Impressioni di Sanremo

Gatto Atlantico

Come sempre scrivo le mie considerazioni su Sanremo. Lo faccio alla come viene viene, perché dentro non vi saranno solo considerazioni critiche sul fatto musicale o sullo spettacolo in sé, ma anche molte mie considerazioni personali, umane. Sassi nelle scarpe, emozioni, pensieri.

Quest’anno ero lì. In realtà sono ancora qui, seduta in Sala stampa, in attesa della Conferenza stampa finale. Con la mia azienda che si farà i complimenti da sola – ma anche giustamente – e la Stampa che dopo aver tirato per tutti questi giorni fuori la faccia dura per fare più paura (citazione di canzone), ora si complimenterà, applaudirà eccetera (infatti: standing ovation per Amadeus).

La prima considerazione è proprio sull’Azienda. Per la Rai Sanremo è importante. Per il Paese anche. Ormai sembra una festa nazionale. Si conta il tempo partendo da Natale, Capodanno, la Befana, Sanremo, Carnevale, Pasqua … è una considerazione sul costume di questa…

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L’arte dei complimenti e Sanremo

Gatto Atlantico

Allora, era il 1987. Me lo ricordo perché era l’anno di si può dare di più e quella sera Pippo Baudo diede l’annuncio della morte di Claudio Villa.
Io ero molto molto giovane, ancora adolescente o poco più. Ed ero ancora in pieno Sturm Und Drang. Quando non uscivo, mi vestivo di nero (anche ora), ascoltavo gli Smiths e me rodeva. Ero triste di fondo.
Era sabato pomeriggio, sul tardi. Tornavo a casa da via Merulana. Ero uscita con un’amica e mi accingevo a rientrare. C’era appunto Sanremo. E io Sanremo l’ho sempre guardato. Dall’anno successivo in compagnia. Fino al 1987 con mamma.

Insomma, mentre cammino occhi abbastanza bassi e rodimento di chiccherone (quello di default), intravedo un signore, altezza Rascel, fisico fred Astaire, un po’ male in arnese. Lui mi viene incontro, mi guarda, sorride, rallenta, allunga una mano e io penso “Eccola là, questo mi sta per chiedere…

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Il tempo su di noi

Gatto Atlantico

Il tempo non esiste ma si vede. Un po’ come quelli che dicono che non esiste la canzone d’autore ma la ascoltano.

Ma non voglio parlare di musica. Voglio parlare di corpo e di viso e di cambiamenti.

Ringrazio molto – adesso – il non aver mai dato una importanza decisiva al mio aspetto fisico. Sia chiaro: sono una donna, quindi ci tengo. Tengo molto al decoro, alla pulizia, al viso rilassato, ai capelli in ordine di fronte al disordine. A coprire i capelli bianchi. A usare creme rinfrescanti.

Mi piacciono tantissime cose che sono assolutamente leggere. Adoro le borse, gli accessori, le scarpe, i gioielli. Non sopporto di abbinare colori sbagliati. Eccetera.

E quando mi dicono: stai bene, sembri più giovane, sei carina, sei bella, si affascinante e tutte le cose che ne conseguono sono sempre contenta e grata.

Quando dico che ho dato poca importanza all’aspetto fisico, intendo…

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Il Presepe di Stelio

Gatto Atlantico

Magari l’albero no.

Ma il Presepe era essenziale. Senza Presepe non era Natale.

Stelio in realtà amava i pupazzetti, le statuine, i soldatini, insomma: come si chiamano? quelle cose lì. E ne faceva collezione. Me lo ricordo a Parigi incantato ad ogni negozietto che vendeva questi oggetti. Ci si perdeva.

Ci si perdeva anche quando vedeva le tazzine di caffè. Ma quella giusta non la trovava mai e quindi la lasciava lì.

I pupazzetti no.

Figuriamoci quindi il Presepe.

Aveva in effetti un bambinello in porcellana di dimensioni enormi: sembrava un gigante. lo costrinsi a Piazza Navona a comprarne uno adeguato.

Per il resto il suo era un Presepe storico.

C’erano colonne, capitelli corinzi, riproduceva deserti e metteva egiziani e antichi romani.

I Pastori in effetti, con le zampogne e le ciaramelle, stridevano. Ma aveva la sua idea di globalizzazione geografica.

