BOLERO – Seconda puntata

Puntate precedenti:

Prima puntata

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Il cambiamento nasce dalla ripetizione.

(Codice delle entità, riga 4363)

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2 – FORMA

Egli considerò allora il suo operato e ne fu compiaciuto, tanto che ne desiderò il ripetersi. In verità Egli era un assieme di astrazioni unidimensionali, e solamente le interazioni tra le loro costruzioni teoriche aveva generato il concetto di unità. Seguendo il filo di questo ragionamento ne dedusse che attraverso un assieme di ulteriori unità Egli avrebbe potuto giungere a un livello superiore di complessità, a sua maggior soddisfazione.

Il Primo Irrazionale non era in grado di creare altre unità, in quanto il suo assieme era ormai impegnato nel controllo posizionale delle due prime unità di materia e di energia. Se avesse distratto parte delle sue frazioni astratte per un compito così complesso, avrebbe corso il rischio di rompere l’equilibrio finalmente raggiunto. Ma nulla impediva che Egli immaginasse un altro sé, con identiche volontà e misura. Il Primo Irrazionale era un puro concetto, pertanto bastò che Egli contemplasse i suoi stessi termini per creare nello stesso istante una coppia di Secondi Irrazionali.

– Io che sono il Primo Irrazionale vi ho immaginato a me identici per misura e potere. Trovate tra voi la giusta proporzione affinché tra voi sorgano le l’unità.

Questi, seguendo le istruzioni del loro gemello-creatore, si unirono, congiungendo una delle loro reciproche estremità. Purtroppo nulla ne scaturì giacché esse non fornivano un supporto stabile e costante atto alla generazione di unità. A causa delle loro oscillazioni angolari, le probabilità del raggiungimento di un valore lineare tra le estremità libere che rispettasse la proporzione esatta con quella del Primo Irrazionale erano praticamente nulle. Egli avrebbe dovuto viaggiare troppo su letto di Krónos prima che anche una singola unità di materia o di energia sorgesse tra le estremità libere di quel binomio.

Perciò il Primo Irrazionale immaginò, e conseguentemente creò, un terna di concetti a lui identici, i Terzi Irrazionali, e comandò loro di formare una struttura stabile, unendo il loro vertici. Egli ne ammirò la bellezza, la precisione e la fedeltà ai suoi principi, ma dovette constatarne anche l’intrinseca sterilità, in quanto nulla poteva sorgere all’interno di quella mirabile struttura.

Per nulla scoraggiato dagli insuccessi, Il Primo Irrazionale immaginò una serie di quattro gemelli a lui identici, i Quarti Irrazionali. Anche a loro fu dettato di collegare i loro vertici, al fine di mantenere una conformazione equilibrata e determinabile.

Appena fu composta questa nuova configurazione nuove unità apparvero all’interno della stessa. Due consecutive unità di energia si tendevano da un angolo della figura a quello opposto. Altre due consecutive unità di materia, che si allungavano tra i due angoli restanti, le intersecavano nel centro della figura.

Il primo Irrazionale ammirò quanto era stato generato. Le unità di energia e quelle di materia, pur incrociandosi, restavano inconsapevoli le une delle altre; il rapporto dimensionale tra la Sua misura e quella delle unità veniva costantemente mantenuto; le spinte direzionali delle due diverse coppie di unità si annullavano a vicenda, col risultato che il movimento del sistema non era più automatico e incontrollabile, bensì dipendente dalla volontà degli irrazionali. Infine considerò ciò che era la conseguenza più importante di tutte: in principio Egli aveva, da solo e con grande sofferenza, creato due unità, ma ora, immaginando i quattro nuovi irrazionali, questi avevano a loro volta creato due unità di energia e due di materia.

Il Primo Irrazionale impartì loro le seguenti istruzioni:

– Da me voi siete, e da voi le unità.

  Da me voi siete, e da voi altri voi verranno.

  Siete quattro ma siete uno, perché siete me, l’unico-non-più-unico.

  Tutti quelli che sono da voi sono come voi, e quindi sono uno.

  Solamente le unità contano, solamente le unità esistono. Le une per le altre.

Ognuno dei Quarti Irrazionali se ne figurò concettualmente altri quattro, i quali, oltre a formare al loro interno le nuove unità, ne immaginarono altri sedici, e così via, in una progressione inarrestabile di irrazionali e unità.

Ciò non ebbe effetto solamente sulle quantità di materia e di energia che venivano create, ma anche sulla loro dislocazione spaziale. Dato che i sistemi formati dai Quarti Irrazionali non erano costretti a subire lo spostamento lineare unidirezionale dettato dal vertice delle unità, questi iniziarono a muoversi nel grande oceano-non-più-istantaneo in tutte le direzioni, obbligando Krónos a gettare continuamente nuovi fiumi dove far scorrere le unità vagabonde. Fu così che ben presto la struttura del grande oceano-non-più-istantaneo mutò, in quanto da esso si allontanavano, si alzavano, sprofondavano innumerevoli i percorsi degli eventi di Krónos, talmente fitti e avviluppati da formare una sfera inestricabile in continua espansione.

Ai suoi confini stava il Primo Irrazionale, sempre intento ad assemblare le unità di energia e materia in nuove costruzioni, complesse e ardite, architetture perfette, incorruttibili, nelle quali regnava l’armonia ideale.

Egli aveva anche imparato l’importanza del mutamento, creando diversi tipi di energia e di materia in funzione dei suoi scopi, a trasformarne lo stato, la qualità, le proporzioni, persino a scambiare parti di materia per energia, e viceversa, senza mai alterare il perfetto equilibrio della sua dilagante costruzione in perpetuo divenire.

 .

Segue…

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5 Risposte to “BOLERO – Seconda puntata”

  1. manola Says:

    Con una chiave ho potuto leggere con altre occhi, mi riservo altri commenti più mirati quando avrò capito come aprire questo sogno sempre che si possa aprire , intanto leggo e rileggo ….. quanto tempo ho?????? 🙂 🙂 🙂

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    • Stelio Says:

      Hai tutto il Krónos che vuoi, non è un quiz.
      La chiave che hai ti è servita per aprire la prima porta. Già questa seconda porta ha serrature diverse. Non ti dico la terza che sembra una porta antisfondamento…, e la quarta poi… 🙂

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  2. limucci Says:

    Dài una chiave di lettura personale della creazione, questo l’ho capito. Ed ho capito anche un’altra cosa: ti stampo, quando metto le cartucce nuove. Questi sono voli mentali che non si possono leggere con ponderata attenzione su uno schermo.

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    • Stelio Says:

      Potrebbe essere, potrebbe, per me una chiave di scrittura, e per te una chiave di lettura. Ma potrebbe trattarsi anche di “fumo” negli occhi (in effetti la trama è abbastanza fumosa) oppure anche di umanissimo autoerotismo (il narcisismo prima o poi sempre affiora).
      Vedremo… 🙂

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