La notte a me porta scompiglio questo è risaputo. Perciò quando scrivo di notte può accadere qualunque cosa anche perché la maggior parte delle volte succede mentre sogno.

Qualche notte fa ho dissestato il cuore di una mia carissima amica “La Pinarda” provetta sassofonista. Lei legge il mio blog quotidianamente e l’altra notte l’ho ha fatto prima di andare a dormire. Disgraziatamente è capitata in quello che avevo appena pubblicato tra sabato 24 e domenica 25 novembre intitolato “Questa sera”.

La Pina s’è talmente preoccupata per quel post che ha tentato di chiamarmi, (ma io spengo qualunque cosa dopo una certa ora solo il cervello non si spegne mai), non ottenendo risposta è andata in panico sicché è stata male tutta la notte, dando di stomaco e piangendo.

Il giorno dopo mi ha inviato un sms per chiedermi come stavo, io tranquilla (essendo all’oscuro del danno provocato) le ho risposto…

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Il blackout del blackout di Internet in Siria

ilNichilista

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Una menzione in fondo alla prima pagina sul Foglio. Un taglio basso su Avvenire. Un trafiletto su Fatto e Corsera. Una breve su Libero. Niente su Stampa, Repubblica, Unità, Manifesto, Pubblico, Giornale. Nessuna riflessione. Nessun approfondimento. Nessuna contestualizzazione rispetto a un fenomeno che inizia a essere tristemente ricorrente, ma non per questo meno grave. Questo è il modo in cui la cartastampata (non oso immaginare i telegiornali) racconta oggi, ai suoi lettori, il blackout pressocché totale di Internet in Siria.

Un evento non unico, ma raro (è accaduto in precedenza in Egitto e Libia, per limitarsi alla storia recente, e sporadicamente nella stessa Siria), con conseguenze concretissime per la popolazione (totalmente isolata dal mondo esterno), l’informazione (per quale motivo Assad ha girato l’interruttore e spento la Rete?) e l’economia del Paese. Ma raccontato poco e male, specie sulla carta (sulle versioni online di quasi tutti questi quotidiani…

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Recuperando ancora una volta il titolo del libro di Simona Vinci “Dei bambini non si sa niente”, nel post di oggi voglio raccontare un piccolo aneddoto a proposito di una bambina immaginifica che si confida spesso con me.

L’ispirazione mi è venuta ascoltando la radio questa mattina: un po’ distrattamente perché mi stavo preparando per venire a lavorare ho sentito il Trio Medusa parlare di come esprimersi con i bambini per farsi comprendere.

Al di là del fatto che credo i bambini capiscano ben più di quanto sembra agli adulti, è comunque sempre un bel “lavorare” per avvicinarsi a loro.

Secondo me sarebbe molto più facile se gli adulti ricordassero che cosa pensavano quando erano bambini.

A questo proposito voglio narrare una piccola storiella riguardo Nina, la bambina di cui accennavo sopra.

I nonni di oggi sono spesso giovani e diventano preziose risorse per le coppie che hanno figli da…

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Lampi di Cassandra / Uccido, dunque sono

Da Punto Informatico del 28/11/12

di M. Calamari – Non solo droni volanti progettati per la guerra, non solo Terminator armati di tutto punto. Esistono anche Skynet e Invernomuto, intelligenze artificiali che potrebbero covare minacce per l’uomo

Cassandra si è occupata, da tempo ed anche di recente, del problema della armi autonome, cioè di quei sistemi che, non solo con il volto di Schwarzenegger, hanno recitato la parte dei protagonisti in “Terminator” di James Cameron.

Informazioni pubblicate con una certa superficialità negli ultimi tre anni rendono evidente, a chiunque abbia voglia di guardare oltre il proprio naso, la velocità con cui queste armi autonome si stanno evolvendo grazie all’interesse altissimo dei militari nei paesi più tecnologicamente evoluti.
Non occorre infatti essere profeti per vedere quanto lo spazio tra i droni volanti che incrociano nei nostri cieli e quelli argentati che la fanno da padroni nei vari episodi della saga interpretata dal governatore della California si stia riducendo: questo stando alle notizie pubbliche, ma esistendo il segreto militare non è dato sapere se questo spazio si sia addirittura annullato, e quindi se solo una porta ci separi ormai dal nostro terminator quotidiano.

Sono terminator con la “t” minuscola, oggetti destinati ad un uso comune, ovviamente solo contro i “cattivi” per “missioni di pace” e per “risparmiare vite umane” dei militari.
Pare invece escluso, almeno nei comunicati ufficiali, che servano per ridurre i costi della guerra, e per rendere ancora più ampio quel già grande ventaglio di situazioni che è ben difficile chiamare “pace” ma che non sono nemmeno guerra dichiarata, e che tanto comodo fanno alla politica internazionale.

Ma pare anche che altri comincino a condividere le preoccupazioni di Cassandra: è notizia recente che l’Università di Cambridge (mica bruscolini) abbia deciso di aprire un centro studi dedicato a valutare le minacce che robot, droni ed intelligenze artificiali possono rappresentare per l’umanità.

