Perchè le smart card sono più sicure delle carte magnetiche?

Oggigiorno, le carte con banda magnetica sono considerate datate e superate (in effetti sono in circolazione dagli anni ’60) e la loro progressiva sostituzione con le smart card, più moderne, sicure e performanti, è già in atto.

Immagine dal sito http://www.artbusiness.com

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Di che cosa si tratta?
Le smart card o carte con chip sono normali carte plastificate, non diverse esteticamente dalle vecchie carte magnetiche, che contengono al loro interno un processore (il microchip appunto), capace di elaborare e memorizzare una serie infinita di dati che successivamente è possibile leggere tramite un apposito lettore o terminale.

Soprattutto quando si parla di pagamenti, le attuali smart card, rispetto alle tradizionali card magnetiche che le hanno precedute, rappresentano uno strumento molto più sicuro perché più difficile da contraffare e appositamente sviluppato per prevenire transazioni di denaro fraudolente che, invece, possono avere luogo quando la carte vengono inserite in un terminale.

In particolare, nel caso delle vecchie schede magnetiche, quando queste vengono passate in un lettore per effettuare un pagamento, il lettore legge la banda magnetica e tutte le informazioni in essa contenute che vengono passate alla banca: in questo caso, i dati sono statici, cioè la banda magnetica trasmette al lettore sempre le medesime informazioni, permettendo ai malintenzionati di entrare in possesso di quelle informazioni riservate, trasferendole a una nuova carta.

Al contrario, i dati in una smart card variano di continuo perché, a ogni transazione, vengono creati dei dati specifici, legati a quell’operazione. Per la transazione successiva saranno generati nuovi dati. Si parla, in questo caso, di autenticazione dinamica, una modalità che rende molto complicato isolare ed estrarre le informazioni sensibili. Inoltre, gli strumenti necessari per farlo sono altamente tecnologici e quindi hanno un costo così elevato da scoraggiare eventuali frodatori e criminali.
Non finisce qui.

Le carte con chip utilizzano sofisticati sistemi di criptaggio integrati all’interno dello stesso microprocessore e, per dialogare con il terminale per il pagamento, si servono di linguaggi segreti codificati che risultano estremamente difficili da interpretare.

È evidente che nei prossimi anni il passaggio alla carte con tecnologia RFID (l’identificazione a radio frequenza senza fili) andrà progressivamente a sostituire le consuete carte a banda magnetica non solo per quanto riguarda i pagamenti, ma anche in molti altri ambiti e settori del mercato: dalla bigliettazione elettronica (è di questi giorni la notizia che a Londra si sta promuovendo proprio l’uso di carte di credito contactless per accedere al trasporto pubblico) alla gestione degli accessi o delle presenze, dalla identificazione di persone, prodotti e/o animali alla logistica nei magazzini.

Il futuro, in altre parole, è contactless!

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