Cinquanta sfumature di bianco

È qui che nasce il bianco che preferisco, in questo terreno avaro d’acqua e avido di sudore, e qui cresce, su queste colline miste di genti e di verde, qui matura, sotto a un cielo senza mezze misure e senza armonia, qui infine spande il suo aroma, dissolvendosi verso sud-ovest nei giorni di bora o sposandosi colla salsedine quando la luna va in garbin.

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Bianco sul bianco, vite e olivo, la Malvasia tra la Bianchera, piccole piante per piccole olive, olio per intenditori, troppo poco per chi sa, troppo forte per chi non sa cosa sia veramente “olio”.

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Geometrie contese alla roverella, al leccio, al carpino nero, alla salsapariglia, alla ginestra, alle spine dell’acacia e dei rovi, alle pietre di arenaria e ai groppi di flysch.

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Ecco la rustica culla dove la Malvasia vede la luce. Ecco la madre che la nutre, ma senza viziarla, con parsimonia di mezzi e di spazi. Ecco la sua casa, il suo tempo, la sua vita. A noi solamente il compito di vigilare, servire, curare, sperare.

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Ascoltala, essa parla, dice: sono pronta, prendimi, fammi tua e vedrai, ti farò perder la testa e non te ne pentirai, almeno non subito e non troppo. Ma bisogna resistere, non ci è concesso il privilegio del primo bacio, dobbiamo attendere, giacché è alla vespa che spetta di diritto lo “Ius primae noctis”, e solamente dopo che lei avrà mostrato di preferire il succo di un singolo acino a tutto il nettare dei fiori, allora sarà il nostro turno di consumare questo matrimonio.

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E così, anche se per oggi siamo andati in bianco, come premio di consolazione ci restano delle pesche che maturano proprio in questa stagione, le pesche dell’uva, dalla polpa bianca, l’ennesima sfumatura di bianco, e dal cuore vermiglio, piccole pesche dal sapore intenso e leggermente amarotico, ormai poco diffuse e perciò ancora più preziose.

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La Malvasia ci è comunque “promessa”, e come si conviene nei riguardi di colei che ci sarà accanto in futuro, nella buona e nella cattiva sorte, un fiore è sempre l’omaggio più indicato, tanto più se è spontaneo, tanto più se non è reciso, tanto più se deve ancora sbocciare.

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