Liebster Award

liebster

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Liebster Award, chi era costui?

L’eccellentissimo Renato Gentile (https://gentilerenato.wordpress.com/) mi comunica la sua segnalazione del mio blog per un avvenimento denominato Liebster Award.
In realtà non mi è ancora del tutto chiaro in cosa consista questa iniziativa, comunque dato che c’è la parola “award” di certo si deve trattare di qualcosa di positivo, perciò vorrei congratularmi con chi partecipa alla stesura di questo blog multiautore.
A quanto ne ho capito, e qui riporto fedelmente quanto ha scritto Renato Gentile, il Liebster Award è un premio per i migliori blog emergenti che conosciamo, ogni persona nominata può a sua volta nominare come vincitori del premio altri 10 blogger, e cogliere così occasione per farsi conoscere da loro e far conoscere i loro blog.
Bene, diciamo però che non sono sicuro che My3place sia in blog “emergente”, anzi preferirei definirlo “immergente”, nel senso che naviga abbastanza silenzioso sotto la superficie e scruta il mondo attraverso il periscopio, perché quando si osserva senza essere osservati è tutta un’altra musica. Ogni tanto il sommergibile My3place individua un obiettivo allettante, e allora lancia il suo siluro in forma di post. Qualche volta fa centro, qualche altra cilecca, ma per questo non si scoraggia, anzi, è sempre alla ricerca di nuove sfide e, perché no, anche di gianburrasca che si volessero unire a questo variegato equipaggio.
Poi c’è la questione delle domande, nel senso che chi riceve la segnalazione ha l’obbligo morale di rispondere a 10 domande poste dal segnalatore, e il diritto divino di porne altrettante ai segnalati.
Ribene, qui sotto ci sono le mie risposte, e con la presunzione di aver adempiuto ai miei doveri mi arrogo la facoltà di elencare in fondo le 10 domande destinate chi ho preso di mira, e ai quali bisogna comunicare il fatto (o malfatto) di essere stati segnalati per il Liebster Award.
Non mi aspetto che mi rispondano, però mi aspetto che chi sta leggendo questo delirante post vada dare un’occhiata ai blog segnalati, sperando che ne diventi “aficionado/a”.

Risposte di Stelio

Perchè hai aperto un blog?

O bella, che domande, per vedere cosa c’era dentro.
Non avete capito, non dentro il blog, quello era ancora vuoto, bensì dentro di me, per scoprire se c’era qualcosa che valesse la pena di essere portato alla luce, a prescindere dall’effetto che ne avesse sortito.
Sono sempre stato dubbioso sul fatto che una persona abbia da dire all’infinito. Secondo me disponiamo di un tot di concetti, maturati, indotti, appresi o altro, terminati i quali c’è il vuoto, il parlarsi addosso nel migliore di casi, la menzogna ignorante nei peggiori.
Come ogni materiale possiede la capacità di brillare quando investito dalla luce monocromatica di una sua peculiare frequenza, ogni tanto nel bidone oscuro del mio animo può capitare che un particolare argomento faccia risuonare qualcosa giù in fondo, e allora io scendo e mi affanno per comprenderne forma e sostanza, e se ci riesco (non sempre benissimo) mi va di mostrarlo con orgoglio infantile.
E poi volevo anche concedere uno spazio a chi aveva condiviso con me quella troppo breve primavera di MySpace, offrendo loro libero accesso al blog, chiedendo in cambio solamente il privilegio di mantenere dei rapporti che definire “virtuali” sarebbe riduttivo.

Ci parli un po’ delle tue passioni?

Niente passioni per me, sono un animale a sangue freddo, anzi, neanche sangue, veleno. Quindi non provate a mordermi, vi fareste del male.
Certo, ci sono degli interessi, la musica (musica, non muzak), l’arte figurativa, il cinema, la letteratura, ma non bastano a definirmi un melomane, un frequentatore di gallerie, un cinefilo, un topo da biblioteca.
M trovo spesso nella parte di estimatore del cibo naturale e di qualità, e di vini adeguati alla bisogna, ma non arriverei a definirmi un gourmand.
Se ce ne fosse una, oserei dire che la mia passione più antica nella quale indulgo tutt’oggi con voluttà è quella di perdere tempo. Non c’è niente di più coerente, quasi epicureo, del riuscire a perdere qualcosa che non si possiede.

Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?

Sono i commenti che fanno il blog, non il contrario
La rete internet è fatta di nodi e di filo, gli articoli e la comunicazione, perciò ritengo essenziale l’interazione tra scrivente e lettore, tra idea e comprensione, perché in caso contrario si arriverebbe all’iterazione, un processo ciclico autoreferenziale che ha lo scopo di dimostrare qualcosa che piace all’autore.
Del resto, come qualche blogger ha già dovuto sperimentare sulla sua pelle, io amo molto giocare di sponda, ovvero compenso una certa mancanza di inventiva cercando di commentare i post altrui secondo un’ottica diversa, talvolta solo per il gusto di girare la frittata oppure, ne sono consapevole poi, ferisco per il puro piacere sadico di ferire.