Lo scorso anno ho dovuto di nuovo sistemare le…

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Perché invecchiando odiamo la musica nuova?

ORME SVELATE

In ogni generazione gli adolescenti fanno i conti con dei genitori che ritengono la musica che ascoltano “solo rumore”, mentre gli adulti rimpiangono la musica che ascoltavano da giovani e continuano ad ascoltarla per sempre, come se il giradischi si incagliasse alla giovinezza di ognuno. Invecchiando, ascolteremo spesso persone della nostra età dire cose come “semplicemente non fanno buona musica come una volta”. Perché succede questo? Sappiamo che i gusti musicali iniziano a cristallizzarsi già all’età di 13 o 14 anni. All’età di 20 anni, questi gusti si bloccano abbastanza saldamente. In effetti, gli studi hanno scoperto che quando compiamo 33 anni , la maggior parte di noi ha smesso di ascoltare nuova musica. Nel frattempo, le canzoni popolari pubblicate durante la prima adolescenza probabilmente rimarranno piuttosto popolari nella tua fascia d’età per il resto della tua vita. Potrebbe esserci una spiegazione biologica per questo. Ci sono prove che la…

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La gentilezza di Franz Kafka

words and music and stories

453px-Girl_with_doll_German_ca_1800                    🎎 La gentilezza di Franz Kafka 🎎  (nato a Praga il 3 luglio 1883)

Un anno prima della sua morte, Franz Kafka stava passeggiando nei giardini berlinesi di Steglitz Park insieme a Dora Dymant, la sua fidanzata, quando vide una bambina che singhiozzava disperata. I due si avvicinarono e le chiesero se si fosse persa, ma la bambina rispose che non era lei, ma Brigida, la sua bambola preferita, a essersi persa.
Per consolarla lo scrittore le raccontò che Brigida era partita per un viaggio, ma che non si era dimenticata di lei, anzi le aveva già scritto una lettera. Purtroppo l’aveva lasciata a casa, ma il giorno seguente gliel’avrebbe consegnata
Rientrato a casa, si mise con impegno a scrivere la lettera nel tentativo per portare un po’ di sollievo a quella piccina sconsolata.

Il giorno seguente lesse alla piccola…

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Le tempeste emotive delle donne: una esperienza personale

Gatto Atlantico

Si avvicina l’8 marzo. Non credo molto alle celebrazioni e alle parole vuote. Credo però ai momenti di riflessione. Anche personali. Spesso parto da esperienze per esprimere dei concetti. Accadrà anche stavolta. Con l’avvertenza che quello che scriverò non nasce per colpire qualcuno. Ma per dare a tutti motivi di riflessione. A me, a “qualcuno”, a tutti noi.

Parto dalla vicenda della tempesta emotiva. Cioè del tizio a cui hanno dimezzato la pena perché ha strangolato a mani nude la compagna, in preda, appunto,  a una “tempesta emotiva”. Il giudice ora “si difende” (posto che trovo surreale che un giudice si debba difendere mediaticamente) dicendo che questa persona era particolarmente debole e fragile e quindi nel caso specifico l’attenuante era sensata.

Non conosco il caso, non mi sostituisco al giudice, non entro nel merito della vicenda. Entro nel merito della nostra cultura però. Del nostro humus sociale e culturale che…

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Quello che ho visto e sentito a Sanremo, tra canzoni e contaminazioni

Gatto Atlantico

Post musicale (più o meno). Andare oltre casomai

Vorrei lasciare alcune impressioni che mi restano su questa edizione del Festival di Sanremo, consapevole che tra una settimana tutto si spegnerà e resteranno solo le radio a mandare canzoni.

Ieri mattina però ero impegnata in un trasloco e tra andata e ritorno una era la canzone che già andava in giro: quella di Mahmood, “Soldi”. E ho pensato tra me e me che questo ragazzo aveva già vinto. Non pensavo mai che potesse farcela proprio per la vittoria finale, perché sapevo che la partecipazione popolare per sms avrebbe premiato persone con maggiore visibilità. In fondo Mahmood era un giovane esordiente, arrivato in finale per selezione. Uno come Ultimo invece, che fa i concerti allo Stadio Olimpico dopo un anno di carriera, è chiaro e banale che avrebbe preso più voti. Non ci poteva essere storia. Per fortuna il regolamento era fatto…

