NEVE E SILENZIO

Quando la neve scende e il mondo diventa silente, stare in mansarda è divertente se non hai nessun impegno fuori.
Posso vagare con la mente inventando il modo migliore per godere di questo isolamento passeggero.

Sotto le travi in abete guardo i disegni proposti dal legno, scorgo figure e invento una storia.
Siamo io e te in casa, facciamo finta di non esserci l’uno per l’altro.

Ognuno pensa di essere solo, ma desidera comunicare con l’altro che non sa dove sia.
Scrivo su un foglietto di carta “Dove sei?” e lo lascio appeso allo specchio del bagno.
La casa è piccola, ma è come una città per noi che ci stiamo cercando giocando.
E’ un gioco goloso, stuzzicante di quelli che fanno deglutire a vuoto.
Trovi il mio messaggio e mi rispondi, mi confondi le idee scrivendo “Ti osservo da lontano”.
“Perché non mi raggiungi?” Scrivo sulla porta d’ingresso.
Squilla…

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Senza Trucco – WR7

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peperonata elettrica e calzini infeltriti

libera.mente

qui  si gela  di tramontana noiosa indi corro ai ripari

lascio un link questi tipi  da tenere sotto controllo  sono andati a Rosarno per  installare una peperonata  piena di luce

e poi  forse risolvo annoso problema dei calzini desaparecidos invece di usarli per pulire ottone

ci faccio  pantofole

(sempre mista invidia di queste creative  che oltre a sfornare diversi pupi graziosi-pare nella vita si occupino solo di crafts quilts knitting templates printing tipo a loro viene tutto perfetto)

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Tre motivi per non votare PD

