falling leaves

Libera.mente

 

Oggi vado al lavoro a piedi

basculando su foglie secche.

Ci vado apposta con tutto il mio peso

e le prendo in pieno,

interi mucchi di colore autunno.

Il suono secco mi accompagna come

prelibato cibo libero di crudeltà.

Si tratta di scegliere e di scegliersi

e forse di riconoscersi.

 

Sotto le foglie tutte le mie paure

ma anche quei cuori senza fissa dimora

che riempiono l’orizzonte,

dovrei farne a meno, fare coming out

E dire:

No grazie abbiamo già dato, ripassate tra qualche centinaio di anni.

 

Le foglie scoppiettano e io le pesto con gioia

C’è sempre bambina pesta tempesta dietro l’angolo

E il gatto Cheshire che prima o poi mi sceglie

Forse con altre indicazioni sbagliate

Da giocarmi

Di nuovo

I graffi sono ben tatuati

E il dolore scompare sotto le foglie rosse

View original post

Per parlarti un po’ di me

Gatto Atlantico

Caro mio

Hai visto? Sono passati otto anni da quel giorno. Da quella fuga sulla Pontina con Carlotta e poi c’era Giannino e poi insomma lo sappiamo.

Mi sento un po’ patetica a scrivere sta solita lettera. Ma lo sappiamo che la scrivo a me stessa no?

Ma ti voglio parlare di me e scusa se magari ora faccio qualche digressione…

Per esempio volevo dirti tra le altre cose che abbiamo un Papa argentino, gesuita, che piace alla gente, ma sono sicura che tu gli avresti fatto il pelo. Io ancora non ci sono del tutto riuscita. Nel frattempo ieri ho scoperto che da bambina salvavo da morte sicura tartarughe e che ho avuto un bisnonno anarchico. Proprio de brutto eh. De quelli segnalati ai carabinieri, de quelli che se succedeva qualcosa li convocavano in caserma. Tipo Pinelli per capirci eh. Solo che era un altro secolo, Un secolo lontano…

View original post 987 altre parole

SCRIVEVO SUI MURI

AVEVO UN GATTO NERO

Gatto Atlantico

Il Disarmo

L’egoismo è l’arma più ingenua e quindi più affascinante e disarmante che il prossimo può usare contro la tua ragionevolezza

E le tue sacrosante ragioni

E l’egoismo più grande lo possiede chi crede di essere migliore dei malvagi del mondo, che godono a far del male

Non rendendosi conto che il novanta per cento degli esseri umani a fronte delle proprie malvagità riuscirà a trovare per esse sempre una scusa, una scusa che arriva da fuori

Un perché un ma, un però tu lui loro voi

E anche altri che ora non mi sovvengono

L’altro dieci per cento è clinicamente pazzo

I più disarmanti (ne ho incontrati troppi e questa è la domanda vera che dovrò da domani porre a me stessa) sono quelli che alfine – di fronte all’impossibilità di trovare una seppur minima giustificazione ai loro comportamenti, alle loro morbosità, ai loro sentimenti difettosi, ai loro…

View original post 198 altre parole

Dov’è la città che dorme?

Perchè le smart card sono più sicure delle carte magnetiche?

Oggigiorno, le carte con banda magnetica sono considerate datate e superate (in effetti sono in circolazione dagli anni ’60) e la loro progressiva sostituzione con le smart card, più moderne, sicure e performanti, è già in atto.

Immagine dal sito http://www.artbusiness.com

Immagine dal sito http://www.artbusiness.com

Di che cosa si tratta?
Le smart card o carte con chip sono normali carte plastificate, non diverse esteticamente dalle vecchie carte magnetiche, che contengono al loro interno un processore (il microchip appunto), capace di elaborare e memorizzare una serie infinita di dati che successivamente è possibile leggere tramite un apposito lettore o terminale.

Soprattutto quando si parla di pagamenti, le attuali smart card, rispetto alle tradizionali card magnetiche che le hanno precedute, rappresentano uno strumento molto più sicuro perché più difficile da contraffare e appositamente sviluppato per prevenire transazioni di denaro fraudolente che, invece, possono avere luogo quando la carte vengono inserite in un terminale.

In particolare, nel caso delle vecchie schede magnetiche, quando queste vengono passate in un lettore per effettuare un pagamento, il lettore legge la banda magnetica e tutte le informazioni in essa contenute che vengono passate alla banca: in questo caso, i dati sono statici, cioè la banda magnetica trasmette al lettore sempre le medesime informazioni, permettendo ai malintenzionati di entrare in possesso di quelle informazioni riservate, trasferendole a una nuova carta.

Al contrario, i dati in una smart card variano di continuo perché, a ogni transazione, vengono creati dei dati specifici, legati a quell’operazione. Per la transazione successiva saranno generati nuovi dati. Si parla, in questo caso, di autenticazione dinamica, una modalità che rende molto complicato isolare ed estrarre le informazioni sensibili. Inoltre, gli strumenti necessari per farlo sono altamente tecnologici e quindi hanno un costo così elevato da scoraggiare eventuali frodatori e criminali.
Non finisce qui.

Le carte con chip utilizzano sofisticati sistemi di criptaggio integrati all’interno dello stesso microprocessore e, per dialogare con il terminale per il pagamento, si servono di linguaggi segreti codificati che risultano estremamente difficili da interpretare.

È evidente che nei prossimi anni il passaggio alla carte con tecnologia RFID (l’identificazione a radio frequenza senza fili) andrà progressivamente a sostituire le consuete carte a banda magnetica non solo per quanto riguarda i pagamenti, ma anche in molti altri ambiti e settori del mercato: dalla bigliettazione elettronica (è di questi giorni la notizia che a Londra si sta promuovendo proprio l’uso di carte di credito contactless per accedere al trasporto pubblico) alla gestione degli accessi o delle presenze, dalla identificazione di persone, prodotti e/o animali alla logistica nei magazzini.

Il futuro, in altre parole, è contactless!

Pubblicato su Informatica. 1 Comment »