iTaliano

Certe cose, anche minime, saltano agli occhi, ma non di tutti evidentemente. Forse il fatto che l’italiano sia, per me, la seconda lingua, e perciò io abbia faticato e tuttora fatichi per praticarla, mi rende più sensibile a certi usi irriguardosi della stessa.
Potrei supporre che pure a voi il disuso o l’abuso del congiuntivo provochi una sensazione sgradevole allo stomaco, come pure certi ridicoli e assurdi diminutivi, per non parlare della volatilità del condizionale, ma talvolta capita che errori minimi, dei peccati veniali, dimostrino quanta poca cura si pone nella stesura di una frase o nella definizione di un concetto.
Nel caso che sto per mostrarvi, l’inghippo è generato dall’assenza di un componente tanto piccolo quanto essenziale: la punteggiatura.

Mi si potrà obiettare che il significato è comunque chiaro, reso ancora più evidente dal simbolo soprastante la scritta, però mi si consenta di farvi notare l’assurdità di quanto scritto.
Fateci caso, se su quel cartello fosse stato scritto “non bere varechina” oppure “non bere inchiostro” avreste pensato che difficilmente a qualcuno verrebbe in mente di farlo, decretando così la sostanziale inutilità dell’avviso. Orbene, ditemi allora se ha senso bere dell’acqua non potabile, eppure questo è quanto impone quel cartello. Altro discorso sarebbe stato se tra “bere” e “acqua” un’anima pia avesse interposto una virgola o un trattino.
Lo so che è un po’ come cercare il pelo nell’uovo, e che andare a sottilizzare troppo su un’insignificante cartello posto su una fontana potrebbe essere futile, quasi il sintomo di malcelate presunzione e saccenteria, ma così non è, si tratta solamente di rispetto. Putroppo non nutro molte speranze che la situazione migliori, in quanto la lingua italiana soffre della concorrenza del più moderno “italianese”, e così, dopo l’iPod, l’iPhone e l’iPad, avremo tutti a che fare con l’iTaliano.
Auguri.

E ricordatevi che Uno pro puncto caruit Martinus Asello.

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4 risposte a "iTaliano"

    • Parecchi anni fa lessi un libriccino divertente sull’argomento punteggiatura. Il libro si intitola “Virgole per caso”, e l’ha scritto Lynne Truss col fine di evidenziare come, a prescindere dai nuovi sistemi di comunicazione, la punteggiatura sia sempre uno scoglio infido in agguato di chi scrive.
      Confesso che quando mi trovo a scrivere un testo, risistemo la punteggiatura più e più volte, oscillando tra una sventagliata di mitra e un’antica iscrizione latina.

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