Carosello

È unicamente una questione di gusti.
Suppongo di non essere molto originale quando affermo che per apprezzare le ultime mosse del PD ci vuole uno stomaco forte. Anche i personaggi che lo popolano hanno causato in più di qualche occasione precipitose corse verso il cesso.
Per fortuna ora c’è il nuovo che avanza, nel senso che è un avanzo, un fondo di magazzino, un rimasuglio che ci vogliono rifilare, a prezzi fortemente scontati, spacciandolo per la novità dell’anno.
L’idea di base è che basti “rottamare” i vecchi politicanti per risolvere tutti i malanni procurati da questa classe dirigente, per entrare in un’epoca di rinnovamento generale.
L’esponente più in vista di questa “new age” è stato da tempo identificato, si tratta di tale Renzi Sindaco di Firenze.
Anche volendo soprassedere alla naturale diffidenza che mi scatena la sua aria da pretino, pur facendo finta di ignorare a quali personaggi si accompagna (uno per tutti: Nicola Latorre), pur concedendogli il beneficio del dubbio, ovvero che pensi veramente di poter rinnovare e che non sia un volgare epigono, pur tralasciando il fatto che è più un liberista che un riformista, non ho potuto fare a meno di provare una sensazione di malessere (fisico, non psicologico) quando ci ha, finalmente, reso edotti sulla sua idea del Partito Democratico, e, nel caso altamente improbabile che quest’ultimo vinca le elezioni, del nostro disgraziato paese. Con tre spot.
Sì, ha detto proprio “spot”, perché egli presume che l’italiano medio soffra di deficit dell’attenzione, e quindi più di novanta secondi di messaggio non riesca a reggere.
Ma che spot
Ecco quello di una multinazionale che ha riempito i bicchieri di mezzo mondo con una bevanda eccessivamente gassata, dagli ingredienti in parte ancora ignoti, sicuramente zuccherosa e zuccherina, che si è imposta più per la sua immagine che per le scarse proprietà dissetanti, invariabilmente perfetta per rovinare l’aroma dei piatti più gustosi, oppure, l’alternativa più probabile, per coprire il pessimo sapore del “junk food”, il cibo spazzatura che gli USA hanno promosso al rango di business mondiale.
Renzi vorrebbe un PD (e nei suoi sogni, un paese) effervescente, internazionale (ma non “quella” Internazionale che ricorda troppo la sinistra), sapido, e comunque adattabile, liquido, che non macchia (contrariamente al plebeo vino), gradito a grandi e piccini, e soprattutto fresco, molto fresco, o almeno che dia l’idea di fresco.
Inevitabile il rutto liberatorio.
Passiamo ora a un prodotto altrettanto diffuso, una melassa stucchevole e appiccicosa che vi (io mi chiamo fuori) accompagna fin dal primo mattino, e poi a merenda, a pranzo, a cena, e se cadete in una crisi d’astinenza, anche in piena notte. L’utilizzo ignobile (ribadisco, l’utilizzo, non il prodotto per il quale questo aggettivo sarebbe eufemistico) che ne viene fatto per guarnire crêpe, torte, biscotti, gelati, e spuntini vari, rispecchia lo smottamento culturale di un paese che aveva, e in parte ha ancora, una tradizione gastronomica insuperabile. Quant’è facile aprire un barattolo e spalmare quella colla marrone su qualsiasi cosa capiti a tiro, è facile come schiaffare nel microonde una scatola di surgelati, versare in una pentola il brodo pronto, spremere un tubetto di pasta misteriosa al gusto carne, spruzzarsi in bocca un aroma spray. Come lo spot precedente, il target, ovvero le prede da colpire, sono i giovanissimi, i quali, complice l’intransigenza tipica della loro età, imporranno il consumo di questo alimento che non si può certamente definire “salutista”, si esporranno alla possibilità di una “dipendenza” derivante dallo zucchero (sì, dipendenza, proprio come una droga), con tutte le conseguenze del caso (obesità, diabete, sindromi metaboliche, ecc.).
Quanto sarebbe bello il PD di Renzi. Via quelle facce perennemente afflitte, via gli ammonimenti pessimistici, via quei costumi austeri e seriosi, e avanti tutta con la dolcezza. Non avete idea di quanto sarebbe difficile liberarsi di questo PD, vischioso e onnipresente, sempre pronto, ottimo per tutti gli usi, grasso e consolatorio, per addolcire una nuova tassa, una privatizzazione, un episodio di malsanità. Quattro parole del “nuovo” PD e tutto tornerà a posto, come diceva Mary Poppins: “Basta un poco di zucchero e la pillola va giù. Tutto brillerà di più!”.
Per ultimo ma non ultimo, ecco lo spot per i più cresciutelli, una birra. Non si tratta di una birra qualunque, bensì di una Stout, una birra scura prodotta con malto e orzo tostati, con una gradazione alcolica di 4.2 in volume, abbastanza alta quindi (un vino da tavola si aggira sui 12).
Il messaggio buonista e inclusivo dello spot fa però a pugni con la realtà del consumo di alcolici.
Si badi bene che non sono né un puritano e né un proibizionista, ma proprio perché non lo sono ho avuto occasione di frequentare alcuni posti dove gli alcolici, e questa birra in particolare, vanno per la maggiore. Quando intendo che “vanno” intendo che viene perso il fattore organolettico della bevanda (ottima in realtà) in favore dell’effetto euforizzante dell’alcol. Due sono i fattori negativi (oltre ovviamente a quelli concernenti lo stato di ubriachezza); il primo è che questo tipo di birre “nutre”, ovvero induce a uno stato di sazietà, per cui il forte bevitore poi non si alimenta correttamente, il secondo è che l’eccesso di alcol comporta comunque dei danni all’organismo, dentro e fuori. Di questa birra stout io ne riesco a gustare una pinta, ma non di rado ho visto ragazze poco più che diciottenni scolarsene, in un’oretta, due o tre senza batter ciglio. Se magari queste giovincelle possono apparire spigliate e interessanti di sera al pub, lo sono molto di meno al mattino, quando mostrano al loro pelle ingrigita prematuramente, un accenno di sottogola e di cellulite, e il girovita rovinato da uno stomaco pronunciato, una sofferenza a guardarle pensando che presto, troppo presto, potrebbero dover consultare un nefrologo oppure un epatologo, quando va bene.
Renzi ha scelto questo spot perché richiama quel “I care” di veltroniana memoria, oppure perché proprio questa birra macina fortissimi utili dal merchandising, ovvero dalla commercializzazione di oggetti che portano il loro inconfondibile logo? Non è che, al di là della sostanza, conta più vendere un’immagine, un marchio? E pazienza se poi, marchiati come bovini, ci ottunderemo la mente ingollando a litri (o a pinte in questo caso) ciò che quel marchio finge di rappresentare.
Bene, caro il mio Renzi, tu ci vuoi gasati, americaneggianti, drogati, incolti, e pure ubriachi. Già che c’eri potevi metterci anche il Mulino Bianco e così calavi un poker.
Forse io sarò di gusti difficili, forse mi illudo di essere diverso e invece sono solamente uno sciocco snob, ma non me la sento di partecipare alla tua visione, quindi passo volentieri la mano in attesa di tempi (e uomini oppure donne) migliori.

