Scomparsa la scena (ovvero: lo spazio dentro)

Gatto Atlantico

Come quando ero adolescente e guardavo tutto il giorno ogni giorno la piega particolare che prendeva una linea della mano, ho perso di vista la scena.

Oppure è scomparsa di nuovo o io non riesco più a fermare il pensiero su quello che vedo.

L’emozione è attutita, lo sguardo è impreciso e non coglie il fiore che nasce per strada, il sorriso della bimba sorniona, la tensione del collo del funambolo, il godimento del suonatore.

Non scorgo più strani quadri di donne con le chiome fluenti in un angolo di una finestra aperta, mentre cammino in centro.

Non resto rapita dall’odore di un tè speziato passando davanti a un negozio.

Non mi sorprende la goccia della fontana che segue una nuova libera traiettoria verso la solitudine.

Non mi accorgo del dissesto delle strade del rumore dell’asfalto.

Non sento paura – e questa è la cosa più agghiacciante – non trovo…

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Malanni di stagione

ARF!
Questa mattina presto sento il soffio di un alito amico sulla guancia, apro gli occhi e vedo il mio lupo solitario che mi osserva con sguardo malinconico.
“Hoibò” balbetto alzandomi dal letto “Com’è che ti palesi senza il solito cipiglio nobile e fiero, mi sembri un cane depresso bisognoso di affetto”.
“AFFETTO! Non esageriamo..però..effettivamente…”
“Vuoi spiegarti? Hai per caso incontrato una banda di cacciatori che non trovando altra selvaggina ha deciso di prendersi la tua di pelle?”
“Ma va là, quei rincoglioniti riescono solo a prendere qualche povero animale che gli viene servito su un piatto d’argento dentro le riserve di caccia.
Fosse per l’abilità venatoria non porterebbero a casa nemmeno uno stronzo del loro cane”.
“E allora che ci hai fratello caro?”
“Mhmhm…sono ammalato…”
“Prego? Non ho capito, ti spiace alzare la voce”.
“mmmlato…”
“Che cosa?”
“SONO AMMALATO!”
“Azz! Capito, ho capito! Anzi, non ho capito. Che cavolo…

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La paglia tra i piedi

Gatto Atlantico

Con orgoglio mi guardo allo specchio certe mattine; non perché sia bella o perché abbia una particolare simpatia per me stessa. Lo dico spesso e lo penso davvero: non credo che se mi fossi conosciuta mi sarei stata molto simpatica. Avrei saputo riconoscere bene i miei difetti, i miei fastidi, le mie snobberie. Le stesse che in altri detesto cordialmente.

No.

Non è questo il punto. Certe mattine, solo alcune eh, ma certe mattine mi guardo con orgoglio perché ho attraversato il mare in tempesta.

Proprio ieri sera parlavo con una amica che conosce solo pezzi di me perché ci frequentiamo da pochi anni e le raccontavo per sommi capi certi passaggi essenziali della mia vita. E erano solo una parte del tutto; magari erano i passaggi più eclatanti. Ma già ascoltati uno dietro l’altro facevano oggettivamente paura.

Mi guardo con orgoglio perché non solo li ho attraversati con qualche…

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Ma un bacio no

Gatto Atlantico

Il 23 settembre 2011 ho scritto una nota su facebook che si chiamava: Ma un bacio no. Il maledetto social network me lo ha riproposto come fa tutte le mattine con le cose scritte nel passato per lasciarmi sempre in contatto con la mia babbeitudine.

Inoltre mi sono resa conto che la bella canzone di Alessio Lega che alla fine allego non l’avevo ancora sentita… ma forse ora capisco perché poi mi piacque tanto.

Quindi per evitare l’oblìo definitivo questo post scemo ve lo dedico di nuovo

Ma un bacio no

La si può mettere come la si vuole, ma non vi è dubbio: alcune cose, per quanto in tanti si vantino e propongano variazioni e fantasie, ebbene alcune cose, alla fine, si risolvono sempre alla stessa maniera.
Ma un bacio no.
Un bacio è diverso.
Un bacio sa.
Di caffè, ad esempio, dopo pranzo, di sigaretta o di cognac.
Un…

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ANNA E LE SETTE MELE D’ORO

Anna vedendo ‘ste sette mele d’oro in fila dietro di sé, ognuna in attesa di potersi prendere la propria parte del suo corpo, si lasciò mangiare senza porre alcuna resistenza.
“Così – pensò rimembrando l’ava Eva – diventando io cibo per mela, e non mela cibo per me, potrei ribaltare le sorti dell’umanità compiendo l’azione contraria a quella indotta dal serpente. Anche perché qui intorno l’unico serpente che vedo è quello formato dalle mele che mi stanno rincorrendo. Così entro nel serpente ed elimino il peccato originale (forse)”.
Ma quella del peccato originale è la storia che ci hanno propinato e ancor non sappiamo se è vera o è tutto inventato. Neppure le sette mele d’oro ne avevano la certezza e, mangiandosi Anna con fatale ingordigia, fecero una grande indigestione gonfiandosi al punto di trasformarsi in tanti palloncini dorati.
E i palloncini che fanno? Volano in alto se sono leggeri…

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CHIARO SCURO

...

Nei mesi di transito tra una stagione e l’altra le giornate propongono una continua alternanza di luce e buio, tepore e freddezza.
Talvolta gli occhi si abituano alla penombra e quando arriva il sole abbaglia e dà fastidio.
Per uscire servono gli occhiali scuri, bisogna attenuare questa luminosità così invadente.
Spesso io non riesco ad apprezzarla, mi piace che non ci sia brutto tempo, ma tutta questa luce a che cosa serve?
A vedere meglio? Non credo.
A mettere allegria? Forse per qualcuno.
La contrapposizione tra luce e buio, tra chiaro e scuro, giorno e notte l’ho sempre sentita profondamente dentro me. Succede a chiunque lo so.
Come tante persone che vivono in modo dissociato, anch’io sono metà luce e metà buio.

...

Queste peculiarità sarebbero un grande privilegio se riuscissero a starmi dentro in armonia tra loro, invece non sono facilmente governabili e rendono la vita difficile.
Riuscire…

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NEL DUBBIO: TUTTI MORTI AMMAZZATI

Oggi mi butto sulla retorica più triste.

Il mondo che ci circonda e che abbiamo contribuito a costruire.

FONTE ANSA:
“Dodici persone, turisti messicani ed egiziani loro guide, sono state uccise per errore durante un’operazione delle forze di sicurezza egiziane contro ribelli affiliati all’Isis. Il gruppo si trovava a bordo di quattro fuoristrada in una zona proibita del deserto occidentale. Altre 10 persone sono rimaste ferite”.

Hanno commesso l’errore di spostarsi in una zona proibita.

Nel dubbio: tutti morti amazzati

PREGHIERA DELL’ASSENTE

:-/

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