Nattività naturale

Auguri di Buon Natale.
Già…
E sarebbe?
Dunque, se diamo retta ai media, si tratta di un periodo nel quale si mangia molto, moltissimo, e i cibi sono particolarmente pesanti, ricchi di grassi saturi, ricchi di zuccheri semplici, ricchi di porcherie colorate. Se è vero che il Natale è una festa, allora si tratta della festa dei trigliceridi, del colesterolo, della glicemia, e della dislipidemia in genere.
Andiamo avanti.
Se diamo retta ai nostri sensi, si tratta di un periodo nel quale, inspiegabilmente, siamo tutti più buoni, più cortesi, più generosi, più allegri. Se è vero che il Natale è una festa, allora si tratta della festa dell’ipocrisia, della mendacia, dei sorrisi stereotipati, dei baci inflazionati, e della recitazione in genere.
Se diamo retta alle nostre tasche, si tratta di un periodo nel quale si è obbligati a regalare tutto quello che nei restanti trecentosessantaquattro giorni dell’anno mai ci sarebbe venuto in mente di regalare, nemmeno per dispetto. Se è vero che il Natale è una festa, allora si tratta della festa dei pacchetti infiocchettati, della bellezza in quanto costosa, delle sorprese già scritte, dei ringraziamenti di prammatica, e dell’angoscia consumistica in genere.
Andiamo avanti.
Se diamo retta alla famiglia tradizionale, si tratta di un periodo nel quale si addobbano le case, dentro e fuori, con lustrini, luminarie, palline colorate, ghirlande, conifere sintetiche o naturali, e presepi nei quali si riversa tutta la creatività di scenografi naif. Se è vero che il Natale è una festa, allora è la festa delle famiglie riunite controvoglia, delle musichette insistite fino alla nausea, delle luminarie cinesi da quattro soldi, della temutissima tombola, e della penitenza parentale in genere.
Andiamo avanti.
Se diamo retta alla chiesa cattolica, si tratta di un periodo nel quale viene celebrata la nascita del figlio di colui che sarebbe la ragione (e cagione) di tutto, e non servirebbe ribadire il fatto che la pompa e la solennità con le quali viene osannato quel lontano evento è inversamente proporzionale all’osservanza dei principi di povertà e umiltà che quella stessa chiesa promuove (a parole). Se è vero che il Natale è una festa, allora è la festa del “fate quello che dico ma non fate quello che faccio”, del sono qui perchè almeno una volta all’anno, del sentirsi più buoni perché si puzza d’incenso, dello scambiarsi un segno di pace e domani vedremo, del farsi vedere per sentirsi “a posto”, e dei rituali di comodo in genere.
Andiamo avanti.
Va bene, direte voi, s’era già capito l’anno scorso che gli eccessi di questo periodo mi procurano un’orticaria abbastanza fastidiosa che riesco a lenire solamente con la consapevolezza che è “a termine”, e che i partecipanti più o meno entusiati di questo rutilante luna-park consumistico probabilmente se la passano peggio di me.
Perchè allora ho deciso di insistere su questo argomento, di “grattarmi” in questa zona fastidiosa pur sapendo che il sollievo sarebbe stato effimero e altro non avrei ottenuto se non il riacutizzarsi del tormento?
Il fatto è che stamane sono stato fulminato da una delle mie (amare) constatazioni, episodi e impressioni che solamente oggi hanno raggiunto la massa critica e sono diventate appariscenti.
Se fate caso, la chiesa cattolica (ufficiale) è diventata più accomodante riguardo certi aspetti controversi della vita sociale e personale; non dico ora che si sia liberata da tutte le pastoie assurde che la rendono ancora, se non proprio cieca, miope su come vanno le faccende del mondo, ma almeno non abbiamo più scomuniche, accuse di eresia, roghi reali o mediatici, e altre amenità simili. Il divorzio non fa più scalpore, l’aborto, seppur deprecato, viene perdonato (ma non ai ginecologi per i quali la carriera viene stroncata), e persino l’omosessualità ha trovato uno spiraglio di comprensione. Mi si potrà dire che questi non sono eventi “straordinari” per la chiesa cattolica, in quanto sono aspetti della vita con i quali ha avuto spesso a che fare, e su entrambi i fronti, quello passivo e quello attivo. Ma non è su questi peccatucci che voglio portare la vostra attenzione, bensì sull’attuale e praticamente unico vero anatema che pervade tutto il mondo cattolico, ovvero quello contro la genitorialità omosessuale, a prescindere che sia cercata o determinata da eventi esterni alla coppia.
L’argomentazione utilizzata per combattere il desiderio di maternità/paternità delle coppie omosessuali è di una semplicità disarmante: se Dio ha previsto il matrimonio tra un uomo e una donna è perché loro generassero una prole, e non esiste in natura una procreazione sorta da due esseri dello stesso genere sessuale.
Dunque, se l’uomo vuole essere in armonia con la natura, aspetto ultimamente tornato di moda, è logico che “naturalmente” un figlio sia il prodotto dell’unione tra un uomo (maschio) e una donna (femmina), e questo su questo la chiesa non  transige. Punto.
Giusto, e come si potrebbe darle torto? La chiesa cattolica pertanto non ammetterebbe nulla che non sia in accordo con la natura, perciò diamo un’occhiata agli esempi sottostanti:

wikipedia-01

Fonte: Wikipedia

 

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Fonte: historyofeuropeanfashion.wordpress.com

 

geourdu-com

Fonte: geourdu.com

 

christmasgiftideaz-com

Fonte: christmasgiftideaz.com

 

historyofeuropeanfashion-files-wordpress-com-01

Fonte: historyofeuropeanfashion.wordpress.

