Mah…

L’argomento di oggi suona

il nuovo singolo di Daniele Silvestri


Io non compero questo genere di musica italiana, ma il brano è gradevole.

Potrei dire: bravo Daniele.

Però!

Però, l’inciso centrale della sua canzone mi ricorda tanto questa


Sarà un caso ma, secondo me, lui conosce bene la musica dei Supertramp.
Non è che ha copiato come fa Zucchero eh…

non intendo dire questo

Eheheheheeeheheh Eheheheheeeheheh

Sì, sì, lo so: le note sono sette e quindi lallallerò lallallà!

😀

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L’orco

Orco

Immagine da: scott-s-rise-of-the-runelords-campaign.obsidianportal.com


Eccomi, sto arrivando, inarrestabile e spietato.
Guardo le mie vittime, si dibattono, quasi tutte sono in vita. Meglio così.
So già cosa fare, la loro fine è segnata, ma non sarà tanto lieve per loro arrivarci.
Con ferocia squarcerò il loro ventre, ne caverò le budella e me ne riempirò le mani. Schiaccerò il loro cuore e ne farò sprizzare quel poco sangue che si ostinerà a non cedere alla morte.
Di un’affilatissima lama mi servirò per incidere la loro pelle e gliela strapperò dalla carne viva mentre ancora cercano di sfuggire dalle mie grinfie; su quei muscoli umidi di sangue e umori spargerò del sale e osserverò le vibranti contrazioni delle fibre, lo stesso incontenibile tremito di una scarica elettrica.
Senza scrupolo reciderò i loro arti, tagliandoli o strappandoli, mentre questi ancora si agitano frenetici nel tentativo di una fuga impossibile, ma senza uccidere le mie vittime: vive devono restare, e vive le guarderò contorcersi nel dolore che soltanto loro possono conoscere, ma non per questo proverò compassione.
Per qualcuna riserverò un trattamento speciale, non meno crudele, degno dei dittatori sanguinari del mondo antico. Un ampio contenitore di acqua bollente le aspetta, un’ultima terribile immersione durante la quale di dibatteranno furiosamente per emergere, sollevarsi, uscire da quel fuoco liquido che morde tutto il loro corpo, da fuori e da dentro, una futile lotta destinata a durare solamente qualche minuto, ma che per loro sarà lunga un’eternità, perché il cervello, la parte più protetta, sarà l’ultimo a cedere; alla fine cesseranno i tonfi e i contorcimenti; l’acqua smetterà di ribollire con violenza e tornerà mansueta a far salire il suo vapore.
Ad altre ancora riserverò l’olio bollente, solo uno strato sottile, quel tanto che basta per vederle schizzare su come molle appena ne avvertiranno il bruciante calore; il sollievo, se di sollievo possiamo parlare, durerà solo un attimo e poi ricadranno giù, e poi di nuovo su, e poi giù, e poi su, ma non così in alto e non immediatamente, finché i muscoli non risponderanno più agli stimoli e rimarrà soltanto l’irresistibile dolore che si farà strada, lentamente, per tutto il corpo, per tutto il tempo che serve per morire.
E poi…
E poi mi ciberò dei loro resti.
Stasera pesce.

.

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SCRITTORI DI SUCCESSO

CLICCAMI CLICCAMI

Nemmeno raschiando il fondo della pentola che contiene le mie molteplici personalità potrei scrivere libri come “La solitudine dei numeri primi”, “Harry Potter e…”, “Va’ dove ti porta il cuore”, o tutti i Fabio Volo d’Italia, o ancor peggio le varie sfumature di…, tanto per citare qualcuno che di successo e popolarità ne ottiene a iosa e che tutti conoscono pur non avendoli letti.

Stante questa premessa è facile comprendere perché non diventerò mai una scrittrice di successo.

Sì, va bene, qualcuno dirà che non sono neppure una scrittrice ma una scribacchina che, ne secolo scorso, manifestava il proprio vaneggiare fissando pensieri su carta, e ora dentro supporti elettronici. E gli do ragione, visto che non mi preoccupo di studiare il modo più efficace per vendere i miei libri, ma mi limito a pubblicarli per abbandonarli al loro destino.

Sono una madre scriteriata che partorisce storie come fossero criceti…

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I figli dell’era del Silenzio

Gatto Atlantico

Qui si parlerà di musica e di David Bowie e di ricordi. Se non interessa meglio andare oltre

I figli dell’era del Silenzio
Stanno in piedi sul marciapiede
Con gli sguardi vuoti e senza libri
Stanno seduti in fila ai confini della città
giacciono sul letto
percorrendo le loro stanze che
hanno le dimensioni di una cella
si alzano per un anno o due e fanno la guerra
esplorano i loro pensieri di un pollice
poi decidono che non avrebbero dovuto farlo.

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Queste, per i rarissimi che non lo sanno, sono parole di una canzone di David Bowie, ‘Sons of the Silent Age’.
Chiaramente noi viviamo questa Era del Silenzio, circondati da tutti questi rumori di fabbriche, di motori, di videogames, di musica alta pompata dagli altoparlanti dei negozi per ragazzi. Il Silenzio è dentro, negli sguardi vuoti e senza libri e nelle stanze prigioni delle nostre stesse teste.
Io…

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Di lui amo tutto!