Di cosa parli nel blog?

Perché questa domanda? Quando si incontrano delle persone bisogna già essere consapevoli di cosa si parlerà? Sostanzialmente in questo blog si parla della vita, se ne parla con testi, immagini, musica, si parla del passato, di quello vero e di quello immaginato, del presente, di quello in vista e quello nascosto, si parla del futuro, di quello auspicato e di quello temuto, si parla ciò che si è, di ciò che si crede di essere, di ciò che si vorrebbe essere, si parla della realtà e della fantasia, e non sempre è facile distinguere.

Hai creato un rapporto di amicizia con altri/e blogger?

Diciamo che sono stati imbastiti dei rapporti di stima reciproca, qualcosa che va un po’ al di là della pura ammirazione, ma, colpa mia, esclusivamente per colpa mia, non sono sicuro di rappresentare ciò che si definisce un “amico”.
Del resto sono sospettoso nei confronti di chi abusa di questa parola, sempre troppo presente nei social network e sempre più una forma senza la sostanza. È comunque probabile che io non sia in grado di riconoscere un rapporto di amicizia neppure se me lo presentassero, perciò questa è la classica domanda sbagliata fatta alla persona sbagliata.

Vi siete mai conosciuti personalmente?

Sì. Prossima domanda?

Come immagini il tuo blog tra due anni?

Niente tastiera e monitor, tutto virtualizzato. Su occhiali a trasparenza condizionata appariranno gli avatar animati degli autori che reciteranno i loro post come consumati attori scespiriani. Al momento di inserire i contenuti un ologramma assistente giovanile e di bell’aspetto mi suggerirà i link e le citazioni, e mi informerà su eventuali imprecisioni o ridondanze. Prima di renderlo pubblico il post dovrà passare il visto della censura per il controllo dei diritti d’autore e del diritto all’oblio, quindi appariranno in 3D i prodotti commerciali da scegliere per la sponsorizzazione obbligatoria l’articolo. In base all’analisi del contenuto mi verranno visualizzate le previsioni di lettura, approvazione e condivisione, con la tipologia tipica dei commenti che riceverò, quindi, in base ai risultati sceglierò se pubblicare o meno l’articolo, oppure se aggiustarlo per avere più appeal. In base ai feedback positivi ricevuti verrà determinato il mio diritto di gestire un blog gratuito (ma sponsorizzato); i feedback istituzionali varranno doppio, e faranno curriculum per il lavoro o per lo studio al pari dei crediti formativi. L’alternativa sarà tenere un blog a pagamento, ma verranno addebitati a caro prezzo tutti i consumi di banda al fine di scoraggiare gli utenti che operano senza fini commerciali. Il traffic shaping verificherà l’area di interesse del blog, post per post, e nel caso di argomenti controversi (politica, sesso, religione, sviluppo, ecc.) ne renderà difficoltoso l’accesso ponendo il blog sempre in fondo ai motori di ricerca o rallentandone il flusso di dati. In base alla mia coerenza con le politiche della piattaforma nella quale è registrato il blog, all’apertura dello stesso mi verranno proposti articoli che confermano o confutano i miei ultimi post. Nel primo caso lo scopo sarà di gratificare l’utente e condurlo all’autodittatura, spingendolo così a scrivere molti altri articoli dello stesso tenore, nel secondo si tenderà a scoraggiarlo affinché non insista in un’attività controproducente per gli obiettivi di mercato della piattaforma. Ogni giorno verranno solennemente premiati gli articoli che hanno ricevuto il maggior numero di feedback positivi.
Mah, forse non sarà così, forse non sarà cambiato nulla, avrò la solita velocità di connessione penosa, con i dati che corrono su un cavo che all’epoca Meucci comprò da un rigattiere, i soliti quattro gatti che mi seguono (a proposito, miao, miao, miao, miao), il solito vecchio computer, e il solito dubbio se scriverlo o no quel libro.

Vorresti vederlo crescere o cambiare e in che modo?

Il blog cambia ogni giorno, cresce ogni giorno, invecchia ogni giorno, ma non diventa più saggio. Ogni post, ogni commento, ogni link, è una fogliolina di quest’albero un po’ storto come un olivo martoriato dai venti, e ognuno di questi elementi è coriaceo e resistente come le foglie di quell’olivo, e non se ne vanno tanto facilmente quelle parole, ben diversamente da quelle che si perdono come onde sulla spiaggia dei social forum più noti.

La cosa che sai fare meglio?

E chi lo sa. Ogni volta che mi dicono “ma lo sai che avresti dovuto fare il…” non so decidermi se è un complimento perché so fare bene qualcosa oppure è una critica perché non so fare bene il mio attuale mestiere.
Mettiamola così, diamo per certo che ci sia una cosa che so fare meglio, ma non si saprà mai qual è perché non ho voglia di farla.

