Elle

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Tutto ciò che chiedo è un minimo di rispetto.

Lo sapete bene, io sto sempre qua, in strada, al mio angolo, con tutta quella la gente mi che passa accanto e che, nel migliore dei casi, fa finta di non vedermi. C’è chi mi ignora a bella posta, chi mi concede un’occhiata distratta, e c’è anche chi mi guarda con malcelato fastidio e vorrebbe che fossi levato di torno quanto prima. Ben poche persone comprendono che anch’io ho il mio valore, e che senza di me la città non sarebbe più la stessa, e non in meglio, ma quelle sono poche, solo qualche persona anziana o qualcuno meno frettoloso degli altri, mai un giovane.

Lo so, non dovrei lamentarmi, io almeno ho un posto fisso, mentre altri miei “colleghi” sono costretti a stare un po’ qua e un po’ là, dove capita, vicino a qualche cantiere magari, in mezzo alla polvere e alle macerie, sempre provvisori, sempre a rischio di finire male, che noi, stando sempre sulla strada, di storie finite male ne abbiamo viste: incidenti, liti, disgrazie, lutti, e noi sempre zitti, anche se di cose ne avremmo da raccontare.

Non avete idea di quanto io desidererei essere accettato, considerato normale, sentire uno sguardo di riconoscenza, almeno ogni tanto. Invece niente. Al massimo, con la scusa che io sempre qua sto, mi tirano in ballo quando c’è qualche incidente stradale, e ciò non mi rende di sicuro molto popolare.

Dicono che sia anche per colpa mia, perché sono rigido, intransigente, severo. Col cavolo!
Per la mia posizione potrei sembrare altezzoso, sostenuto, gelido, ma in realtà molti dei miei simili sono ben peggiori, più fastidiosi e perentori. Vi bloccano, vi mandano via, vi impediscono il passaggio, vi piegano ai loro desideri, e voi, nella maggior parte dei casi, subite senza fiatare, al massimo un mugugno a denti stretti. Io invece, non forzo nessuno, non sono in grado di ordinare alcunché, non spingo e non trattengo, e non spavento neanche un bimbo. Proprio per questa mia presenza discreta, per l’attaccamento verso i più deboli, per ciò che non mi stanco mai di sussurrarvi ogni giorno, cioè che nella vita la fretta è sempre una cattiva consigliera, per tutti questi motivi meriterei il vostro rispetto. Perché io non sono cattivo o intollerante, lascio perdere, però, come in ogni faccenda di questo mondo, c’è un limite a tutto, e proprio questo io sto a fare, ossia ricordare sempre a chi mi passa accanto il suo limite: 50.

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10 risposte a "Elle"

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