L’URLO elucubrazioni di un nascituro

Volevo nascere “un animale”!
Magari un rospo che tenta di attraversare la strada senza farsi pestare, per arrivare dalla soave donzella ed essere semplicemente baciato, e non trasformarsi in principe. Forse una gatta dal pelo lucente, adorata da un’umana attraente con la quale vagare di notte in cerca di avventure, inventando una coppia irresistibile e seducente.
Magari un bradipo che SSS-corre lento le giornate arrancando da un ramo all’altro, senza toccare mai terra per non perdere la propria dote di insetti opportunisti; o essere proprio uno di quegli insetti opportunisti…
Chissà che cosa pensano gli insetti opportunisti…
Chissà…

Non ricordo né dove, né quando, ma so che mi piacevano le aquile e i lupi in un’altra vita.
Forse sono stato uno di loro in quell’altra vita.
O forse no, adesso non lo so.
Non lo so ancora, o mai lo saprò?
Chissà…

E invece, adesso…
Adesso sto nascendo “un bambino”…

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audacia di sogno

Libera.mente

Ti ho sentito cantare una canzone,
è la stessa che canto io,
in questi giorni di negazione,
in questo tempo di passaggio.
Parla di un deserto da attraversare,
fa l’elogio dei castelli in aria
ed è qualcosa che mi fa sperare,
che mi dà coraggio.

In questo tempo diviso, tempo ripiegato,
tempo di fiori recisi, di cuori sezionati.
Tempo di un mondo migliore,
tempo di un mondo migliore,
se solo avessi l’audacia di un sogno.

Ti ho sognato su un piccolo battello,
è lo stesso su cui navigo io,
tra questi fiumi di negazione,
in questo tempo di passaggio.
Non esiste giorno che non cerchi il mare,
mare aperto dove regna la deriva,
perché è qualcosa che mi fa sperare,
è qualcosa che mi fa sperare
e che mi dà un motivo(ACUSTIMANTICO)

Suono una mazurka e il ragnetto va frenetico avanti e indietro, sono concentrata ma il suo moto distoglie…

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le parole del silenzio

Libera.mente

Non è letteratura non è storia non è scienza
È frammento e poi che lingua è?

Mi faccio spesso troppe domande, sarà per questo che io non sia una facile, anche se esteticamente appetibile, scelta per molti?
L’automatismo della scrittura, le schegge di pensieri frantumati fanno male oppure rimessi assieme con l’oro diventano preziosi oggetti soggetti di volere.

Ho incontrato una matura donna giovane di nome Lea e con altre donne preziose, già il genere donna esiste, ci siamo messe ad ascoltare e fare scrivere esperienza
e ho preso appunti vitali come razioni d’ acqua nel deserto
e mi sono sentita ravvivata, viva di nuovo.

Cosa mi dà la vita è la musica e la scrittura
eh già pure il suono e la voce e gli intervalli di melodia consonante o dissonante,
va bene anche la settima attratta verso l’ottava, come un magnete deve poggiarsi là.

Così ho scelto un…

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Una storia di libri e calze a rete

Gatto Atlantico

Va detto che un titolo così a me incuriosirebbe.

Infatti l’ho scelto di proposito; molti penseranno magari a qualcosa di sexy e vagamente radical chic.

Invece no, si tratta di una delle solite storie del Gatto, di sensazioni ricordi passaggi.

Quelle robe così.

Che ieri sono uscita un po’ di corsa e poi questi giorni sono intensi di cose sensazioni fatti lavoro persone emozioni sorprese. Faccio tante cose e mi permetto anche notti insonni come quella appena passata e domani poi, domani sarà un giorno importante e mi aspetta un lungo viaggio.

Andata e ritorno.

Ma questa è un’altra storia. È il racconto di un sabato pomeriggio di quelli miei, in primavera, in giro tra parrucchiere e compere in centro, dalle parti mie, a cercare cose.

Le calze a rete per esempio. Dovevo comperare delle calze a rete e allora per abitudine sono andata alla Rinascente, dove normalmente trovo tutto…

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Una pagina dal mio diario

Sabato 21 marzo 2009
TITOLO: PRIMAVERA
Umore: Affettuoso

Ciao, sai che mi piace dividere sempre le emozioni con te.
Questa è proprio grande e fa male.
Ieri è arrivata la Primavera.
La primavera s’è portata via la mia mamma.
E’ morta ieri sera improvvisamente, in silenzio, senza disturbare troppo: poche ore in rianimazione e via verso altri lidi.
Ero lì con lei, io e lei da sole come sempre, in sala rianimazione l’ho salutata che era ancora calda, perché non mi piace salutare i corpi quando sono freddi di morte, il freddo dei cadaveri è proprio sgradevole.
Ho voluto dirtelo perché così mi sento meno sola.
La mia mamma si chiamava Franca e ci volevamo bene, anche se vivevamo lontane.
Per oggi passo e chiudo, vado a vedere se c’è qualche scoiattolo che ha voglia di mangiare due nocciole in silenzio vicino a me.
Ciao.
Nadia

Col cuore Col cuore…

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Ginevra la Pigra

Gatto Atlantico

C’era una volta una bambina bellissima, che si chiamava Ginevra.

Ginevra La Pigra; il papà, Emanule La Pigra, era un signorotto del Regno dei Bagigi e possedeva campi e campi e campi sterminati di Alberi di nocciole e noci. Per non parlar poi dei mandorli.

La mamma, Daniela La Bionda, veniva dalla terra dei fichi e quando si incontrarono e si sposarono cominciarono a produrre fichi secchi con la mandorla.

Una specialità prelibata conosciuta in tutto il mondo, ma soprattutto nel Regno dei Castronidi, dove passò anche Cola di Rienzo: era Natale, mi pare.

Ma questa è un’altra storia.

Invece noi dobbiamo parlare di Ginevra La Pigra, la pigra.

Perché la stirpe dei La Pigra ci teneva proprio tanto ad essere coerente e perciò Ginevra era la più pigra di tutti, talemente pigra che per alzarsi dal letto la mattina dovevano chiamarla in cento. E non è che fosse poi…

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