Lazzaro

Immagine tratta da Wikipedia

C’era una volta un vecchio computer portatile. Parecchi problemi ne avevano afflitto l’esistenza, la ventola era rumorosa, la batteria non si ricaricava, WindowsXP e gli applicativi ogni tanto davano problemi, e talvolta il computer “moriva” di botto, lasciando l’utente basito davanti allo schermo nero. Per tutti questi motivi alla fine venne esiliato, e si ritrovò tra i materiali obsoleti prossimi alla rottamazione.
Per sua fortuna un giorno venne notato da un cacciatore di relitti, un avventuriero che non temeva le sfide perse in partenza, anche perché, mettendo egli le mani su dei residuati senza più padrone e senza più speranze, non aveva niente da perdere.
Per prima cosa bisognò capire come smontare il computer, operazione resa inutilmente difficoltosa da una miriade di piccolissime viti, subdolamente poste negli angoli più improbabili e nascosti.
Aperto finalmente il plastico bivalve, venne smontata la ventola originale, la quale oltre a generare un rumore pari a quello di un motorino smarmittato, nemmeno faceva bene il suo lavoro, causando un riscaldamento eccessivo del vorace Pentium4.
Primo giro su internet e prima pescata su ebay di una ventola usata, non originale ma compatibile. Comprata, pagata, aspettata, arrivata, montata, provata… funziona!
Siccome l’appetito vien mangiando, e siccome il paziente era già a cuore aperto, si pensò bene di recuperare, sempre nella stessa maniera, una memoria RAM aggiuntiva, così, tanto per dare un po’ di Gerovital alla macchina.
Richiuso il bivalve, miracolosamente senza danneggiare quei capelli che qualche spiritoso chiama fili, e senza sbagliare neanche una vite (differenze di mezzo millimetro), durante il test saltò fuori che il tasto P non funzionava bene.  azienza, forse è  ossibile fare a meno di un tasto, magari si  uò evitare di scrivere le  arole che contengono la  ,  enso che non saranno  oi così tante. No, così non va.
Altro giretto in rete, altra pescata, e finalmente ecco arrivare una vecchia tastiera recuperata da un rottame cannibalizzato.
Ovviamente per montare la tastiera fu necessario riaprire il riottoso bivalve, e durate le delicate manipolazioni cosa ti vado a scoprire? Toh, guarda un po’ quel filo vicino allo snodo del monitor, sembra staccato. Non avevo idea di cosa comportasse quella interruzione, apparentemente nulla, però si trattava sempre di un filo staccato, mi dava fastidio, eticamente ed esteticamente Voi magari vi immaginate un filo come quelli che avete a casa per accendere la luce, per far funzionare il frullatore, per collegare un telefono. E invece no. Si trattava di esile peluzzo, posto vicinissimo a suoi pari, che solamente a guardarli già si danneggiano. Va bene, o la va o la spacca, abbiamo fatto trenta, facciamo trentunmila.
Presi il mio saldatore, posai una singola goccia di stagno, la più piccola che si può, chiusi gli occhi e puntai nella zona dove supponevo fosse stata interrotta la connessione. Non c’era nemmeno lo spazio per tenere il filo con una pinzetta, era come inchiodare verticalmente un ago utilizzando una mazzetta da 2.5kg, e senza poter mantenerlo in posizione.
Incredibilmente la goccia di stagno prese solamente quel filo senza toccare quelli adiacenti, roba da circo equestre, e durante il test tutto non funzionò come prima. Ho scritto “non” perché era proprio quel contatto aleatorio vicino alla tastiera a spegnere il computer ogni tanto, erano le occasionali deformazioni dovute a una digitazione più energica del solito alla base dei misteriosi KO. Ma evidentemente quel filo era diabolico, in quanto anche i problemi di ricarica dell’accumulatore dipendevano da quell’infido contatto ballerino.
Poteva bastare? Ovviamente no.
Tutti quei crash improvvisi avevano pure danneggiato alcuni settori del disco fisso, anche qualcuno di quelli dove normalmente sta il sistema operativo, ed ecco la causa dei variegati e incomprensibili problemi di funzionamento del software.
Eradicato WindowsXP, venne allora installato Lubuntu, un sistema operativo molto più leggero da sopportare per un computer “non giovanissimo” (pietoso eufemismo).
Il risultato di questa avventura a lieto fine sta proprio qui, in questo post scritto e pubblicato mediante un “vecchio” computer riportato a una vita dignitosa (e con una risoluzione di 1400×1050 punti, roba che tanti portatili di adesso se la sognano).
Che ci volete fare, sono come George Romero, appena vedo un oggetto dichiarato “morto” mi affanno per riportarlo allo stato di “non-morto”, uno zombie magari non perfetto, ma che sarà comunque in grado di dare segni di vita, quella che gli è stata negata dall’implacabile sistema consumistico “usa e getta”. Del resto già lo sapete, se un giorno qualcuno dovesse spararmi, sarà sicuramente un esponente della categoria che la mia attività resuscitante disturba e minaccia di rovina, quella dei commercianti.

Ahoj

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Pubblicato su Informatica. Tag: . 2 Comments »

2 Risposte to “Lazzaro”

  1. Diemme Says:

    Eccezionale, comèlimenti! 😀

    Mi piace


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