 

darindaymusic-co-uk

Fonte: darindaymusic.co.uk

 

bestforbride-com

Fonte: bestforbride.com

 

qnm-it

Fonte: qnm.it

 

historytoday-com

Fonte: historytoday.com

 

dailymail-co-uk

Fonte: dailymail.co.uk

 

money series: different country money banknotes texture

Fonte: nevermindthebuspass.com

 

Forse non sono abbastanza al corrente di cose religiose, forse sono io che non capisco, ma mi pare che la chiesa cattolica non abbia messo all’indice questi aspetti della vita sociale, e che nemmeno abbia fatto pressioni, più o meno lecite, sui governi affichè vengano dichiarati illegali e pertanto perseguibili per legge, da cui ne desumo che siano tutte attività “naturali” dell’essere umano.
Come dite? Non lo sono? Ma allora perché se la prendono solamente con chi desidera un figlio ma questo gli è negato dalla natura, quella stessa natura che sommerge di figli i poveracci convinti dai preti che la contraccezione è tra i peggiori dei peccati verso Dio?
Se dovessimo stare agli stretti legami della natura staremmo ancora nudi, sugli alberi, preda di fiere e di malattie, ma, come disse bene Odisseo “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”, e dunque la conoscenza ci ha portato alla possibilità di essere genitori, consapevoli genitori e perciò meno peggio di tanti altri, utilizzando ciò che ci offre la natura per andare oltre i crudi limiti questa.
Ebbene, mi chiederete a questo punto, che c’entra tutto questo pistolotto col Natale?
C’entra, c’entra…
Se ci pensate bene, la gravidanza della Madonna non è di certa dovuta all’incontro tra uno spermatozoo e un ovulo, ed è uno dei punti fondamentali della religione cattolica. Se non vogliamo attribuire al Dio cristiano la stessa licenziosità delle divinità greche, si può parlar bene di una gravidanza che, almeno all’inizio, è stata assai poco “naturale”.
Quindi, auguri di Buon Natale, la festa della natività e della fecondazione assistita.

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2 thoughts on “Nattività naturale

  1. Caro Stelio, l’incontro con – scusa se oso – Gesù e con la cristianità, con Dio e quindi con la Chiesa, è nell’intimo e si riflette sul nostro prossimo, dal vicino al lontano. Non ha niente a che vedere con guerre, denaro, torture, teste coronate eccetera eccetera. Ed ancora eccetera. Scusa sai, ma sono stufa di rispondere alle giustissime accuse mosse giustissimamente a chi ha gestito il potere religioso, con la frase tanto sintetica quanto efficace che qualcuno duemila anni fa – mese più mese meno – aveva sintetizzato il tutto è il caso di dire “divinamente”: “Fate ciò che vi dicono ma non fate come loro.” E’ il mio Vangelo (in senso lato) e lo tengo sempre presente. Lo facesse anche chi non crede… E per quanto riguarda l’adozione da parte di famiglie omosessuali, per esperienza molto ma molto diretta posso dirti che non conoscere ed anche frequentare almeno una delle persone che ti ha generato, è quanto di peggio possa capitarti nella vita: ti segna nel profondo e non ti lascia mai.
    Ci sono tanti bambini in attesa di adozione: non facciamo gli egoisti! Oh, so che non mi sarò spiegata a sufficienza, ma non ne potevo più!

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    • Tutto vero quello che affermi, verissimo (si potrebbe definirlo sacrosanto?), poiché una non trascurabile parte della chiesa cattolica (ma non solo) è rimasta fedele alle antiche tradizioni promosse da scribi e farisei di ogni tempo e luogo, quella di predicare bene e razzolare male. Ovviamente non è con me che devi scusarti se osi, anzi non penso che tu debba delle scuse a chicchessia, non ne vedo proprio il motivo. Su certi argomenti ognuno può pensarla come vuole, o sentirla come vuole, purché il pensiero sia libero e il sentimento genuino.
      Anche sull’adozione non posso darti torto. Con ben sette miliardi di essere umani da sfamare (e non solo), anche il solo pensare di avere un figlio, pur nella maniera più naturale e tradizionale possibile, è già un atto egoista.
      La questione in realtà è un’altra, ovvero la possibilità per una coppia omosessuale di crescere un figlio, a prescindere dalla sua origine. Ferme restando le nostre opinioni che suppongo divergenti, rimane il fatto che viene sempre mossa l’obiezione che “in natura” non esiste una tale configurazione genitoriale, e pertanto questa deve essere cassata a priori. A parte il fatto che “la natura” non si è fatta mancare niente al riguardo, siamo proprio sicuri che una bella famiglia con madre depressa o bipolare e padre assente o violento sia molto meglio di una coppia di genitori che all’armonia famigliare ci tengono veramente?
      Per quanto riguarda l’assenza di una delle due figure genitoriali, conosco persone che fin dalla prima infanzia si sono trovate in tale situazione, e il loro sviluppo è dipeso unicamente dalla qualità intima delle persone che le hanno seguite “in loco parentis”. Per contro ho avuto a che fare con figli “tradizionali” che alla lunga si sono dimostrati delle vere merde.
      Ahoj 🙂

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