Scomparsa la scena (ovvero: lo spazio dentro)

Gatto Atlantico

Come quando ero adolescente e guardavo tutto il giorno ogni giorno la piega particolare che prendeva una linea della mano, ho perso di vista la scena.

Oppure è scomparsa di nuovo o io non riesco più a fermare il pensiero su quello che vedo.

L’emozione è attutita, lo sguardo è impreciso e non coglie il fiore che nasce per strada, il sorriso della bimba sorniona, la tensione del collo del funambolo, il godimento del suonatore.

Non scorgo più strani quadri di donne con le chiome fluenti in un angolo di una finestra aperta, mentre cammino in centro.

Non resto rapita dall’odore di un tè speziato passando davanti a un negozio.

Non mi sorprende la goccia della fontana che segue una nuova libera traiettoria verso la solitudine.

Non mi accorgo del dissesto delle strade del rumore dell’asfalto.

Non sento paura – e questa è la cosa più agghiacciante – non trovo…

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