Anche la perfetta eleganza con la quale s’è trasferito in un altro dove

Arrivederci David

” Ora è il momento di lasciare la capsula se osi
passare attraverso la porta
Sto galleggiando in un modo più strano
Tra le stelle sembra molto diverso, oggi
Io sono qui seduto in una scatola di latta molto al di sopra del mondo
Il pianeta terra è blu e non c’è niente che io possa fare..”

...

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RITORNO ALLA RADIO

La prima novità del mio personale 2016 è un ritorno all’antico.
Antico per me ovviamente, perché il mezzo è moderno assai. Diciamo che è moderno rispetto al mio antico.

C'era una volta... C’era una volta…

Il mio antico è la lunga esperienza maturata prima come speaker, poi come segretaria di produzione e direzione nella mitica Radiopiù degli anni ’80 e ’90.
All’epoca gli strumenti per trasmettere erano ben tangibili e anche piuttosto ingombranti, ora invece mi trovo a rinverdire la felice esperienza passata in un’attualissima web radio dove gli strumenti (mixer, cursori, giradischi ecc.) sono virtuali e io li manovro utilizzando la tastiera del pc.

Clicca per entrareClicca per entrare

La radio che mi ospita si chiama, come vedete sopra, WIPRADIO ed è animata da tantissime persone, cariche di entusiasmo, che potete conoscere visivamente in questo manifestino dove trovate anche me.

Le persone che animano la radioLe persone che animano la radio, cliccando sull’immagine trovate la descrizione completa del palinsesto

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Allora è vero che si diventa ciechi

spettro-luce

Spesso appaiono sui quotidiani on-line (su FB poi ce n’è un’inflazione) alcuni test ai quali viene appiccicata un’aura di scientificità. Per quanto mi riguarda gli aggettivi nei loro confronti si sprecano: ridicoli, pretenziosi, inutili, fasulli, inattendibili, camuffati, eccetera. Forse sono io che non capisco, forse il loro scopo è unicamente quello di intrattenere il lettore, magari andrebbero considerati come una moderna forma di giochino di società, in ogni caso nei miei confronti mancano regolarmente il bersaglio e non riescono ad appassionarmi.
Fino a l’altroieri.
Finalmente, dopo centinaia di tentativi, un test on-line è riuscito a smentirmi e a farsi giudicare interessante.
Girovagando qua e là per la rete inciampai in un quiz-test-gioco intitolato Verde oliva, cremisi o blu oltremare: sai davvero riconoscere i colori?
Sulle prime, guardandolo di sfuggita, immaginai che fosse un test sulla capacità “fisiologica” di distinguere i colori, quando un dettaglio attirò la mia attenzione: una diversificazione uomo-donna.
Meglio chiarire subito una cosa: il quiz-test-gioco in oggetto,
a prescindere dai presupposti sui quali si basa, è assolutamente fallace nei suoi risultati a causa del medium che utilizza. Le sfumature cromatiche da individuare infatti variano da computer a computer, anche ammesso che chi ha realizzato la pagina web abbia curato al massimo delle possibilità tecnologiche la riproduzione del punto di colore (cosa che dubito…); ogni visualizzazione sul monitor sarà falsata dal tipo di sistema operativo, dal tipo di monitor, dalla regolazione più o meno accurata dello stesso, dalla marca della scheda grafica, dalla luminosità e dal contrasto impostati, e ovviamente da un coefficiente di approssimazione che giocoforza ogni apparecchiatura tecnologica si trascina dietro.
Ma non è questo il punto sul quale intendo soffermarmi.
Vi pregherei di perdere quei trenta secondi per dare solamente un’occhiata a questo giochino (se poi vi incuriosisce e volete partecipare non c’è niente di male, fate pure).
Cliccate sulla voce “DONNA” e provate a trovare il colore giusto tra quelli rappresentati. Sono più che certo che individuare il verde menta chiaro tra le varie sfumature di verde, o l’azalea tra i vari mix rosa-violetto-rosso, oppure l’uovo di pettirosso chiaro in mezzo al turchese, la carta di zucchero e il celadon sarà impresa alquanto ardua.
Fatto? Bene, andiamo avanti, cliccate sulla voce “UOMO”.
Per non individuare il turchese in mezzo ai rossi, ai gialli, ai marrone bisognerebbe essere analfabeti o daltonici, idem per il verde smeraldo, l’unico verde presente in una tavolozza dove sono presenti tutti gli altri colori, e così dicasi per un ciliegia in bella mostra tra un verde pastello e un verde muschio.
Capisco che i nomi di certe tinte non siano particolarmente conosciuti, il gainsboro, l’eliotropo, il rosa Mountbatten, il chartreuse, ma, mondo cane, io potrei anche comprendere una certa dose di ignoranza che vorrebbe collegare alcune solitarie attività sessuali maschili a un deficit visivo, ma qui si tratta di una presa in giro bella e buona, come se la presenza o l’assenza di un preciso gene influisse sulla capacità di riconoscere i colori, con buona pace di Raffaello, Tiziano, Botticelli, Caravaggio, Michelangelo, Leonardo, tanto per fare qualche nome di pittori semisconosciuti.
Ma mi faccia il piacere!

P.S. Il mio risultato è stato di 30 punti in entrambi i test. Cosa significherebbe allora, sarei un asessuato, sarei un bisessuale, sarei un alieno? Boh.

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