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Omaggio per gli amici lettori

Oggi vi regalo il racconto col quale ho vinto il premio speciale della giuria nel concorso letterario

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IL VAMPIRO MUTANTE

La vineria era ormai in procinto di chiudere, Leda aveva congedato tutti i dipendenti, doveva soltanto fare i conti in cassa e abbassare la serranda perché la porta era già chiusa a chiave.
Purtroppo aveva fatto l’errore di tenere le insegne accese, quindi non si spaventò quando vide l’uomo vicino alla porta che bussava educatamente chiamandola per nome.
Le sembrava di conoscerlo perciò decise di farlo entrare, giusto per levarselo dai piedi in fretta e non essere scortese con un cliente abituale. Magari aveva bisogno di una buona bottiglia per fare la festa a una nuova conquista.
Quando aprì si trovò davanti un tipo assai consunto abbigliato in modo strano, con un’aria vagamente nota.
– Ma chi è quest’orfano, mi pare di averlo già visto ma non ricordo quando…

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Ten Years After

Lastoffagiusta Dal blog www.lastoffagiusta.i

Ten Years After

Suggerimento: prendetevi il vostro tempo….

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All’origine di quello che io sono

Gatto Atlantico

Finisce così una poesia bellissima di Pasolini che amo molto e che mi somiglia:

all’origine di quello che io sono.

Flavia sostiene però che non era l’origine e che io non devo ricercarla quella origine. Che io sono andata avanti e oltre e questo avanti e oltre è migliore di quell’origine.

Sarà una immagine letteraria quella di me bambina solitaria?

Non lo so, non so più niente.

Ma quello che non riesco più a fare capire è che è finito il tempo di pensare di capire di analizzare di ricercare.

Ho fatto quello che potevo; ho buttato giù barriere, superato pozzi profondi pieni di dolore.

Cerco di ridere e di essere serena.

Non voglio nulla se non la pace. Quando lo incontrai, Stelio aveva la mia età di adesso e mi diceva proprio questo: che cercava pace. E a me sembrava una cosa triste.

Invece ora lo capisco eccome.

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Una piccola gioia

Con gli occhi ancora colmi di immagini dolorose mi accingo a condividere la piccola gioia che mi è toccata proprio in questi giorni.

Come annunciato nel post “Fine settimana a Viareggio”, sabato sono stata premiata per il racconto “Il vampiro mutante” col quale ho inaspettatamente vinto il Premio speciale della giuria nell’ambito del Concorso letterario “Streghe Vampiri e co.”

Per ritirare il premio ho messo il cappello magico

:-D😀

Ed ecco i miei trofei

Il diploma d'onore per i finalistiIl diploma d’onore per i finalisti

La classificaLa classifica

Il premio speciale della GiuriaIl premio speciale della Giuria

Naturalmente non potevo lasciare Viareggio senza salutare il mare

Mare affascinante anche in grigioMare affascinante anche in grigio

E approfittare per godere di questi simpatici incontri

In questa stagione lo spazio è tutto per loro :-DIn questa stagione lo spazio è tutto per loro 😀

