SONO UN ATTIMO FUGGENTE (mi chiamo Brug)

In questi anni trascorsi dentro una veste umana sul pianeta terra per confondermi senza farmi notare, sono entrata, viaggiando soprattutto di notte, in molte condizioni e forme di vita che mi hanno permesso di imparare e sentire che cosa si prova obbligati e assoggettati a forme di patimento più o meno profondo. Qui si chiama empatia, partecipazione, comprensione o compassione che nel suo stretto significato è “patire insieme” e quindi racchiude un po’ tutte le parole precedenti.

Consumo quindi  il mio essere “attimo fuggente” cercando di comunicare e scambiare la conoscenza con altre forme di vita che incontro durante il cammino. Non è un compito facile soprattutto perché devo muovermi  silenziosamente celandomi, a differenza di  subissi oracoli, profeti, santi o istrioni che attraggono le folle con suoni clamorosi e colori vistosi.

Chiamarsi “nessuno” in mezzo a strepitose insegne luminose può evitare di essere pestati da giganti Polifemo dall’occhio chiuso e…

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