Un treno per Belvedere

“Cara Marta, ti chiedo scusa ma non riesco più a sopportare la nostra convivenza. Ho deciso di lasciarti. Sì, è vile farlo così: scomparire dicendolo con un biglietto. Purtroppo mi manca il coraggio di farlo a voce. Ti sarai accorta anche tu che negli ultimi tempi il nostro rapporto non era più lo stesso.
Me ne vado così, perché desidero evitare ripensamenti e pianti.
Vado in stazione e salgo sul primo treno in partenza, quindi non so neppure dove andrò. E non voglio saperlo, non adesso almeno. Seguirò un treno che sarà il mio destino.
Perdonami se puoi.
Addio. Francesco”

Lasciò il foglio sul tavolo fissandolo con un bicchiere per evitare che prendesse il volo.
Uscì senza prendere null’altro che gli abiti indossati, pochi soldi e i documenti. A tutto il resto avrebbe pensato successivamente.
La stazione di Milano offriva un’ampia scelta di destinazioni pronte ad accoglierlo in ogni binario…

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