Versi (di)sgraziati

Poco calore in queste parole
disperse qua e la come rottami,
sfatti dal tempo i frusti cascami
di arazzi ridotti a pezzuole.

Fantasmi recitano a soggetto
nel bigio teatro della memoria,
dal niente inventano una storia
per tema del vuoto, non per diletto.

Se della speranza l’uomo si nutre,
alzi la mano chi sazio può dirsi
del pane che lo muove a dannarsi,
lievi le tracce che neve ricopre.

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