Contatto

Evaporata

Dodici bozze in stallo richiamano ogni giorno la mia attenzione per chiedere quando deciderò di pubblicarle. Io clicco, entro, rileggo, rifletto ed esco lsciandole a languire. Non per pigrizia, ma per il peso dei contenuti; niente drammi ma importanti finestre sulla mia vita che in questo momento appare ai miei occhi più complicata del solito, oppure sono io ad essermi stancata delle complicazione e desiderare un po’ di noiosa serenità.

Le parole “gioia” e “felicità” non sono mai esistite nel mio vocabolario interiore, aspiro alla serenità che si manifesta saltuariamente nel quadro offerto dalla natura nelle sue innumerevoli manifestazioni. Per questo oggi condivido cartoline che gli amici m’inviano dalle loro vacanze.

Mentre io, che in vancanza non sono malgrado sia nullafacente, mi nutro di bellezza ammirando i campi di lavanda intorno a me

Osservando la mia casa da Altacollina

E’ quella gialla 🙂

Contenta di avere davanti alla un castello

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Guardando intorno

Evaporata

Dopo sette* libri pubblicati con poca convinzione (e successo pari a quello del Diavolo in Paradiso) ho deciso di sospendere le pubblicazioni, pertanto chi vuole leggermi fuori dal blog deve accontentarsi di quello che ho prodotto sino ad oggi.

Ovviamente continuo a scrivere, innanzitutto perché mi fa bene e poi perché ho tutte le carte in regola per essere una vera* scrittrice: anima inquiesta, carattere bizzarro, sangue color fantasia che circola nelle vene.

Non mi mancano malinconia cronica, solitudine cosmica, tendenza all’innamoramento fugace e capacità di vero amore verso tutto ciò che non è umano.

Sono ultima e unica rappresentante di una stirpe di cui non esistono più ascendenti né discendenti.

Vivo in una mansarda colma di creature fuori schema

Il maialino a dondolo

I fantagatti

Pur con trascorsi professionali di successo e di eccesso, ora mi trovo disoccupata e povera in canna ma con un panorama davanti ricco di…

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Amate mete

Evaporata

Una decina di anni fa, (quando ancora lavoravo e potevo permettermelo), feci un viaggio in Marocco. Era gennaio mese in cui, come ogni anno, le ferie erano obbligatorie. Non avevo idee né desideri particolari per le mie vacanze, perciò scelsi una meta turistica a caso in un paese che avevo visitato in precedenza e che mi era piaciuto parecchio: il Marocco. La città di destinazione, Agadir, nella mia mente era come Riccione, quindi partii senza entusiasmo pronta ad annoiarmi per una settimana in beata solitudine.

Io e la mia ombra

Poi la solitudine si trasformò in migliaia di passi

sparsi in altre settimane

per salire più volte all’Antica Casbah

L’Antica Casbah sulla collina

Antica Casbah, antico selfie

Si trasformò in ammirazione verso quel mare

abbandonato dai turisti

Con sabbia e cielo

coperti di gabbiani in cerca di cibo

Cielo e sabbia

Sabbia

Cielo

Cielo e mare

Diventai gatto tra i…

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La mia bambina

Evaporata

Buongiorno amici, anche oggi ho una nota positiva da scrivere sul mio blog.

Sono felice di annunciare che il mio libro “La bambina surgelata e altri racconti” è disponibile in formato digitale (Kindle, e-Book, ecc.) su tutti gli store on line al prezzo di 1,99 €.

Per chi fosse interessato all’acquisto può cliccare direttamente sullo store preferito

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Ricordo che chi preferisce il formato cartaceo può chiederlo direttamente a me scrivendo a evaporata@gmail.com il costo è di 10 €

Grazie di CUORI per l’attenzione

😉

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Anastasia

Evaporata

Tutti i giorni la stessa storia, mi tocca chiamarlo trenta volte per farlo schiodare dal letto.
Mentre lui è in bagno io accendo la caffettiera elettrica, così deve solo versare il caffè e fare la fatica di berlo.
Poi si va al lavoro. Tutti i santi giorni la stessa strada, però tocca sempre a me badare alla guida…attento di qui, passa di là…fermiamoci a comprare il pane. Già che ci sei prendi anche un paio di brioche, visto che si esce di casa con il solo caffè nello stomaco perché la colazione è troppo lunga da preparare.
Ma che testa di rapa ha quest’uomo, pensare che io – siccome mi sveglio molto prima di lui – farei una bella colazione sostanziosa a casa, magari con un paio di fette di prosciutto anche, invece solo brioche volanti e al massimo qualche biscottino. Vero che le brioche piacciono molto anche a me…

