Nel mezzo del casin di nostra vita

Ai tempi del Sommo Poeta la mezza età arrivava verso i trent’anni, mentre oggi questa boa è stata spostata un po’ più avanti, ai fatidici 40.
Ho scritto fatidici perché a questo numero di anni viene generalmente associato un momento di “crisi”, come se prima o dopo del quarantesimo compleanno non ci fossero frequenti occasioni di attraversare dei periodi di crisi.
Visto che siamo in tema di crisi, mi pare che il momento attuale stia riportando in auge l’individualismo, ovvero l’egoismo col vestito della festa, un modo di pensare (e agire) a beneficio esclusivo del proprio “particulare”, anche se questo è irrisorio ed effimero.
Dicono che non è più tempo di ideologie, che il concetto di “classe” è superato, che le utopie son buone solamente per gli sciocchi e i sognatori, che ormai il mondo è tutto un dare e avere.
Allora quella brutta bestiaccia della mia memoria mi ha riportato a 40 anni fa, e ho ritrovato (in spagnolo) una storia di Quino che a quei tempi lessi su Linus.
Ve la propongo (ho aggiunto i sottotitoli, ovviamente), troverete una certa affinità con la nostra situazione attuale, e poi riflettete su come finì l’Argentina solamente 2 anni dopo.

zapatos

Sempre in quegli anni, Enzo Jannacci lanciò “Il bonzo”, una canzone scritta qualche tempo prima da Dario Fo. Bene o male, siamo lì.

Auguri

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5 thoughts on “Nel mezzo del casin di nostra vita

  1. non c’è più cieco di chi non vuol vedere. la cosa che mi stupisce è che sta storia dell’ingovernabilità va vanti dal pentapartito dell’onda lunga socialista (primi anni 80?) e stranamente è da quel periodo che il potere d’acquisto del salario medio diminuisce. Nel senso… ci si può far prendere per il culo da sindacati e partiti per qualche anno, ma non per decenni

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    • Non vedo il problema. Gli italiani si sono fatti prendere per il culo per vent’anni da dei buffoncelli in camicia nera, non vedo perché dovrebbero fare gli schizzinosi con dei preti in borghese o con un imbonitore da fiera. Il segreto non sta nel contenuto, anche se smaccatamente falso, contraddittorio, impossibile, assurdo, ma come lo si dice.
      Ti riporto qualche riga di 1984 di G.Orwell, illuminante e attuale come non mai.

      Times del 19 dicembre 1984
      “ll Ministero dell’Abbondanza aveva promesso (le fonti ufficiali avevano parlato di “categorico impegno”) che nel corso del 1984 non ci sarebbe stata alcuna riduzione nel razionamento del cioccolato. In realtà, come Winston sapeva bene, per la fine della settimana la razione di cioccolato sarebbe stata ridotta da trenta a venti grammi: bastava sostituire alla promessa originaria l’avvertenza che forse per il mese di aprile si sarebbe dovuti ricorrere a una riduzione della razione di cioccolato.”

      Times del 20 dicembre 1984
      “A quanto pareva, vi erano state anche manifestazioni di ringraziamento al Grande Fratello per aver aumentato la razione settimanale di cioccolato, portandola a venti grammi. Ma se appena ieri, pensò Winston, avevano annunciato che la razione di cioccolato doveva essere abbassata a venti grammi! Possibile che potessero mandare giù una balla simile a distanza di sole ventiquattr’ore? Sì, era possibile. Parsons se l’era bevuta tranquillamente, con la stupidità di un animale.”

      Ciao e auguri 🙂

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  2. beh, leggendo Orwell (che tra l’altro straconsiglio sempre con la sua pur ridotta produzione) mi viene da pensare che più homo homini lupus la nostra specie abbia sempre teso all’homo homini pecuris 🙂

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