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LINGUA VIOLA

Nonostante le tempeste di tutte le stagioni l’acqua è ancora limpida dentro il torrentello tortuoso e saltellante che mi scorre nel cuore.
Da tempo abbiamo irrobustito gli argini con possenti bastioni ad evitare scorrerie irruenti quanto improvvise come solo questi piccoli fiumi sanno inventare.
Memori di quanto sia stato demolito e recuperato con fatica negli anni trascorsi a spendere e spandere innamoramenti spensierati vissuti senza il minimo risparmio di energica e doverosa sofferente intensità.
Sì, perché l’innamoramento semplice facile non esiste, non è innamoramento è altra cosa.
E’ altra cosa anche quando muta in amore, ma nella mia carriera non sono mai stata capace di trasformare l’innamoramento in amore.
Mi sono innamorata follemente senza mai riuscire ad amare il soggetto che suscitava in me tante emozioni.
Ci sono stati rari, ma spettacolari momenti in cui l’intensità delle emozioni era così vasta da risultare pressoché insopportabile. Momenti certo, attimi fugaci ma…

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libera.mente

Sai se i morti ritornano a vivere?

Domanda trovata oggi, al posto delle solite bollette,  nella buca della posta .

Mi ci voleva perché poche ore prima ho visto un  documentario chiamato Act of Killing (non faccio piu’ uso di TV, indi consumo a piccole o grandi dosi  immagini in movimento scaricate in rete).

 

Mi ha catturato questo docu film, appunto qua  di morti si parla; gli attori principali sembrano  sopravvissuti, in malo modo, (tipo zombie) a una gioventu’ trascorsa a commettere efferati crimini (mai puniti o condannati). Torturare, togliere vite, magari con  scopi di estorsione- dei veri gangster di retaggio Far West americano. Questa vita  per loro ‘da uomini liberi ‘ è prigione  con tutte le rabbie dei fantasmi  che hanno creato.  Vero psicodramma, recitano se stessi e si raccontano  quasi creando un film nel film.

E’ un trucco del regista (forse anche lui  vuole parlare  ad altri…

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ILLUSIONI OTTICHE

Chiamò “assassino” Vittorio Emanuele di Savoia: assolto dal Tribunale di Piacenza
Il giudice ha stabilito che la sentenza della Corte d’Assiste di Parigi (che ha assolto il membro della casa reale dall’accusa di omicidio) non è valida in Italia perché priva di motivazioni. Per questo l’uomo che era stato denunciato per diffamazione per aver scritto che “sparò e uccise un giovane” non dovrà risarcire il nobile con oltre 250mila euro

Ora finalmente sappiamo che non è reato chiamare le cose col loro nome.

Stabilità, il Pdl: «5 miliardi vendendo le spiagge»
Il centrodestra propone 600 emendamenti alla legge di stabilità, e punta al recupero fondi dal demanio

Quello che si dice “essere all’ultima spiaggia”.

Il «custode della razza pura» che scopre di essere (un po’) africano in diretta tv
Craig Cobb, suprematista bianco, effettua il test del dna: è africano al 14%. «Risultato falsato per fare sensazionalismo

Comunque un po’ di ragione ce l’ha anche lui. Sicuramente è il “custode della razza pura”, quella dei cretinetti. Del resto, non s’usa l’espressione “razza di cretino”? Ecco, finalmente ne ho compreso il significato. Grazie della collaborazione Mr. Cobb.

