, egli avesse la bontà di chiarire quanto prima e in maniera esaustiva questo possibile vulnus alla sua credibilità.

  1. Perché non ha risposto al giornalista?
  2. E’ vero che ha utilizzato voli low-cost da Roma a Bruxelles?
  3. Quale è la cifra che si è fatto rimborsare in quei casi?
  4. Se vi sono state delle eccedenze economiche tra rimborso standard e spesa effettivamente sostenuta, che fine hanno fatto?
  5. Se tali somme sono (a sua insaputa, è ovvio) ancora nella sua disponibilità, è intenzionato a restituirle quanto prima?

Errare humanum est, e niente più della carriera di un  politico può essere costellata di errori (tanto, qua da noi, paga sempre Pantalon). Forse sarebbe il caso di dare un segnale, tangibile, di ravvedimento. L’onore e il prestigio dell’alta carica ringrazieranno.

In alternativa provvediamo a ripristinare il reato di”Lesa Maestà”, il primo articolo della nostra prossima Sharia laica.

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7 Risposte to “Napolitano, santo subito?”

  1. Evaporata Says:

    Mio papà buonanima diceva sempre: “Povra Italia…basga ar cù (con la dieresi non con l’accento perché si legge con u stretta) a ra sciura Malia” – che, in puro dialetto tortonese, significa “Povera Italia bacia il culo alla signora Amalia”.

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  2. limucci Says:

    Errare humanum est, perseverare bufalorum est, diceva un mai abbastanza compianto amico mio.

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  3. Ottimamente | My3Place Says:

    […] di sopprimere quell’impudente articolo apparso a suo tempo su questo blog intitolato “Napolitano, santo subito?”, un testo velenoso che metteva in dubbio la Sua cristallina figura cercando di far credere al […]

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  4. Bastardi | My3Place Says:

    […] dalla parte sbagliata, sbagliata secondo il mio giudizio, ovviamente. Come già successe nel 2011, anche in questa tornata mi trovo a dover “difendere” Maurizio Belpietro, e credetemi, non mi […]

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