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Bastardi

libero-isla


Sono preoccupato, veramente. È la seconda volta che mi capita di schierarmi dalla parte sbagliata, sbagliata secondo il mio giudizio, ovviamente. Come già successe nel 2011, anche in questa tornata mi trovo a dover “difendere” Maurizio Belpietro, e credetemi, non mi piace per niente.
Come ormai sanno anche le pietre, si è gridato allo scandalo, al “dagli all’untore”, per un titolo gridato sulla prima pagina di Libero, quel “Bastardi islamici” che ha quasi oscurato per sdegno la strage alla quale faceva riferimento.
Conosciamo bene Belpietro, sappiamo qual è il suo ruolo, quali sono i suoi indirizzi e qual è il tenore egli ordini che riceve dal suo editore, e perciò mi pesa assai, non dico prendere le sue difese, ma accusare i suoi accusatori.
Lo hanno denunciato come fomentatore d’odio. Probabilmente è vero, anche perché basta guardarlo quando inforca quel suo sorrisetto fariseo per odiarlo seduta stante. Ah, ma voi intendevate dire che diffonde l’odio verso gli islamici… E io, stupido, stavo pensando che dopo aver ammazzato a Parigi più di un centinaio di persone non circolasse tra la gente nemmeno una briciola d’odio.
Lo so da me che questa è la parte sbagliata, ma se ieri vi foste fatti un giro tra la gente comune, quella che non va nei salotti bene, che non ha immagini politicamente corrette da promuovere, che dice le cose di getto, senza pensarci, avreste appreso che quel titolo godeva di una condivisione viscerale diffusa.
Se così non fosse, se le persone ragionassero sui perché e sui percome, se agissero con calma, se fossero in possesso di tutte le informazioni necessarie a ragionare, e se fossero spinte a farlo, allora non ci sarebbero mai stati vendette, linciaggi, guerre, razzismi, stragi, revanscismi, e forse nemmeno nazionalismi e religioni.
Belpietro ha sbagliato, come sbagliano tutti quelli (e non sono pochi) che da quel titolo sono suggestionati.
Ma lo sbaglio maggiore è stato quello di scagliarsi a spada tratta contro di lui, come se fosse un eretico da bruciare sul rogo, un negazionista e un filonazista, un orco, il male assoluto, quando il male, quello vero, aveva le mani sporche di sangue e non d’inchiostro. Anche in questo caso si guarda il dito e non la Luna, anche se il dito mostrava la luna che faceva comodo a lui.
Poi lo sapete come va a finire. Tutte quelle persone che intimamente hanno condiviso lo spirito di quel titolo, abituate a dare del “bastardo” a tutti, agli extracomunitari, alla Merkel, a quelli dell’altra squadra, al vicino che rompe, si sentono di conseguenza ghettizzate, trattate come dementi, e quindi, restando convinte di essere “loro” nel giusto, rifiutano ogni dialogo, si chiudono a riccio, e si stringono attorno al primo tribuno che urla “vendetta!”, “guerra!”, “bombe!”, “morte!”, ecc.
Ancora un piccolo inciso. Belpietro, per cavarsi d’impaccio, ha cercato di arrampicarsi sugli specchi affermando che con quel “bastardi” intendeva mettere l’accento sulla mescolanza, sulla commistione, e amenità simili.
Balle.
Bastardo sta per “figlio di puttana”, sta per “degenere”, sta per “carogna”, sta per il peggio che vi viene in mente, e sfido chiunque a smentirmi, a meno che non sia un cinofilo.
Però Belpietro ha scritto “Bastardi islamici”, e questo significa qualcosa, che non è qualcos’altro. La lingua italiana va usata con cautela e, anche se non ha un meccanismo rigidissimo, possiede delle sfumature che valgono come regole. Se parlate tedesco dovreste sapere che il verbo viene alla fine della frase, se parlate sloveno dovreste rispettare l’alternanza di termine forte e temine debole, se parlate inglese siete abituati a mettere l’aggettivo prima del sostantivo.
In italiano tutto è ammesso, purché si sappia a cosa si va incontro, in quanto, come amo spesso dire, è come un quadro di Tiziano: quel rosso è, un altro non sarebbe la stessa cosa.
Dire “bastardi islamici” non equivale a dire “Islamici bastardi”. Nel primo caso abbiamo delle persone spregevoli che, per sfortuna dei loro correligionari, si sono dimostrate dei dementi dal cervello più adatto a una scolopendra che a un primate, mentre nel secondo caso si sarebbe fatto di tutte le erbe un fascio (e questo è fascismo) dando del bastardo a qualsiasi persona di fede islamica. Quindi cari boiscaut del piccolo schermo e della carta imbrattata, datevi una regolata in quando Libero ha pubblicato un titolo forte, suggestivo, ma unicamente sbagliato. “Bastardi” sarebbe stato più che sufficiente, e pure efficace.
Voto: 4 a tutti.

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