In questo contesto rappresenta la dimostrazione non solo che la paranoia è una virtù, ma anche e sopratutto che la paranoia non è mai abbastanza. A Cassandra, infatti, non era mai passato per la mente di includere le intelligenze artificiali nel novero delle minacce e, perché no, delle armi intelligenti, probabilmente in quanto prive di occhi rossi lampeggianti, canne rotanti e lanciamissili.
O forse è perchè i vecchi informatici sentono parlare di I.A. fin da prima della laurea, ed in trent’anni non hanno mai visto succedere niente.

Però il profeta Cameron nel suo sacro testo ha inserito il secondario ma importante personaggio di Skynet, il sistema difensivo che diventa senziente, e per prima cosa, nella migliore tradizione della fantascienza anni ’60, tenta di distruggere l’umanità. Skynet è un’intelligenza artificiale, proprio come Invernomuto in “Neuromante” di Gibson.

Ma è certo che l’utilizzo di software che, se non addirittura autocosciente, comunque possa essere superumano e controllare le persone, ci aspetta in un futuro molto prossimo: tutto sommato Deep Blue di IBM ha battuto il campione mondiale di scacchi, ed anche se la sua architettura usa molta forza bruta e conoscenza pregressa per lavorare, i suoi fratelli potrebbero tranquillamente essere ad esempio i sistemi di controllo del progetto Occhio della Mente di cui abbiamo parlato recentissimamente, e rientrare a tutto diritto tra i sistemi che si sostituiscono all’uomo, lo controllano e possono agire, anche se solo indirettamente, contro di lui.

Questo è un tassello che mancava persino al mosaico delle paranoie di Cassandra.
Un sentito grazie, anche a nome vostro, ai “colleghi” di Cambridge per
averlo capito e reso pubblico. Ma soprattutto grazie per aver dimostrato che c’è anche qualcuno che, invece di inventare nuove tecnologie per gli armamenti, si preoccupa per gli effetti di quelle presenti e future.

Quale sarà il test di validazione di una I.A. militare? Uccidere il suo primo nemico?
Il suo primo pensiero sarà “uccido, dunque sono”?

Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari

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conversazioni

Libera.mente

– Uhh come corre! Guarda si è persa un po’ di pensieri per strada… e ora?

– Non ti preoccupare, poi, quando riscende per tornare a casa, li riprende. Tanto qui,  finiti a terra, non li vuole nessuno.

– E’ sempre così quando sale su per questa strada cammina  con   passo veloce, ci credo si perda qualcosa.

– Magari, io, li raccoglierei.

– No, guarda neanche se ne accorge, tanto ne ha parecchi, come si muove, gira l’angolo e ne arriva uno nuovo.

–  Comunque non è la sola a perderli, ne sono certo, passo  tutto il mio tempo  qua disteso e vedo un bel andirivieni. Pure  se  la strada è chiusa, poche macchine   ma di bipedi umani  in gran quantità.

– A me è simpatica, quando mi vede  fa delle vocine strane, credo mi saluti,  sono  educata, rispondo sempre.

– E’ vero, credo voglia comunicare. Io, generalmente non le…

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per…bacco

MANOLA

Sto vivendo un periodo di poca energia e non è da me ,forse sarà l’età, da pochi giorni ho varcato il girone dei 60 ,pochi… molti… secondo i punti di vista ….sono tanti vi assicuro , anche se il fisico trapela i decenni con tanti acciacchi di qui e là, la mente vuol prepotentemente non rassegnarsi all’evidenza che è  passata  nell’epoca anta due volte ,però penso pure che giovane oggi come oggi non vorrei essere e chi me lo fa fare, dato la situazione mondiale ,manco dico Italiana tanto mi fa male pensare cosa siamo riusciti a rovinare tutto dalla natura e energie perdute anche nel lavoro ….be lasciamo perdere se no potrei pure essere rottamata … appunto… dato che questa parola è presente nel nostro presente , ma mai efficiente dato che poi dove li mettiamo  i rottamati ????? nessuno ci ha pensato???  da che ne so ,non ci…

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A LETTO SENZA CENA

L’altra sera, per la seconda volta nella mia vita (la prima è stata una punizione, all’età di dieci anni, perché ero sparita di casa un intero pomeriggio senza dire nulla), sono andata a letto senza cena. Questo è molto grave, considerando il mio ormai mitico appetito senza ritegno.

Non che non avessi fame, semplicemente ero talmente depressa da non aver voglia di mangiare. Sembra una contraddizione, ma è successo così. Devo precisare che per me il cibo è un bisogno primario che prevale su qualunque altro, sono una di quelle persone che vivono per mangiare e non viceversa. Il cibo è una consolazione, una goduria, un premio, una cura per tanti disagi interiori, persino per la noia. Mia madre mi diceva sempre che da piccola quando non sapevo che cosa fare mangiavo.

Nonostante ciò non sono mai stata grassa, né robusta. In forma sì, sovrappeso mai. Anzi quando mi privo…

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