Il nonsenso della misura

Qualcuno potrebbe etichettare questo post come “sciacallaggio”, e tutto sommato non saprei dargli torto.
A Genova, una nave portacontainer ha avuto un problema (ai motori? Ai comandi? Non si sa ancora) e manovrando alla velocità di 3,6 nodi, circa 6,5 km/h (a passo d’uomo, letteralmente), ha urtato la banchina e fatto precipitare la torre piloti, causando morti e feriti.
Fermo restando lo sgomento per la gravità dell’ennesimo “incidente sul lavoro”(anche se tutti gli incidenti sul lavoro devono essere considerati gravi), la mia mente da sciacallo è corsa automaticamente a Venezia, a quell’ambiente unico e fragilissimo dove quotidianamente potrebbe ripetersi una tragedia del genere, ma elevata all’ennesima potenza.
Qui sotto ho inserito due immagini. La prima è quella di una nave da crociera ormeggiata nel porto di Venezia, la seconda è la vista aerea della zona dove transitano le navi da crociera, davanti alla Giudecca e a San Marco, e in più punti vi ho inserito la sagoma della stessa nave da crociera, tanto per dare un’idea delle proporzioni.
Il solo pensiero che un mastodonte del genere, il quale manovra a una velocità quasi doppia di quella tenuta dalla portacontainer di Genova, un malaugurato giorno possa avere un’avaria, anche minima, ai motori, al timone, ai comandi, è roba da fa accapponare la pelle, da tacciare di incoscienza pura chi permette che un gioiello unico al mondo come Venezia corra dei simili rischi.
Questi alberghi galleggianti arrivano a 100.000 (centomila) tonnellate di stazza, il doppio della nave che ha causato la tragedia di Genova, e la sua forza d’urto sarebbe inarrestabile, soprattutto tenendo conto che andrebbe a impattare su una struttura sospesa su pali; avrebbe l’effetto della palla da bowling che arriva sui birilli.
I numeri, confrontati con quelli della portacontainer di Genova, sono impressionanti: stazza doppia e velocità doppia. Tenendo conto che la l’inerzia cresce col quadrato della velocità, se questa è doppia l’energia cinetica accumulata è quadrupla, il che, moltiplicando per la stazza della nave (doppia anch’essa) porta ad avere una forza d’urto otto volte maggiore di quella che ha causato il crollo della torre piloti a Genova. Per questi pachidermi non esiste il freno a mano, gli spazi di arresto si misurano in decine, centinaia di metri, e anche se, per emergenza, venissero calate le ancore, queste ultime si limiterebbero ad “arare” il fondo fangoso della laguna, risultando inefficaci.
Perciò, la prossima volta che avrete la fortuna di visitare Venezia (fatelo, finché è ancora lì), e vi capitasse di vedere una nave da crociera che transita davanti al Palazzo Ducale, non ammiratela, non invidiate chi ci sta sopra, sono semplicemente degli ignoranti, dei vandali, i figli di una inciviltà che divora sé stessa.

Cliccare sulle immagini per ingrandirle

NaVe

CrocieraVenezia

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7 Risposte to “Il nonsenso della misura”

  1. Evaporata Says:

    Ho visto qualche tempo fa un servizio che denunciava proprio la navigazione delle navi da crociera a Venezia. Tutti lo sanno ma, come sempre, nessuno fa niente. La cosa più schifosa è che proprio il comune di Venzia non si preoccupa per niente, non dico delle vite umane che ormai non valgono un cippa, ma almeno di tutte le bellezze che portano sicuramente più denaro delle carie compagnie che muovono le città galleggianti. Che schifo!

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    • Stelio Says:

      Ognuno di questi pollai galleggianti vomita qualche migliaio di turisti, una massa di avventori di bocca buona per ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie, e di clienti ansiosi di procacciarsi un souvenir più o meno costoso della città lagunare. I più seguono in gregge i loro cani pastore che li conducono nel solito giro turistico, un bignamino for dummies che dà loro l’impressione di aver visto Venezia.
      Quindi i soldi, tanti soldi, entrano e rimangono a Venezia, molti di più di quelli che possono raccogliere i tanti musei della città, regolarmente non previsti nell’itinerario turistico dei crocieristi.

      WP Immagine da Wikipedia

      P.S. E non voglio nemmeno pensare in che mani sono messe queste balene bianche (vedi Skettino & C. …) 😦

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  2. limucci Says:

    Quando passano tremano i vetri, e anche i pali su cui Venezia poggia non terranno per molto. Ma che c’hanno nel capo, i pioppini? 😦

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    • Stelio Says:

      E’ unicamente una questione di prospettiva.
      Se la prospettiva è quella di conservare al meglio la città, cercando di renderla fruibile ma senza prostituirla, salvandone oltre ai palazzi anche l’anima, allora sono improcrastinabili delle severe (e impopolari) limitazioni che impediscano a Venezia di subire il logorio della vita moderna.
      Se la prospettiva è quella di mantenersi ben saldi sulla poltrona, accontentando le varie clientele, assicurandosi cospique prebende e utili agganci utili per sé e famiglia, si tira a campare (bene), perché comunque nella manica c’è sempre il solito asso, quello della “fatalità”, e chi ha avuto ha avuto… 😦

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  3. Il mostro della laguna | My3Place Says:

    […] E se neanche questo mostro vi ha spaventato, potete andare a leggere “Il nonsenso della misura“. […]

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