Recensione a “Storie senza mutande” di Claudio Marchese e Riccardo Di Salvo

Dall’Italia a New York sulle ali del sesso

Nadia Mogni alias Evaporata vive sulle colline dell’Oltrepo Pavese, a Salice ma ha le antenne tese verso il mondo, su scala planetaria. Viaggiatrice instancabile nel reale e nell’immaginario, cerca e trova la realizzazione dei propri sogni. Amante dei viaggi avventurosi, si affida al nomadismo del desiderio e non si stanca di sperimentare nuovi itinerari. In questo suo continuo spostamento di prospettiva, appare più cosmopolita di tante intellettuali post – femministe un po’ frustrate. Nadia non ha paura di esibire il proprio corpo come strumento di libidine, consapevole com’è che la carne è capace di farla godere. In questa sua traversata dell’immenso territorio dell’eros, non ha paura di incontri pericolosi. E’ così abile che saprebbe mediare anche con uno stupratore, trasformando la violenza dell’antagonista nell’estremo piacere dell’amante occasionale. Ulisse in versione femminile, si affida al mare aperto, affrontando sirene e mostri inquietanti. Nadia…

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