29 €

29 € è la cifra che ho ricavato portando a un mercatino dell’usato metà della mia vita passata.

Non oggetti ricordo, ma oggetti da compagnia. Lo zoo fantastico in cui si mescolavano animali di ogni genere, dimensione e materiale, fate, gnomi, streghe e folletti modellati a mano da un paziente costruttore di favole.
Orologi a batteria sostituiti da quelli a carica manuale per limitare il consumo e l’inquinamento. Occhiali da sole e da vista con gradazione superata, e altri gingilli che non ho voluto rivedere dentro quella grande scatola posata sul bancone del mercatino dove uno svogliato “valutatore” ha dato un’occhiata veloce, capendo subito che c’era tanta roba interessante là dentro, dicendo: “non sto neppure a fare calcoli, per queste cianfrusaglie le posso offrire trenta euro”, poi guardando nel cassetto: “ne ho solo 29 va bene ugualmente?”
Ho risposto, sì va bene. Sapendo che lasciavo il valore almeno duemila euro…

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Tempo, temporali e luce rossa

Gatto Atlantico

Non è un post meteorologico.

È una considerazione sul come occupiamo il tempo. Ieri una cara amica – raccontandomi delle cose – mi ha detto: “Non ho più tanto tempo come prima”. È una cosa che mi ripeto spesso anche io, in merito alle vicende della mia vita. Come se avessi una scadenza.

O meglio, la scadenza attaccata da qualche parte ce l’ho come tutti. Ma che importanza ha? Quello che davvero conta è come lo impieghiamo questo tempo.

Qua al lavoro è successo un piccolo, piccolissimo fatto. Una incomprensione su alcune messe in onda e conseguenti promozioni esterne. Una vicenda da niente, che però ha coinvolto almeno 5 persone.

Abbiamo discusso di questa cosa insieme e due a due e lo abbiamo fatto de visu e al telefono. E lo abbiamo fatto per minuti e minuti fino a che gli stessi non sono diventati ore.

Ore della nostra vita…

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Il sesso fa cagare

Sono a letto. Febbre a 39,4. Non so ancora cos’ho, forse una broncopolmonite, forse un’infezione bastarda, forse avvelenamento da plutonio, forse la peste. Boh. Domani, se sarò ancora vivo, vi farò sapere. Forse.
Intanto, Carpe Diem, approfitto di questo mio stato confusionale per scrivere un testo che più di qualcuno/a potrebbe definire, a ragione, delirante. Solamente la febbre alta poteva far venire a galla certi vaneggiamenti, e con lo stesso effetto di una demenza senile precoce (comunque non tanto precoce) scardinare certi meccanismi inibitori che mi hanno impedito finora dal convincervi che io sono fuori di testa.
Il titolo vi disturba? Perché, forse non siete d’accordo? Portate pazienza un attimo, e abbiate pietà del macello neuronale che la febbre mi provoca, stento anch’io a mettere ordine in quello che vorrei dire.
I più potrebbero supporre che raggiunta una certa età il sesso possa aver perso in parte o del tutto il suo irresistibile fascino. I corpi sono stanchi, la pelle appare grinzosa, i peli superflui la fanno da padrone, epa e natiche anno raggiunto le dimensioni del Cordovado e la consistenza di un budino coi grumi, e soprattutto manca l’effetto sorpresa, ormai si è fatto, si è visto, si è provato, altro non c’è.
Chi conosce la mia età direbbe che parlo per esperienza, e magari forte della sua esperienza, anche se non con i termini forti che ho usato io, potrebbero confermarsi nell’intimo l’assenza di desiderio, e finanche una sorta di repulsione verso le scene di sesso esplicite, viste, provate, ricordate..
Doppio errore.
Primo, il titolo non vuol dire questo, e secondo, il desiderio è come il domani, non muore mai.
20, 40, 60, 80, sono solamente numeri anagrafici che indicano la forma di una scatola, non il suo contenuto. Il sesso non è nel corpo, è nella mente. Il corpo è solamente il cucchiaio o la forchetta che si utilizza per portare al palato un boccone prelibato, sono solamente posate.
Se avete la fortuna di avere ancora accanto la persona che avete amato, continuate ad amarla, perché il sesso ha mille sfaccettature, e basta il semplice contatto tra le due epidermidi finalmente libere dalle loro prigioni tessili per avvertire il campo magnetico che si instaura quando un’aura si fonde con l’altra, e il resto viene da sé, a prescindere dal colore e dalla quantità di capelli, a prescindere dalla carta geografica stampata in volto, indifferentemente se è la prima volta o l’ultima.
Ma allora, mi si chiederà, perché quel titolo greve?
Perché e vero.
Non penso di raccontarvi niente di nuovo quando voglio attirare la vostra attenzione sui benefici di una vita attiva, ricca di movimento, per mantenersi in buona salute.
Tra tutti questi benefici ci stanno il colesterolo basso, la circolazione sotto controllo, il mantenimento del peso forma, la riduzione di rischi di osteoporosi, e tanto altro. Tra questo altro c’è anche, ovviamente, la il buon funzionamento dell’apparato digerente, dall’assimilazione all’evacuazione. Tutti i movimenti che interessano l’intestino concorrono al giusto processo digestivo, e non penso che possa esistere un esercizio ginnico più divertente di quello che Stefano Benni nel libro “Terra!” chiama “sbattilapanza”.
Questo delirante concetto mi è cresciuto in mente come un fungo velenoso nella bruma di una foresta impenetrabile. E mi ci sono perso.
Ecco spiegato il titolo, è una questione di fisico e di fisica, il sesso fa cagare, è un piacere che promette di mantenere efficiente e in salute il vostro intestino, e se poi vi va, potreste avventuravi in un blando sesso anale, e anche qui la fisica ci assicura che in caso di stipsi la faccenda potrebbe risolversi in vostro favore.
Se non ne siete convinti provate a stare un lungo periodo senza sesso e senza cesso, non penso che la vita vi sorriderà.
Ave, morituri te salutant.

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Parlami di te

Diario di una margherita

Ogni giorno è una storia infinita leggila nei miei petali accarezzandoli con le dita

poi raccontami i tuoi pensieri

parlami di te e della tua vita

Io mi sto facendo bella per accogliere la Primavera

e non importa se non ci sarò più quando lei arriverà

perché una sorella avrà raccolto le mie memorie e saprà che cosa raccontarle

le parlerà di te, della tua vita e delle storie che hai letto accarezzandomi con le dita

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Una cartolina da Londra

Mi piacerebbe ricevere una cartolina dall’Inghilterra affrancata con il bollo che dal 14 marzo sarà in vendita per onorare il grande David Bowie

Se vai a Londra scrivimi
Grazie

😀

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