Non si uccidono così anche le persone?

Mucca

Lo so anch’io che di qualcosa si deve pur morire, ma almeno lasciatemi il gusto della sorpresa.
Invece dietro ogni angolo so che mi aspetta un killer seriale; avverto la presenza di sicari che spiano ogni mio passo per colpirmi alle spalle; mi sento nel centro del mirino di un battaglione di impietosi cecchini; è come se mi trovassi in uno di quei videogiochi spara-spara, con la differenza che il GAME OVER sarà definitivo.
Così trascorro la mia esistenza come Neo, schivando pallottole e lame affilate, o come un vecchio pugile, sfiatato, suonato, ma grande incassatore, un indomito predestinato alla sconfitta, più adatto a una storia di Frank Miller che a una vita serena.
Chi sono costoro che attentano alla mia vita? Che domande, sono gli stessi che fanno la posta a voi, che attendono di impallinarvi, scannarvi, avvelenarvi, liquidarvi!
Sono i sofisticatori di alimenti.
Si dice che l’uomo non viva di solo pane (e già sul pane e sulle farine ci sarebbe più di qualcosa da ridire), e allora ci vuole del companatico. Dato che siamo delle persone dai gusti semplici, caserecci, pane e formaggio ci potrebbero stare.
Si fa presto a dire formaggio, son mica tutti uguali!
Emmental? Troppo grasso. Feta? Troppo salato. Gorgonzola? Troppo forte. Parmigiano? Troppo duro. Crescenza? Troppo morbida.
Un Montasio ci vorrebbe, un Montasio di 6 mesi, elastico ma non più molle, dal gusto pieno e non ancora piccante, meglio se è un Montasio DOP, ottenuto esclusivamente con latte bovino proveniente dalla stessa zona di produzione del formaggio.
E mentre mi sbafo questo panino al formaggio, apro il giornale e, quando si dice la combinazione, trovo che hanno dedicato una pagina intera al latte per il Montasio DOP.
Pare che il latte utilizzato per questo formaggio non fosse proprio il massimo (ammesso e non concesso che provenisse dalle zone di produzione del Montasio). I responsabili di questa frode alimentare sono alcuni aderenti del Cospalat FVG, con il loro leader in testa.
Il Cospalat nacque una quindicina di anni fa come comitato spontaneo di produttori per garantire e certificare il latte sano. È evidente che di “sano” ormai era rimasto solamente il loro conto in banca, in quanto una certa quantità di latte “sano” veniva utilizzato per tagliare il latte “pericoloso”, contaminato da aflatossine, un fungo cancerogeno con effetti sulla crescita dei bambini, e quindi adulterato per falsificare le analisi. Non volendosi far mancare niente, anche un residuo di antibiotici faceva la sua porca figura.
Per produrre il latte ricco di Omega3 invece erano più onesti, niente aflatossine, lo allungavano semplicemente con l’acqua, e si sa che l’acqua non ha fatto mai male a nessuno (magari, se fossero ancora vivi, quelli del naufragio del Titanic potrebbero dissentire…).
Cospalat… Cospalat… ah sì, sono quelli che portavano le mucche in piazza per protestare contro le multe per lo sforamento delle quote latte, quasi un miliardo e mezzo di Euro di multe mai pagate grazie al silenzio-assenso del governo, e per le quali rischiamo di saldare il salatissimo conto tutti noi contribuenti.
Qualora voleste rinfrescare il vostro vocabolario di insulti e magari imparare qualche nuova invettiva, vi consiglierei di visitare la pagina Facebook di Cospalat nella quale si può misurare la (viva e vibrante) soddisfazione dei loro (ex) clienti.
Vi starete chiedendo come mai un prodotto così delicato, indicato per l’alimentazione dei bambini, abbia potuto subire una tale pericolosa sofisticazione nonostante i serrati controlli della filiera produttiva. Semplice, erano corrotti anche dei controllori. Nel laboratorio incaricato delle analisi, non solamente non veniva segnalata la presenza delle tossine cancerogene, ma addirittura i referti venivano “aggiustati” per far rientrare quel latte pericolosissimo nei limiti prescritti dalla legge.
La notizia è destinata a valicare gli angusti confini regionali e a diffondersi inevitabilmente su tutto il territorio nazionale, con la conseguenza che il formaggio Montasio DOP nell’immaginario collettivo verrà associato al vino tagliato col metanolo, all’olio di sansa, alla mozzarella blu, al tarocco (inteso come truffa e non come agrume).
Chi ha scientemente imbastito la truffa del latte contaminato non è soltanto un volgare imbroglione, un incosciente che ha pensato unicamente al profitto, no, egli è imputabile di strage continuata.
Mai si conosceranno i danni alla salute dei consumatori, ma se un prodotto è considerato cancerogeno lo è perché ha tutte le potenzialità per scatenare nel nostro organismo delle mutazioni che portano allo sviluppo di tumori, patologie che spesso non lasciano scampo.
La strage però non si esaurisce qui, ma si estende anche a tutti i produttori onesti di quei caseifici che hanno sempre rispettato le rigide specifiche del Montasio DOP. Ormai costoro verranno trattati come degli untori, degli spacciatori di un alimento velenoso, improponibile, e perciò invendibile.
È veramente un “pasticciaccio brutto” in quanto sono state ferite a morte tutte le aziende locali che facevano della qualità e delle tradizioni i loro punti di forza, e tutti quei piccoli imprenditori che c’avevano creduto.
Magari la situazione è ancora peggiore, magari questa pratica di tagliare il latte è prassi comune, diffusissima nelle aziende perché è ormai impossibile trovare dei prodotti esenti da sostanze inquinanti, tossine, antibiotici, metalli pesanti, e bisogna far così e basta, altrimenti non si mangia; tutto è ormai sporcato dalla “civiltà”. Però allora ditecelo, non prendeteci in giro con i marchi, il bio, il salutismo e la dieta mediterranea. Se siamo ormai spacciati, amen, ci mettiamo il cuore in pace ed evitiamo anche il linciaggio dell’imprudente che si è fatto beccare con le mani nella marmellata: tanto di qualche cosa si deve pur morire.
Mentre sto scrivendo questo malinconico post, alla televisione un grosso imprenditore caseario casertano si indigna per i sospetti di frode, e giura che la mozzarella di bufala è il prodotto in assoluto più controllato al mondo, e perciò non vi può essere sofisticazione. Sì, controllato, in laboratorio, come il latte della Cospalat; ma fammi il piacere, sei un killer come tutti gli altri…

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8 thoughts on “Non si uccidono così anche le persone?

  1. E, ovviamente, la notizia è passata sottotono in un tg, così come ordinaria amministrazione. Tanto ormai è ordinaria amminastrazione passare sopra un bimbo in carrozzina senza fare un piagea. 😦

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    • Esatto, si tratta di ordinaria amministrazione, con tanto di voci attive (il business) e passive (la salute). Peccato che per noi i conti non tornino mai. Le strade devono correre (Robert A. Heinlein).

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