Astronauti coraggiosi (per forza e non per amore)

Gemini

Eccomi arrivato sulla Luna, finalmente. Sono partito il 21 marzo del 2001, e dopo un viaggio durato ben 12, anni 6 mesi, e 25 giorni, ho percorso i 384.400km che separano la Terra dalla Luna.
È stato un viaggio spesso monotono, durante il quale non sono mancati dei momenti critici, pericolosi, e se non ci sono state conseguenze catastrofiche lo devo solamente a un minimo di sangue freddo derivante dalla consapevolezza dei propri mezzi, e ovviamente a una notevole dose di fortuna. Ammetto pure che talvolta ho vissuto alcune esperienze avventurose, o in qualche caso addirittura divertenti, ma dopo un po’ si fa l’abitudine a ogni situazione, e questo viaggio, purtroppo, non sfugge alla regola.
All’inizio c’era l’emozione della partenza; tutto era nuovo, da testare, da imparare, da perfezionare, ma poi, col tempo, la novità diventa schema, la curiosità non trova appigli, la rotta forma un binario, e la mente si limita a sperare che non accada un inconveniente.
Perché ne capitano, sapete; una qualsiasi avaria potrebbe bloccarmi; anche una svista rischia di essere fatale, bisogna sempre mantenere la concentrazione, guai a distrarsi, è meglio morire di noia piuttosto di morire sul serio; e se ancora non bastasse c’è sempre il rischio di incappare in un oggetto che interseca la mia traiettoria con effetti devastanti, e mi angustia la consapevolezza che contro il verificarsi di tale evento non ho difese
E così, mentre sto osservando la superficie butterata della Luna, ripenso alle disavventure ho fortunosamente schivato dalla partenza a oggi, e rabbrividisco al pensiero di quelle che non mi si sono palesate e che si sono risolte da sé senza neanche darmi il tempo di spaventarmi. Quante?
Distolgo gli occhi da quel disco lattiginoso e abbagliante; scruto ciò che mi riserva il futuro: buio. Non mi è permesso scendere sulla Luna, la posso sfiorare con lo sguardo, segnare il passaggio, e nulla più; il mio viaggio deve proseguire, ma nessuno mi ha dato una mappa, una destinazione, una terra promessa; solamente il viaggio, e il tempo per farlo. Quanto?
Vorrei uscire, usare finalmente i piedi, rallentare quel tanto che basta per vedere, capire, sapere, ma non si può, non è previsto, non è moderno. Così mi costringo a guardare avanti, a manovrare i comandi, a mantenere il controllo, come da istruzioni. La mia sola speranza è che, prima o poi, un’improbabile astronave aliena mi riporti benevolmente sulla Terra. Quando?
Il fatto che anche altri siano nella mia stessa situazione non mi è di grande conforto, anzi, il fatto che riescano a sopportare soavemente, se non addirittura a esaltarsi, è, per me, incomprensibile.
Mentre la Luna si allontana dietro di me, fisso il vuoto pieno di inside che mi attende; il viaggio prosegue, la rotta è tracciata, ma non so fin dove mi porterà.
A questo punto mi si permetta di spendere una parola sulla navicella che mi ha condotto vivo e vegeto sino a qui, se lo merita direi. Come tutte le astronavi anch’essa ha un nome: Fabia. È uscita dagli stabilimenti Škoda di Mladá Boleslav, in Boemia, per finire qui a fare avanti e indietro la stessa strada, casa – lavoro, lavoro – casa, tutti i giorni; badate, non prendetela come una pubblicità, la mia è unicamente riconoscenza e, per certi versi, partecipazione. Fantasticando un po’ potrei supporre che che anche lei sia stanca di questa tratta inconcludente, e che magari vorrebbe riposare un attimo, o vedere posti nuovi, anche se a una certa età è meglio non andare in cerca di avventure; così siamo entrambi incatenati a questa galera quotidiana per colpa dell’insipienza e della cattiva volontà di chi dovrebbe assicurare un servizio di trasporti pubblici degno di un paese civile, quegli stessi personaggi che trasmettono agli astronauti sempre la medesima comunicazione: arrangiatevi!

Stelio, l’astronauto

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3 Risposte to “Astronauti coraggiosi (per forza e non per amore)”

  1. limucci Says:

    Sei sicuro di non essere ancora qui sulla Terra? 😉

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  2. Evaporata Says:

    L’ha ribloggato su Evaporata scrittricee ha commentato:

    Di Stelio

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