Vietnam mon amour 1

libera.mente

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Panorami

La bellezza ti travolge come una slavina emotiva verde. Gradazioni e altezze diverse e suoni di animali metallici similcicale e strade impervie, clima agostano di pioggie con strade spesso strette e accidentate, buche e ammortizzatori andati già da un pezzo.

Ammirata, senza parole, nella navigazione della baia di Halong, c’è molto qui e non si sa dire. Oppure tra gli affluenti del Mekong, altra vita galleggiante su fondali bassi e chiatte con antenna TV.

Incontro  cespugli folti di erba conosciuta perchè fumata (legalizeit), melanzane velenose, maiali al pascolo e gente camminante ai margini di strada. Tanta gente con ‘altri’ vestiti , colori sgargianti, illuminati da un sole che non perdona e ombrelli per ripararsi e pesanti carichi sulle spalle. Ho visto a Nord molte donne e bambini, pochi uomini e anziani che uno potrebbe pensare siano seduti nascosti a fare poco da qualche parte.

I panorami dei villaggi sono…

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Festival of Quilts 2014 – Birmingham

CHE COSA VI AVEVO DETTO…

Non sono abituata a dirlo: “ve l’avevo detto”, anzi scritto, ma questa volta devo proprio dirlo. (La ripetizione del verbo dire è voluta). Benché in questo caso il riferimento sia la parola scritta, suona meglio il verbo “dire”. E anche se non suona io lo sento suonare perciò va bene così. Soffro di acufeni, quindi…

Nel post #Scrittura28 di ieri scrivevo proprio di lui, Stelio, e di come sia complementare alla mia attività di scribacchina. Oggi ho l’opportunità attualissima di dimostrarlo poiché ha scritto un commento al delirio da me pubblicato questa notte.

Ecco il commento, che comunque potete leggere nel luogo dedicato sotto il post “Vite”.

“Mi duole contraddirti, ma né sulla carta e nemmeno sull’acqua un’onda può essere ondivaga. Gettando un sasso in uno stagno si potrebbe avere l’impressione che le increspature circolari sulla superficie si muovano dal centro verso i bordi dello stagno, mentre in realtà non è…

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VITE

VITE.

viaVITE.

VI PRESENTO STELIO

Intermittenze

Gatto Atlantico

Appare scompare appare scompare…

Come questa estate troppo breve. Vissuta come se guardassi un film, con quella sensazione strana di averlo già visto.

Un film bello ma di cui conoscevo il finale.

Poi magari a ben guardare non ricordavo certe scene certi passaggi, certe dissolvenze.

Quando quello che c’era sparisce.

E poi riappare e scompare riappare e scompare.

Ogni volta che mi fermavo poi mi sembrava di doverla raccontare quella storia. Proprio quella. Non un’altra. Quella del film.

E poi me la perdevo.

Anche quella appariva e scompariva.

Come gli spettri appariva e poi spariva.

E l’amore? È sparito?

Ed il bene? è sparito?

Appare scompare appare e scompare.

Ogni tanto dà dei colpi forti al cuore.

Ma la storia rimane. Il film continua ad andare. Vanno i girasoli dopo Rieti: come sempre quelli del primo prato danno le spalle alla corriera. Quelli del secondo campo sono più ospitali e…

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IL NARRATORE IN ASCENSORE