LA NOTTE DEI GATTI NERI

Ho sentito dire che qualche umano, depauperato di importanti organi interni (cuore e cervello), questa notte vuole festeggiare l’americanata chiamata Halloween compiendo nefandezze ai danni di gatti neri e, pare, anche bianchi.

Ometto di esprimere il mio pensiero su questa “ricorrenza” per diffondere un invito importante agli interessati:

TUTTI I GATTI NERI

ma anche di altri colori

“Sono invitati all’Evapelosamente insieme”

L’Evapotana* resterà aperta tutta la notte per offrire rifugio e conforto ai perseguitati dall’inettitudine umana. Il ponte levatoio si aprirà magicamente davanti ad ogni peloso bisognoso, squali e coccodrilli residenti nel fossato indicheranno il percorso a chi possiede le credenziali per accedere alla festa.

Vi aspetto con soffici cuscini e morbide coccole

N.B.: Gli eventuali aspiranti imbucati con cattive intenzioni saranno smascherati dai lupi che li manderanno a “perdersi in quel paese” che nel linguaggio umano equivale a Fankiulo, non metaforicamente bensì ad opera di volenterosi uccelli paduli per l’occasione muniti di robuste…

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IL GATTO SENZA NOME

Dalla nascita e fino a che non ho cominciato l’attuale lavoro ho sempre convissuto con animali, tutta la mia stirpe per dna è molto legata agli animali.

Ho smesso di averli in casa da quando vivo sola e sono costretta ad assentarmi per giornate intere, perciò qualunque animale vivrebbe in stato di abbandono.

Oltre a tutti i cani, gatti, anatre e galline, che ricordo da piccola poiché vivevo in città ma in una vecchia casa di ringhiera dotata di ampia corte che all’epoca sembrava una cascina, i tre sempre presenti intorno a me sono due gatti e un cane.

 Il primo gatto viveva con me ed il mio ex marito.

Non aveva un nome perché non ha mai voluto rivelarlo. Lasciava che lo chiamassimo micio nero perché era nero come la pece e di una bellezza ipnotica. Un maschio di quasi 5 chili: una pantera tutta muscoli e agilità.

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Nenosse

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Il paziente inglese

Dal: Presidente Onorario del “Wellness Center Morfeo“.

Come ben sapete, riposo assoluto, relax, dieta equilibrata e appetitosa, sono le regole salutistiche del nostro centro benessere, regole immediatamente comprese e accettate di buon grado dal nostro paziente.
E poi anche la parte psicologica ha la sua importanza. Attenzioni e coccole, spesso troppo trascurate in favore di una mera visione fisiologica delle cure, sono invece fondamentali per una piacevole sensazione di relax, quanto mai benefica per la mente e per il fisico.
Possiamo ben dire che egli è stato veramente oculato nella scelta del nostro centro benessere, il quale ha fama di essere un posto molto tranquillo e che tra l’altro dispone di una cucina sopraffina.
Attualmente il paziente si sta sottoponendo alla cura del sonno, almeno 6 ore durante il giorno, più quelle notturne ovviamente. E’ estremamente fortunato in quanto per assopirsi non ha bisogno di alcun aiuto farmacologico, e ciò è indubbiamente un’ottima cosa.

Oltre agli ambienti estremamente confortevoli e rilassanti, il nostro centro benessere gode di una peculiarità della quale non ne è stata ancora compresa pienamente la causa: vi si dorme meravigliosamente.
Qualcuno ha tirato in ballo delle ipotetiche favorevoli congiunzioni magnetiche della Terra, c’è chi ha esaminato i gas emessi dal terreno, chi lo ha sondato per cercarne una composizione particolare o dei corsi d’acqua sotterranei, con scarsi risultati. Anche l’aria è stata esaminata, supponendo che la peculiare flora locale, sospesa tra clima mediterraneo e clima alpino, origini dei pollini soporiferi, idea quanto mai balzana in quanto chi capita nel nostro centro, in qualsiasi periodo dell’anno, dorme sempre pesantemente, spesso appisolandosi da sé ancor prima di stendersi su un letto.
Noi più pragmaticamente siamo convinti che sia la tranquillità circostante e la flemma di chi vi risiede a fare di questo posto un sonnifero naturale.

