5 risposte a "Il problema dell’autodittatura digitale"

    • Sta proprio lì la pericolosità di questa funzione info-psicologica: l’illusione di essere liberi e di pensare liberamente. Sai come si dice: c’è ch pensa colla sua testa e chi dice che pensa colla sua testa… 🙂

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    • Il dubbio è sempre salvifico.
      Comunque il succo del discorso è il seguente. Ognino di noi tende a formare un proprio “bias”, ovvero una serie di giudizi (spesso pregiudizi) che adopera come metro di paragone. Se una cosa è confacente al suo “bias” la considera positiva, altrimenti la considera controversa.
      In democrazia ognuno dovrebbe ascoltare con maggior attenzione tutte le opinioni discordanti dalla sua, ma quasi sempre ciò non avviene, e ci si culla in un ambiente omogeneo e solidale con le proprie idee, con buona pace del dialogo e del confronto civile.
      Le organizzazioni che operano in internet, e specialmente i motori di ricerca, sono in grado di valutare le caratteristiche del nostro “bias”, grazie alle informazioni che così volentieri diffondiamo in rete. Gioco facile a quel punto offrirci in primo piano i siti e le informazioni che più si attagliano col nostro “bias”, facendoci credere che tanti altri (forse tutti?) sono come noi, con le stesse idee, desideri, visioni, idiosincrasie, ecc.
      Perchè?
      Primo, per fidelizzarci, per tenerci legati a un qualcosa che “sembra” nostro amichevole complice.
      Secondo, per far passare sottotraccia (ma nemmeno tanto) i loro messaggi, rendendoci più disponibili ad accoglierli in quanto provenienti da siti “amici”.
      Terzo, perché così non ci facciamo domande, perché ci convinciamo che il nostro (mondo ideale) è il migliore dei mondi possibili, perché così evitiamo qualsiasi confronto che potrebbe aprirci gli occhi sulle bugie “ufficiali”, perchè pian piano ci stanno trasformando in un innocuo, prevedibile, controllabile, predabile gregge.

      Miao 🙂

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      • Grazie sempre per la bella spiegazione,in fondo l’ho sempre saputo che questo nuovo mondo ” virtuale “ci si mette in balia di grandi e oscure maglie,per interessi altrui e quasi mai ci porta a uno scopo umano utile ad una comprensione di tutti ,specialmente chi è sincero e quasi sempre crede che anche l’altra parte per lo più ignota sia vera e un po ingenuamente ,ma anche no ,si accetta il rischio ,il dubbio espresso era nel non essere in grado a dare come hai fatto tu una spiegazione senza cascare nel retorico e nel finto aver capito ,credo che una volta dentro la rete non ci resta che seguire un po l’istinto e un po di sana condivizione,perchè non è che i rapporti nel reale siano diversi c’è sempre quello furbo che nasconde le verità e raggira l’onesto vivere,così navighiamo con corazze a volte vulnerabili a volte dure ,ma almeno portiamo avanti un pensiero, il nostro,che poi venga assorbito o no ognuno ognuno ha le sue responsabilità c’è chi ha il coraggio di dire e chi no …purtroppo vince come sempre l’ignoranza sulle cose e qualche volta chi ci rimette è sempre l’onestà che poche volte viene creduta tale.
        ahoj…..ora so cosa vuol dire 🙂

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