Tutto o niente

Scalzi i piedi lasciano
effimere impronte
che l’onda mediterranea appiana.
Queste sabbie hanno visto
levarsi crociate
per mori e cristiani.
Tutto per un Dio
che era solo
e solo doveva restare.
Del sangue promesso
da travisata fede,
rovine e rancori,
e le ali rosa
dei fenicotteri,
a futura memoria.

Verde erba sul mio cammino
verso l’orizzonte
di nuda savana,
alto un celeste infinito
da far male
quant’è limpido.
Due parti di gente
divise per niente,
dove c’è tutto per tutti.
Chi è fuggito
perché il suo Dio
non era Reale,
ancora prega
del suo sacro diritto
di esser padrone.

Di marmo il cuore
da Minerva cavato
come dono all’impero.
Ogni colonna una lapide,
un morto vinto
e uno vittorioso.
Troppi illusi ancora sfilano
in vecchi abiti
per una festa passata.
Quanta divina potenza
si perde ora
tra i tavolini al piano,
creme troppo dolci
per dimenticare
l’amaro di essere poco.

Tra pietra e pietra
il sangue si cela,
colato nei secoli.
Dove ora sciamano
chiassose orde
la vita molti lasciarono,
ogni volta per un Dio,
il più giusto
e il meno compreso.
Dove ora mi perdo
uno migliore si perse
sulla via del castello,
delle sue profezie
timoroso
di esser creduto.

Lo scafo scivola
su un nero serpente
chiamato mare.
Dentro,
ancora più dentro,
l’acqua si insinua.
Su tutto domina il cielo,
talmente basso
da ghiacciarti la nuca.
Degli umani rifugi
il colore non basta
a fugare l’ombra,
e ancora nascosto
dorme un Dio feroce
come quelli fenici.

Il mare sopra,
la terra sotto,
e un confine di fango.
Il vento del Nord,
un tempo pane e vita,
cala su sterili pale.
La bellezza del caos
si perde nei battaglioni
di petali tutti uguali.
Quanta libertà
viene professata
in ragione del credo,
immutabile e certo
del suo valore,
quello di mercato.

L’occhio è traditore,
la mente è sorda,
resta l’emozione,
l’incerto pensiero
di un me che esiste,
e forse è già troppo.
Di più non potrei,
dispero di farlo,
vivessi mille anni.
Dal mio vagare
sola riporto una fede,
dopo questo,
dopo quanto,
e dopo tutto,
niente ho compreso.

Niente.

.

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6 risposte a "Tutto o niente"

    • Non potrebbe essere altrimenti.
      Tutto ciò che pubblico nel blog, testi, fotografie, fotomontaggi, a meno che non specifichi un’origine diversa, è frutto della mia mente malata.
      Riesci a riconoscere i luoghi dove sono stato?
      Ahoj

      Mi piace

    • Più che altro un universo chiuso, un acquario o una sfera di Dyson, nel quale niente riesce a oltrepassare il confine dell’immaginario, e perciò tutto rimane confinato nel caravanserraglio dell’illusione.

      Mi piace

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