Idiota

Montagna

Andiamo in montagna?
Ok, ok, non a tutti piace la montagna, perciò, se non vi va, lasciate pure perdere questo post.
Però la montagna non è tutta uguale, e anche i motivi per andarci possono essere diversi.
C’è chi ci va per prendere un po’ d’aria buona, per scappare via dallo smog cittadino, è una lodevole e salutare intenzione. Senza voler strafare, una bella passeggiata di qualche oretta è quello che ci vuole per tenersi in forma. Una passeggiata, a piedi intendo, non una gita in automobile per fare un picnic alpino.
C’è chi invece ama la neve, anche quella finta, e, pur di tentare di farsi male, accetta la coda sulla seggiovia, sulla pista, al bar, al ristorante, al cesso, per strada, e sopporta di farsi spintonare, insultare, investire, rovinare le costose attrezzature, e spennare dagli albergatori. È una questione di gusti, come diceva il Marchese de Sade.
Poi ci sono i masochisti veri, quelli che si alzano che è ancora buio, partono all’alba e si arrampicano per tutta la giornata. Alla sera, distrutti, quando si accasciano sul pavimento del rifugio mostrano con orgoglio le loro ferite di guerra, un ginocchio dolorante, una scottatura al naso, uno strappo inverecondo dei pantaloni, e quindi decidono di ammorbare l’aria, quell’aria sottile che sa di resina, di erba tagliata e di minestra calda, levandosi gli scarponi, roba da denuncia per disastro ambientale.
Ma i veri amanti del rischio sono i cercatori di funghi. Per un porcino non esiterebbero a sfidare l’orrido. Per dei finferli sarebbero disposti a sacrificare una caviglia. Per un prataiolo non arretrerebbero nemmeno di fronte a un battaglione di vipere. Niente li può fermare, né pendenze, né pioggia, né rovi, nemmeno l’allettante idea di una lavanda gastrica (quando va bene).
Oltre a queste tipologie classiche, la montagna è popolata da altra fauna, molto varia nelle fogge e negli usi. Vediamone alcuni di questi personaggi.
Fermo sta il paesaggista, armato di binocolo, accanto a un buongustaio, tradito da epa prominente; in fondo si vede la famiglia in villeggiatura, dotata di bambini schiamazzanti, mentre passa il duro e puro, che non saluta chi incontra sul sentiero; in lontanza si sente l’echista, che davanti a ogni parete urla sperando che la roccia gli risponda, e sarebbe da ridere se per una volta la roccia gli rispondesse sul serio; ecco il comunque meravigliato, che meraviglia questi fiori, che meraviglia quella baita, che meraviglia questa cacca di vacca, mentre il perduto, incapace di usare carta e bussola, chiede aiuto al canonikonizzato, che fotografa tutto e non vede niente, nemmeno il trepido, oddio un ragno, aiuto l’ape mi punge, ci sarà un orso, mi farò male, eccetera, eccetera, eccetera.
Grazie alla televisione (chi ha detto che non serve?), ultimamente ho scoperto che a tutte queste specie se ne è aggiunta da poco una nuova: l’idiota.
Vi chiedo uno sforzo di fantasia, minimo.
Immaginate di essere in montagna, è una splendida giornata di sole, il cielo è terso e l’aria è sottile, un’aria capace di ridare la verginità ai polmoni.
Siete su un ghiacciaio, ma non avete freddo, sia perché state indossando indumenti adeguati, e sia perché i raggi del sole stanno facendo egregiamente il loro lavoro.
Per una fortunata coincidenza, non vi circondano torme di turisti, sciatori, e scocciatori vari, ma unicamente le candide vette. Una situazione perfetta, calma e solitudine, quasi trascendentale.
E voi cosa fate? Godete di quel guscio di pace? Ascoltate i fruscii del vento che si insinua tra i picchi? Tendete l’orecchio per udire ciò che solamente lì può essere udito dentro di voi? Vi fate inondare, allagare, annegare, in quella rara sinestesia?
No.
Voi vi sparate nelle orecchie della m…a, a tutto volume, e vi incazzate pure se a duemila metri non c’è abbastanza segnale!
Vi chiedo perdono, lo so che non siete idioti, era solamente per farvi comprendere che è così che vi considera la Vodafone quando in televisione spara a mitraglia la sua pubblicità insensata. Ciò che mi fa vomitare non è tanto la scenetta tra il pinguino molesto e la solita cieca/sorda/insensibile/svagata fanciulla il cui solo problema è riuscire a pomparsi le orecchie con della “muzak“, bensì il fatto che sto guardando attraverso una finestra sul futuro, un meraviglioso futuro nel quale probabilmente verranno a mancare i ghiacciai, il silenzio e la privatezza, ma abbonderà l’idiozia.
Grazie, penso che passerò la mano.

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