Critica della critica alla democrazia digitale

ilNichilista

Temo la critica alla democrazia digitale stia prendendo una piega sbagliata. Mentre sul Giornale si legge la solita generalizzazione ingiustificata («Il web imbroglia»), scrive Giovanni Valentini su Repubblica: «La vulnerabilità del sistema non è soltanto un dato tecnologico. È più propriamente un fattore genetico di quella che un autorevole studioso come Stefano Rodotà, nel suo illuminante libro “Il diritto di avere diritti”, chiama “la dittatura dell’algoritmo”. E non certo per disconoscere la “cittadinanza digitale”, ma anzi per rafforzarla e tutelarla. “Nella società dell’algoritmo – avverte Rodotà – svaniscono garanzie che avrebbero dovuto mettere le persone al riparo dal potere tecnologico”». Perfetto. Il passaggio seguente, tuttavia, mi spaventa: «Da qui, dunque, la necessità di disciplinare la Rete in modo che non diventi il Far West o la giungla della comunicazione globale, a rischio di screditare se stessa, la propria funzione e i propri utenti. È una nuova frontiera della democrazia, da…

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