Paura

Immagine da: societyandcivilization.tumblr.com

Basta, non se ne può più di questi, come volete chiamarli, immigrati irregolari, migranti, clandestini, extracomunitari, insomma di tutta questa gente che ha invaso il nostro paese, ci porta via il lavoro, ruba, spaccia, ammazza e delinque in ogni maniera immaginabile.
Ah, come si stava bene prima che arrivassero questi, vivevamo in un Eden. Tutti erano gentili e beneducati, nessuno nemmeno si sognava di chiudere la porta di casa a chiave, perché di ladri non ce n’erano. Si girava tranquilli, anche nelle strade e nelle ore più buie, mentre oggi tra borseggiatori e truffatori non si è più sicuri da nessuna parte.
E la droga poi, mai vista prima, di nessun tipo, e pensate che il massimo della trasgressione era uno spritz se faceva caldo, o un amaro al carciofo sorseggiato al centro di un trafficato incrocio cittadino.
La violenza di ogni tipo era bandita, anzi il solo nominarla era considerato scurrile in un parlato italico nel quale il turpiloquio e le bestemmie erano del tutto assenti. Le donne poi, rispettate oltre ogni modo e mai toccate, nemmeno con un fiore, nemmeno con una piuma.
Prima che arrivassero costoro stavamo tutti meglio, non c’erano disoccupazione e sfruttamento, anzi i datori di lavoro si facevano in quattro per disputarsi le maestranze a forza di stipendi sempre più alti.
Ebbene, dinnanzi a tale scandalo non si può più tacere, e mi si permetta di rivolgermi in prima persona a questi nuovi barbari.
Cari signori che venite dal terzo mondo, non basta stare tutto il giorno con lo smartphone in mano per sembrare italiani, ci vuole ben altro, è una questione di cultura, la nostra ovviamente, e in primis ci vuole il rispetto. Prendete esempio da noi che rispettiamo tutte le regole, i limiti di velocità, le file, i permessi edilizi, le distanze di sicurezza, i doveri fiscali, l’ambiente, il merito, le minoranze, che ci alziamo in tram per cedere il posto agli anziani, che non accettiamo e non mendichiamo raccomandazioni, che non disturbiamo gli altri con gli affari nostri urlati al telefonino, che mai ci piegheremmo a qualsivoglia forma di malavita organizzata, che teniamo sempre moderato il volume del televisore, che non buttiamo l’immondizia dove ci farebbe più comodo, che non sappiamo cosa sia la corruzione, che non ci scanniamo per una partita di pallone, che non cerchiamo mai, e ribadisco mai, di fregare gli altri.
E poi, tutte quelle pretese di voler stare meglio, a nostre spese poi. Non è mica colpa nostra se siete nati dove non ci sono le quattro stagioni, la pioggia e il sole solamente quando servono, i torrenti cristallini, i verdi pascoli per le mandrie, le messi dorate in estate, e un placido mare pescoso. Vedete, qui stiamo facendo del nostro meglio per non farvi provare troppa nostalgia di casa, stiamo avvelenando l’acqua per renderla imbevibile, stiamo surriscaldando il pianeta per avere anche noi caldo torrido e siccità, stiamo sostituendo la terra fertile con dello sterile cemento, ci stiamo attivamente occupando del clima in modo da ottenere catastrofici uragani, e il mare poi lo stiamo trasformando in un deserto liquido. Insomma, cerchiamo in tutti i modi di portarci in pari con voi, però dovete darci ancora qualche anno di tempo, portate pazienza, non possiamo fare miracoli!

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