Torniamo al nostro paziente.
Prima regola: pasti brevi ma frequenti.
Seconda regola: cibi naturali, pesce fresco, carne (ma non bistecche), carboidrati complessi, niente latte, niente alcolici, solamente acqua.
Terza regola: mangiare a intervalli abbastanza regolari.
Quarta regola: breve pennichella dopo il pasto.

Dobbiamo ammettere che il nostro paziente è veramente paziente.
Al mattino attende fiduciosamente che gli venga servita la prima colazione, molto anglosassone, cereali e carne, comunque ricca di Omega 3 e 6, e di salutari vitamine. Non brontola mai, anche se qualche volta capita che gli venga servita con qualche ritardo, salvo poi levarsi prontamente dal suo giaciglio, e con qualche verso di soddisfazione si avventa con gusto sui cibi.
Poi, dopo la salutare pennichella, se il tempo è bello se ne esce per un giretto nei dintorni, e non lo si vede fino a quasi ora di pranzo. Capita pure che gli venga la voglia o l’occasione di pranzare fuori, ovviamente senza avvertirci. Noi non facciamo storie, è la nostra politica verso gli ospiti. Il nostro motto è “il relax innanzitutto”, e ogni domanda di spiegazioni sarebbe inutile se non ddirittura controproducente per la terapia.

Durante l’arco della giornata il paziente ha ovviamente piena libertà di movimento, anche se poi capita spesso che si trattenga nel centro, per uno spuntino, un massaggio e l’inevitabile dormita. Va detto che, pur essendo inglese, il suo buon carattere lo ha reso simpatico a tutti, e capita spesso che ci si faccia in quattro per venire incontro ai suoi desideri.

Pur non avendo mai presentato un passaporto o un documento equivalente, abbiamo intuito subito che proviene da oltremanica. Come abbiamo capito che è inglese? Semplice: fa dei versi miagolanti, spesso intraducibili, e non si capisce immediatamente cosa stia dicendo, pertanto prego tutto il personale del centro benessere di cercare di interpretare al meglio i suoi desideri. E’ un cliente che non vorremmo perdere.

Grazie della collaborazione. 

IL PAZIENTE INGLESE
(cliccare per ingrandire)

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Il momento del bischero

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Almeno una volta nella vita succede di dover smontare un amore e buttarlo nella spazzatura.

Sì, è una delle mie usuali metafore per dire una cosa che credo tocchi chiunque prima o poi.

Per esempio, partendo dal più semplice (si fa per dire), quando siamo costretti a rinunciare ad un animale che ci teneva tanta compagnia, sino ad arrivare alle privazioni devastati come la donna che perde il bambino per il quale aveva già preparato stanzetta e corredino oltre ad un cuore immenso per poterlo ospitare come si deve.

Tra questi due punti in mezzo ci stanno tanti altri amori, i più comuni sono quelli che nascono nei confronti di qualcuno con cui vorremo instaurare un rapporto di coppia. Non obbligatoriamente per metter su famiglia, ma per stare insieme come amici, complici e amanti che, secondo il mio gusto, è la forma più avvincente di “stare insieme”.

Avendo, (mio malgrado)…

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Gatto Atlantico

Lo vado ripetendo spesso come un vezzo un poco snob – a volte un poco lo sono, altre volte sono un po’ bulla, come mi dice spesso una persona che mi è (pure troppo: che è ben diverso da purtroppo) molto cara – dicevo che spesso lo racconto che amo il venerdì sera e il sabato fino alle otto. Poi dopo la città viene catturata da un altro mondo che non è il mio. Non lo era neanche quando ero una ragazza molto giovane e choosy per usare un termine di moda. E a proposito di questo oggi mi andavo ripetendo che dovrò presto prendere quelle lezioni di inglese che ho rimandato per anni: ormai la comunicazione adulta è solo inglese. Non è un paese per vecchi questo, tantomeno per giovani: sarà quindi per adulti no? Quindi se imparo un po’ meglio l’inglese – e se tanto mi dà tanto…

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