Quanto tempo dedichi al blog?

Tutto. Che io stia scrivendo o meno, una parte della mia testa non smette mai di registrare, archiviare, selezionare, filtrare, collegare, decantare, comporre. Forse è per questo motivo che talvolta mi comporto in maniera stupida, giacché lo spazio che rimane a disposizione per la gestione delle cose della vita si riduce e scende sotto il minimo sindacale.

Come nascono i tuoi post?

Bella domanda. Cominciamo col dire che prima di nascere i post devono essere concepiti, deve formarsi una massa critica di ricordi e riflessioni coerenti in grado di far scoccare quella scintilla che contiene “il senso” del post. Dato che si tratta di un processo che opera in background è quasi automatico e può avvenire in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, mentre guido verso casa, mentre faccio la spesa, mentre sono al cesso, e anche mentre dormo. È capitato infatti che mi svegliassi con chiara nella mente l’ultima frase di un racconto. Mi è bastato aggiungere le righe precedenti e il gioco era fatto.
La fase successiva è totalmente fuori dal mio controllo. Poniamo che abbia sviluppato a mente un testo, un centinaio di righe circa, quando mi metto a scrivere le mani si animano di vita propria e non accennano a fermarsi fino a quando il testo non ha superato le mille righe e di conseguenza ha preso direzioni completamente diverse da quelle che avevo immaginato. Verso le 2 di notte hanno pietà di me e mi lasciano andare a letto, dove comunque la testa continuerà a cucinare qualcosa per l’indomani.

Domande di Stelio

  1. Blogger: specie in via d’estinzione?
  2. Un blog può presentare anche degli aspetti sociali oppure rischia la deriva della pura esternazione personale?
  3. Hai mai peccato di autocensura, oppure hai rimosso dei contenuti dopo la loro pubblicazione?
  4. Una volta esisteva la “netiquette”, ma con l’arrivo dei social network l’ambiente si è imbarbarito. Che fai (se lo fai) contro questa tendenza?
  5. Pensi che una rete di blog possa offrire un panorama informativo indipendente e affidabile?
  6. Se conosci le licenze Creative Commons, credi nella possibilità che queste diventino uno standard di condivisione di quanto viene pubblicato nei blog?
  7. Se un domani una forza politica riuscisse a far passare una norma che equipara un blog non professionale a un giornale, con quel che consegue in termini di responsabilità civile e penale, che faresti? Chiuderesti tutto o parteciperesti a un’azione di protesta, e quale?
  8. Secondo te di blogger ce ne sono abbastanza, troppi o troppo pochi?
  9. Qual è il tua strategia, inserisci i contenuti di prima intenzione oppure li elabori a parte, per tempo, dopo lunghe meditazioni e aggiustamenti?
  10. Cos’è per te il tuo blog? Ne sopporteresti l’assenza?

Segnalazioni di Stelio

https://liberamentesuona.wordpress.com/
http://evaporata.com/
https://elisabettissima.wordpress.com/
http://martinaway.com/
https://philosobia.wordpress.com/
https://simonebocchetta.wordpress.com/
https://abbaschia.wordpress.com/
https://nuovamobilita.wordpress.com/
https://pensierisottolaneve.wordpress.com/
https://elenamarino.wordpress.com/

Enjoy!

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Pubblicato su Blog amici, Info. 5 Comments »

5 Risposte to “Liebster Award”

  1. Evaporata Says:

    L’ha ribloggato su EVAPORATA®e ha commentato:

    Stavo per scrivere a http://www.gentilerenato.wordpress.com/ : “che cosa ti è venuto in mente di fare certe domande a Stelio” che non ti passa più. Poi io mi diverto troppo quando Stelio sciorina le sue teorie e quindi lo scrivo ugualmente, ma solo come battuta da 4 soldi perché in realtà lui è il rimpiscatole più intelligente che conosco.
    Lui dice di non conoscere granché il significato della parola “amicizia”. Può essere, però sa bene che cosa significhi complicità, e non stile “gatto & volpe”.
    Ribloggo questo post, anche se mi cita, perché mi Stelia troppo! 😀
    P.S. che cosa significa “Stelia”? Ve lo spiego un’altra volta. 😉
    Quando torno rispondo alle domande che sono poste nel post in un altro post fatto appost.

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  2. Renato Gentile Says:

    Grazie a te Stelio, anche se quel “eccellentissimo” mi imbarazza.
    Mi ha fatto un grande piacere leggere (ma dovrei dire gustare) le tue risposte. Ci tengo a precisare comunque che non avevo capito che avrei dovuto scrivere dieci domande diverse da quelle che mi sono state poste. Sarebbero state veramente diverse; senza offesa per nessuno ma ho creduto fossero standard.
    Le tue risposte, come sempre, sono un post, firmato Stelio. Of course.

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  3. Andrea Says:

    Complimenti! E grazie della segnalazione!

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