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La pelatrice di polli

Evaporata

Nei primissimi anni della mia vita abitavo in una casa di ringhiera nel centro storico della città. In questa casa c’era pure il retro di una macelleria che affacciava sulla via del portone d’ingresso e, come tutti i negozi del genere, vendeva polli conigli e altri cadaveri di animali. Il proprietario acquistava i polli e li faceva spiumare, in una stanza dedicata solo a quel lavoro, da donne che abitavano nella corte. Sicché noi bambini passavamo spesso il tempo ad osservare quello che ci sembrava un gioco. Le donne sedute in cerchio chiacchieravano allegramente mentre strappavano le piume agli animali morti, e in quella stanza c’era un trionfo di piume multicolori, polvere, pidocchi e puzza, ma tutto questo a noi appariva come un gran baraccone dove saltare, fare casino e nasconderci sotto la soffice coltre che era stata l’abito dei poveri animali ormai ignudi.
In quel periodo quando mi si…

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29 €

Evaporata

29 € è la cifra che ho ricavato portando a un mercatino dell’usato metà della mia vita passata.

Non oggetti ricordo, ma oggetti da compagnia. Lo zoo fantastico in cui si mescolavano animali di ogni genere, dimensione e materiale, fate, gnomi, streghe e folletti modellati a mano da un paziente costruttore di favole.
Orologi a batteria sostituiti da quelli a carica manuale per limitare il consumo e l’inquinamento. Occhiali da sole e da vista con gradazione superata, e altri gingilli che non ho voluto rivedere dentro quella grande scatola posata sul bancone del mercatino dove uno svogliato “valutatore” ha dato un’occhiata veloce, capendo subito che c’era tanta roba interessante là dentro, dicendo: “non sto neppure a fare calcoli, per queste cianfrusaglie le posso offrire trenta euro”, poi guardando nel cassetto: “ne ho solo 29 va bene ugualmente?”
Ho risposto, sì va bene. Sapendo che lasciavo il valore almeno duemila euro…

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Oggetti d’amore

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img_3785 Il vecchio baule

Alma sapeva di dover liberare la casa al più presto e consegnarla vuota al proprietario dell’appartamento dove aveva trascorso la giovinezza.
Mamma Franca era passata a miglior vita il primo giorno di primavera, deceduta improvvisamente, senza disturbare, proprio come aveva vissuto. Rimasta vedova ancora giovane non si risposò mai, neppure quando la figlia Alma la lasciò per trasferirsi in un’altra città a convivere col fidanzato.
Benché diplomata, Franca, dopo aver trascorso infanzia e giovinezza in un collegio di suore perché orfana, scelse il mestiere di sarta poiché nutriva grande passione per i lavori artigianali. Era una di quelle sarte con le cosiddette “mani d’oro”, la permanenza forzata in istituto l’aveva stimolata a scoprire le proprie capacità di ricamatrice, sarta, magliaia e anche rammendatrice provetta. Insomma usava aghi, fili e lane come fossero bacchette magiche capaci di realizzare autentici prodigi.
Tale peculiarità l’aveva resa popolare. In paese, infatti…

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Il gatto che sorride

Evaporata

Come tutte le mattine sono seduta al tavolo per scrivere. Davanti ho la finestra che apre il quadro sulla collina di fronte.

Ci sono tanti alberi che la arredano e, oggi, uno di questi alberi ha la faccia di un gatto che mi guarda e sorride.

Naturalmente è verde, è un gatto simpatico, sta seduto in mezzo agli altri alberi, ha un bel muso paffuto e occhi vispi.

Mi guarda e dice: “dai resta qui, per oggi sarò il tuo gatto”.

Micio Dino Micio Dino

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Ho visto un film, anzi due —

Recentemente ho rivisto un film molto interessante e inquietante, l’edizione originale s’intitola L’invasione degli ultracorpi è un film del 1956 diretto da Don Siegel, il cui soggetto è tratto dall’omonimo romanzo di fantascienza di Jack Finney del 1955. Questa prima edizione ha dato vita a vari rifacimenti, io ho visto soltanto Terrore dallo spazio profondo, […]

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Ampio, respiro —

Due settimane fa ero a godermi un luogo incantevole. Questo! A godermi qualche giorno di ampio respiro. Il mio respiro, non più affannoso e pesante di giornate trascorse a rincorrere pensieri troppo grevi. In Toscana, la bella Toscana che accoglienze come “Fonte alla lepre” rendono ancora più splendente e appagante. Il regalo di un’amica mi […]

via Ampio, respiro —