Cammina

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Vado a memoria. Sarà passato quasi mezzo secolo da quando ho letto questa novella, perciò chiedo venia fin d’ora per la mia più che probabile imprecisione.
La storia è ambientata in Toscana, grossomodo nel ‘400, minuto più minuto meno.
Un tale se ne sta seduto all’ombra di un albero, tutto preso a riposare di buona lena, quando si avvicina un tipo che gli fa (e qua mi ci vorrebbe l’accento di Benigni) – Scusatemi, lo sapete voi forse quanto ci vuole ancora fino a Firenze?
Il tipo seduto manco fa il gesto di aver compreso e risponde – Cammina.
– Ma… scusate, lo sapete o non lo sapete?
La risposta rimane la stessa di prima, solamente pronunciata con fare un filo scocciato – Cammina!
Il viaggiatore allora rinuncia e riprende la sua strada, brontolando tra sé e sé per il trattamento ricevuto da quel villano – Ma guarda tu cosa mi deve capitare… ma guarda che roba… da non credere…- quando, fatti neanche una quindicina di canne (circa una trentina di metri attuali), si sente chiamare a voce alta dal tipo sotto l’albero.
– Se andate con questo passo c’arriverete poco prima del vespro!
Perché vi ho raccontato questa storiella?
Circa un paio di settimane fa ho acquistato un frigorifero. Tralascio qui di riportarvi la penosa storia delle mie ricerche nei punti vendita, tra elettrodomestici già difettosi in esposizione, prodotti inguardabili per costruzione e materiali, commessi svogliati o scarsamente ferrati in materia, indisponibilità di marche che non siano le solite, offerte speciali da presa in giro. Alla fine l’ho ordinato tramite internet scegliendo il meno peggio.
Il frigorifero è arrivato, è stato installato, e, sembra incredibile, funziona pure.
Oggi apro la posta elettronica e trovo un messaggio dal rivenditore che mi chiede un’opinione sul prodotto che appena ricevuto: “Consiglieresti questo prodotto? Ti invitiamo a scrivere una recensione sul prodotto … acquistato sul sito … il 30 settembre 2014 per aiutare i prossimi acquirenti mettendo a disposizione la tua esperienza. Se anche tu hai fatto affidamento sulle recensioni di altri utenti, saprai benissimo quanto siano utili”.
Allora, se ho acquistato questo elettrodomestico, a meno che io sia scemo o masochista, dovrebbe essere fondata l’ipotesi che ne sia preliminarmente soddisfatto, quindi la domanda non ha senso.
In secondo luogo, prima di scrivere una recensione tale da indurre altri ad acquistarlo oppure, al contrario, consigliare loro di tenersene lontani come se fosse la peste, fatemi vedere come cammina per un paio d’anni almeno. Quando finalmente potrò esprimere il mio giudizio questo frigorifero sarà per certo uscito di produzione, perciò dato che il fine (il giudizio) è insensato anche il mezzo (il quesito) è insensato.
A questo punto se anche qualcuno di voi ha fatto affidamento sulle recensioni di altri utenti, ora sa benissimo quanto siano inutili.

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4 Risposte to “Cammina”

  1. Andy Says:

    Il discorso sul paio d’anni di prova, lo posso capire per l’affidabilità del prodotto, però molti aspetti saltano subito all’occhio, come la costruzione, la rumorosità, se raffredda troppo o troppo poco…
    Insomma credo che le recensioni, da prendere sempre con le molle, a qualcosa servano, perlomeno ad orientarsi. Saluti.

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    • Stelio Says:

      Hai perfettamente ragione, almeno in parte, la parte che attiene al significato della parola “recensione”.
      Come ben sai gli attuali sistemi di comunicazione di massa, quelli che vengono definiti i “media” (per inciso, trattandosi di parola straniera dovrebbe essere sempre usata al singolare, ovvero medium), hanno fatto carne di porco della lingua italiana.
      Se facciamo lo sforzo fisico di prendere dallo scaffale un buon dizionario potremo leggere che per recensione si intende un articolo di giornale o rivista inteso a illustrare e a giudicare criticamente uno scritto o uno spettacolo, una mostra, un concerto recenti e di attualità. Tralasciamo pure i significati filologici accessori che comunque, come la definizione primaria, non hanno attinenza col bianco, termine tecnico-commerciale che ingloba i grandi elettrodomestici.
      Riandando colla memoria ai tempi del famoso “boom economico” la novità dell’elettrodomestico era fonte di comportamenti irrazionali, come per esempio guardare il cestello della lavatrice che gira, ma da lì a definirli l’ammirazione di uno spettacolo ce ne corre.
      Perciò, per favore, che sia un’opinione tecnica, una valutazione d’uso, un commento sulle finiture, non usiamo la parola recensione.
      Adesso andiamo al nocciolo della questione: l’utilità di un tale giudizio, per me, prematuro.
      Voglio premettere che anch’io faccio buon uso dei pareri che trovo in rete, dove per “buon” intendo “ponderato”. Da troppi anni bazzico la rete e ormai riconosco le trappole sparse qua e là per accalappiare lo sprovveduto, perciò prima ci accettare come credibili dei giudizi, positivi o negativi che siano, opero a una validazione tramite canali alternativi o paralleli. È un lavoraccio che mi ha sempre consentito di viaggiare per tutta Europa senza incorrere in sgradite sorprese, oppure, nel caso di acquisti di un certo peso (economico), mi ha evitato di portarmi in casa dei bidoni.
      Nel caso dell’elettronica di consumo e degli elettrodomestici trovo utilissime le prove comparative, sia quelle gestite da organizzazioni di consumatori che quelle di siti specializzati (ovviamente indipendenti). Nelle riviste di settore invece non posso dire di nutrire la stessa fiducia dato che queste sopravvivono grazie alla pubblicità.
      Nel caso che ho sollevato, ovvero la richiesta di opinione buttata lì, su un oggetto appena acquistato, quindi ancora avvolto nell’aura dell’appagamento consumistico, oppure già odiato perché in realtà non sembra più così bello come appariva in vetrina (vera o virtuale) e non ci rende così felici come speravamo, trovo che questa lasci il tempo che trova, specialmente se a dettarla non è una persona competente dal punto di vista tecnico oppure abbastanza smaliziata.
      La mia viscerale tendenza al recupero, alla riparazione, mi ha portato spesso a scoprire ciò che si nasconde dietro a un marchio blasonato, come pure quali sono i metodi per far costare poco, troppo poco, un oggetto di consumo, come pure per renderli irreparabili.
      Non so come andrà a finire con questo frigorifero, se vuoi ci sentiamo tra un paio d’anni e ti saprò dire, per il momento non posso che ringraziarti di essere passato da queste parti e della tua partecipazione.
      Bye

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  2. Andy Says:

    Io invece ti ringrazio per la splendida risposta, che mi trova ampiamente d’accordo. Anch’io avevo dei dubbi sul termine “recensione” perché presuppone che la persona che la svolga abbia delle competenze specifiche che spesso mancano totalmente all’utente comune. Anche sull’uso che viene fatto della lingua italiana sono d’accordo con quello che affermi, io per primo mi rendo conto di saperla usare in minima parte e spesso commettendo errori, anche per questo amo leggere i tuoi post, sperando di imparare qualcosa e migliorare. Saluti.

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