Ottimamente

Va bene, va benissimo.

Meglio di così non potrebbe andare.

Tutto perfetto.

È una meraviglia.

Adesso sì che siamo finalmente a posto.

È quello che ci voleva.

Non si potrebbe chiedere di meglio.

Tutto sistemato.

La situazione è invidiabile.

Meglio di un terno al lotto.

Sto gongolando dalla felicità.

Vanno tutti d’amore e d’accordo.

Ci aspetta un futuro radioso.

Siamo un esempio per tutto il mondo.

Stiamo vivendo in un nuovo Eden.

Il paese è in ottime mani.

Abbiamo superato ogni aspettativa.

Non ci meritiamo tanta grazia.

Cosa chiedere di più?

È la quadratura del cerchio.

Espunto dal vocabolario il lemma “problema”.

Il Nirvana è niente al confronto.

Tutto il mondo ci invidia.

I treni arrivano in orario.

Il rancio è ottimo e abbondante.

Siamo i più meglio.

.

Ecco signor Presidente, va bene così?

In ossequio al Suo deciso monito al paese, e facendo deferente seguito alle Sue precise parole “Confido che tutti cooperino – e quando dico tutti mi riferisco anche, in particolare, ai mezzi di informazione – a favorire il massimo di distensione piuttosto che il rinfocolare vecchie tensioni”, nel mio piccolo ho creduto di farle cosa gradita esprimendo la mia viva e vibrante soddisfazione per il nuovo governo che Ella ci ha così graziosamente dato, e anzi auspico che, al fine di creare quella “pax” che è sempre venuta a mancare nell’italica penisola, vengano finalmente sopite le vecchie tensioni tra fascisti e antifascisti, guerrafondai e pacifisti, sfruttatori e lavoratori, inquinatori ed ecologisti, delinquenti e persone oneste, mafiosi e vittime, Orazi e Curiazi, e che anzi il corpo sociale tutto, finalmente coeso, si muova compatto per zittire con qualsiasi mezzo ogni voce distonica che conservasse la perniciosa abitudine di informare liberamente la popolazione, la quale di tutto ha bisogno, ma non di essere messa in condizione di dubitare dell’eccellenza del momento.

Fedelmente Suo
BauBau

P.S. Come prima azione tesa a smorzare i toni, consiglierei di sopprimere quell’impudente articolo apparso a suo tempo su questo blog intitolato “Napolitano, santo subito?”, un testo velenoso che metteva in dubbio la Sua cristallina figura cercando di far credere al volgo innocente che Ella avesse in passato tenuto un comportamento meno che irreprensibile.

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9 Risposte to “Ottimamente”

  1. silevainvolo Says:

    super piace quello che scrivi, invece non piace affatto quello che viviamo, ma le responsabiità non saranno un po’ anche nostre? di anni o secoli di scelte sbagliate o forse ‘non scelte’ senza coraggio, ora siamo poveri di tutto… (eh io sì ho il posto fisso! ma con lo stipendio ci devo pagare quasi tutto il mio affitto) fare rivoluzioni occupare luoghi farsi torturare in prigione? poi subentra la distruttività anche un po adolescenziale e le risposte non ne ho, se non pensare di volere fare parte di quelli che non vorrebbero piu fare parte (di un certo sistema) ma che comunque ci fanno parte loro malgrado 😦

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    • Stelio Says:

      Offerta speciale: due risposte al prezzo di una.
      La prima riguarda il post, che in realtà non ha lo scopo di sottolineare (se ce ne fosse ancora bisogno!) la precarietà sociale che stiamo soffendo. Il nocciolo della questione è che un eminentissimo personaggio politico che si professa “antifascista”, in vicinanza del 25 aprile auspica i principi cari al Ministero della Cultura Popolare, il “minculpop” che durante il fascismo si occupava che l’informazione fosse coerente con i messaggi del regime. Magari mi sbaglio, magari Lui non pensava al fascismo, magari pensava alla Cina, a quel regime nazionalsocialista con il quale, volenti o nolenti, dobbiamo confrontarci.
      Mi è parso strano che, tranne lodevoli eccezioni, non ci sia stata una levata di scudi a fronte di una tale malcelata richiesta di censura (almeno “sopire i toni” era più felpato).
      La seconda parte è la risposta al tuo grido di dolore per la sensazione di inanità generalizzata, quando la necessità di cambiamento viene espressa unicamente con sterili e querule proteste.
      Hai perfettamente ragione. Siamo NOI i corresponsabili, o almeno i complici (consapevoli o meno) di un sistema ingiusto e distruttivo. Però il cambiamento non passa attraverso il martirio (proprio o altrui) ma attraverso il sacrificio, quello di comportarsi da persone civili, eticamente e socialmente civili, in questa giungla imposta. Ogni nostra azione andrebbe valutata non per i suo effetto immediato, bensì in funzione della direzione generale del nostro operato, per verificare se è la stessa che va verso il mondo che vorremmo. Non si pretende l’onestà di una spada affilata, ma almeno la coerenza tra ciò che si pensa e ciò che si fa, e soprattutto la modestia per capire che cambiare il mondo non è in nostro potere, ma migliorarlo sì.
      Bye 🙂