Cancellieri: “Non ho mentito”.
Letta conferma fiducia.
Napolitano la vede.
Renzi insiste: “Se ne deve andare”.
Il Guardasigilli si difende in una lettera aperta e non sembra intenzionata a dimettersi. Il capo dello Stato: “Azione governo vada avanti”. Pd in pressing: “Consideri un passo indietro”. M5S: “Aspettiamo gli altri partiti al varco”

Che bello, in un solo titolo ci stanno quattro articoli. Cominciamo.
Cancellieri: “Non ho mentito”. Embè? Non è mica questo il problema. Se non fosse ancora chiaro, è quello che è stato detto al telefono il problema. Non è che se un ladro ammette candidamente di aver rubato, va assolto perché dice “non ho mentito”.
Letta conferma la fiducia. Sì, a cosa? La fiducia al ministro, alla Cancellieri, a Ligresti, alle procedure, alla sua poltrona? Boh.
Napolitano la vede. Contento lui. Dubito comunque che vedendola possa trarne delle conclusioni imparziali, in quanto la Cancellieri è parte in causa. E poi non c’era bisogno di vederla, bastava ascoltare le telefonate, ma, si sa, quando Napolitano sente la parola “telefono” lui tira fuori la sua pistola.
Renzi insiste: “Se ne deve andare”. Ma non intendeva la Cancellieri, lui pensava a Letta.
Coraggio Cancellieri, per fare carriera ci si deve impegnare di più, qualche telefonata agli amici non basta, bisogna dar libero sfogo all’alterigia e alla supponenza proprie di un esponente politico di primo piano; perché se ce l’ha fatta Letta a diventare primo ministro, allora ce la possono fare tutti. Forza Cancellieri, c’è mancato poco per arrivare al trono di Presidente della Repubblica, e perciò adesso non bisogna mollare; Giocando bene le tue carte con i “moderati”, puoi fare le scarpe a Letta e a Renzi, così avremo finalmente la nostra prima grande riforma istituzionale: il cancellierato, come in Germania.

Il “tour” africano della portaerei Cavour diventa un caso. Anche Pd contro Mauro
Il silenzio del ministro dopo interrogazione Sel irrita i democratici. “Responsabilità dinanzi al Paese se navi militari saranno usate per promuovere il made in Italy bellico”.

Ma cosa andate a pensare, andare con una portaerei per fare promozione di armi. Ma quando mai! È cosa arcinota che durante il periplo dell’Africa, a bordo della portaerei verrà promosso il meglio del Made in Italy: il prosciutto di Parma, la Ferrari, il Nebiolo, il lardo di Colonnata, i pomodori camone, le nocciole Piemonte, le olive ascolane, il marmo di Carrara, tutti beni richiestissimi nel continente africano.
Del resto, così si è sempre fatto. La Wehrmacht promuoveva in tutta Europa il Made in Germany, in Sudamerica era la CIA a occuparsi della campagne promozionali del Made in USA, mentre in Tibet i cinesi sono lì solamente per fare fare un’onesta pubblicità al Made in China. Per nostra fortuna, del Made in Japan se ne sono occupati finora solamente i Deep Purple.

L’Ocse: «Pagati il triplo in più della media»
Con 650mila dollari all’anno, i manager pubblici italiani guadagnano circa tre volte di più dei colleghi nel mondo

Ma volete mettere la quantità danni che fanno? Non c’è paragone. Se negli USA si potessero permettere i nostri manager pubblici, altro che fallimento della Lehman Brothers, avrebbe chiuso anche la Federal Reserve.


Siria, Al Qaeda si scusa: “Decapita la persona sbagliata, era un nostro amico”
L’organizzazione ha per errore ucciso un membro di un gruppo alleato. Il riconoscimento dopo aver mostrato ad Aleppo alla folla la testa tagliata

Ah, era un amico di Al Qaeda. Allora nessun errore, ciò che è stato tagliato non gli serviva… 


Sanità, in Sicilia troppe amputazioni: la Regione avvia controlli
Gli interventi menomanti sono quasi il doppio di quelli effettuati in Lombardia.

È tutto un equivoco. Il Ministero della Salute ha dato precise istruzioni: “nella sanità bisogna tagliare”. Loro le hanno semplicemente interpretate alla lettera, e perciò operano di conseguenza, come Voscenza il Ministro comanda.
Che poi, bisognerebbe controllare se tutte queste amputazioni sono state effettivamente eseguite. Magari qualcuna potrebbe essere stata un’amputazione fasulla, inventata per spillare soldi alla Regione, accettata dal paziente per ottenere un certificato fasullo che torna buono per una piccola ma non disprezzabile pensione di invalidità.

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