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  2. limucci Says:

    Allora via l’Europa, via i parlamentari europei insieme ad essa, via il Parlamento in Italia, via la via politica, via le buone notizie (ci sono, ci sono), avanti le denunce di scandali, avanti i giornalisti che intervistano per la strada con domande del tipo “scusi, è vero che lei ruba?” o “cosa ha provato quando hanno ammazzato suo figlio?” Così sì che si può creare un Paese migliore! E che diamine….

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    • Stelio Says:

      Sì, basta con le polemiche, basta con i dibbattiti, basta con gli scandali!
      E basta anche con questa gerontocrazia astiosa!
      Basta anche con Napolitano. Vogliamo un giovane.
      Kim Jong-un for President !
      😉

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      • Manola Says:

        solo che ho paura che il basta ..non basta 😦

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      • limucci Says:

        Basta con le polemiche sì, con i dibattiti no, con gli scandali no, con il gusto dello scandalo sì, con la gerontocrazia sì, con Napolitano no, almeno stavolta. Perché bisogna andare avanti a tutti i costi nella speranza che alla prossima finanziaria (gli hanno cambiato nome ma io la chiamo alla vecchia maniera) l’Italia provi a non dichiarare bancarotta, basta con il grillesco “armiamoci e partite”. I giovani verranno quando diventeremo civicamente educati fin dai primi anni di vita. Perché queli che critichiamo non sono altro che la nostra espressione, che uno voti o che uno si astenga. 😀

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        • Stelio Says:

          No, il dibbattito no!

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        • Stelio Says:

          Sìììì, bisogna andare avanti a tutti i costi, come i lemmings.
          Qualche tempo fa c’era una pubblicità di una grossa industria casearia che diceva pressapoco così “la fiducia è una cosa seria, che si dà alle persone serie”. A pare il fatto che anche quella ditta ha avuto dei problemi con la “serietà” (ma questo ovviamente non si deve dire in Italia, si conoscono solamente i nomi dei pesci piccoli pescati con le mani nel sacco, ma quello delle aziende che in quel sacco pescavano in abbondanza MAI), a me pare che non si possa assolutamente essere fiduciosi.
          Lorsignori si danno la fiducia da soli, autocertificano la loro affidabilità, e guai a rivangare il passato, sarebbe inutilmente polemico!
          Personalmente non mi sento di dare la fiducia a un governo formato di bugiardi di professione, il fascio che ha portato allo sfascio, e di una mandria di acefali che non riescono nemmeno a controllare i loro sfinteri.
          C’è chi vede tutti i presupposti per l’avvento di una dittatura: classe politica squalificata, crisi economica, tensioni sociali, richiesta di ordine, gruppi di potere (politico e non) che pensano unicamente alla loro sopravvivenza, pressioni sui media affinché non disturbino il manovratore, ribaltamento dei nostri problemi verso un nemico esterno, criminalizzazione degli oppositori, ecc.
          Aspettati molto presto che anche la libertà del web sia vista come un pericolo per la nazione (ben noti e ripetuti sono gli attacchi portati dalla politica al web, con la scusa di regolamentare il Far West, o difendere il copyright). Già ora, se scrivi sul tuo blog che bisognerebbe diffidare di una persona condannata (in tutti e 3 i gradi di giudizio) per truffa, incappi nella censura e avresti delle grane (mai rinfocolare, mai…).
          Mala tempora currunt quando chi comanda avverte come attacco personale, come polemica astiosa, ogni osservazione limpida, ogni critica puntuale, ogni confronto su quanto si è promesso e quanto si sta facendo, ogni richiamo su comportamenti inaccettabili, ogni dubbio di patti scellerati.
          O si sentono molto deboli, o si sentono molto forti, e questo non è di buon auspicio, checché ne dicano le fanfare dei media di regime.
          😦

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