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Appunti politici

Gatto Atlantico

Insomma, ormai è chiaro che il Movimento Cinque stelle si è venduto all’alleato e che questo incontro ha mostrato quello che abbiamo più o meno sempre detto in tanti: quel reclamare la fine di destra e sinistra andava a destra. Anche sui migranti il movimento è sempre stato ambiguo. Nella scorsa legislatura i deputati grillini venivano spesso frenati dallo stesso Grillo ogni qualvolta sembravano appoggiare qualcosa di sinistra o di civiltà. Mai dimenticare la vicenda delle adozioni delle unioni civili e il loro squallido tradimento. Ma va bene. So che esiste un’anima movimentista sincera, specie in certi militanti, al di là di una certa stizza e il loro continuare a tirar fuori il famoso “e allora il PD”, che non ho mai votato ma mantengo la lucidità per sapere che non si può dar a lui la colpa di anni e anni di governo feroce e di crisi endemica…

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Comodi e scomodi

Gatto Atlantico

Comodissimo prendere la proprio realtà e sistemarla intorno ad una finzione. Ad eliminare il non visto che ci urla dentro. Comodo far sparire i rumori molesti degli sbagli, delle cattiverie che non dovevamo fare, della coscienza che ci dice: così non vorresti fosse fatto a te.

Comodo è poi dare la colpa agli altri, individuare un nemico purché sia e farla pagare ad amici conoscenti amanti figli perché non ci riconosciamo allo specchio.

Comodo quando ci mascheriamo, barba, baffi finti, smussiamo gli angoli, lecchiamo ferite (non solo quelle a volta), raccontiamo favole storte. A noi stessi e agli altri.

Comodo diffamare, molestare, incespicare sui nostri dolori, attribuirli alla mala sorte, agli altri. Faceva caldo faceva freddo non ero io o era un parente lontano che mi somiglia ma solo di profilo.

Scomodo è chiamare le cose col loro nome, il dolore soprattutto.

Scomodo smettere di autocommiserarci.

Scomodo ammettere di aver…

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Sì Viaggiare

Gatto Atlantico

Quando qualcuno mi chiede: “come stai?” Io non riesco mai bene a spiegare. Non basta dire bene a volte. Soprattutto dopo aver attraversato la fatica e la complessità degli ultimi due anni della mia vita. Ero così stanca dagli strappi al motore, dal filtro intasato, che non riuscivo più nemmeno a sentire nulla. Ero lì imbambolata come il pugile al tappeto. Una volta – ricordo che era in gennaio – lo dissi alla persona con cui mi accompagnavo in quel periodo, cercando quell’aiuto che non sapeva darmi evidentemente.

E mi rispose: “e perché lo dici a me?”

Lo racconto serenamente. Anche perché questo non è un post sentimentale ma esistenziale. Parla di vita nel suo insieme. Quando finii al pronto soccorso con 200 di pressione e mi hanno portato a fare la tac in testa mi ricordo di aver pensato: se la sfango e non ho un ictus in…

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Nun je dà retta, Roma!

Gatto Atlantico

Di chi è la colpa? Questo è il grido di tutti noi. La città è ai minimi storici, ma le persone litigano… è colpa della Raggi, no di Marino, no di Renzi, no di Alemanno, e allora Veltroni? No no Rutelli, Signorello, Ernesto Nathan, quel cazzo di Giulio Cesare.

Con Petroselli nessuno s’azzarda.

A me non importa più di chi sia la colpa; a me importa che la città si allaghi, si aprano le voragini, cadano pezzi di mura aureliane, i cassonetti, tutti, trabocchino, ci sia puzza ovunque, i bus non passino, e se passano puzzino anche loro, siano rotti, siano sporchi, le porte non si aprano.

Quando va bene,

perché quando va male

i bus esplodono.

Non esistono orari certezze, senso. Vogliono chiudere l’Angelo Mai, vogliono chiudere la Casa Internazionale delle donne, il Teatro Valle è morto lì.

Non riusciamo a fare neanche un albero di Natale decente.

Chiudono…

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La barca

Gatto Atlantico

La barca va,non dondola adesso. L’acqua è tranquilla ma la barca, lentamente va. Il vento accompagna e lo stomaco tace.

Non ci sono falle, non ci sono toppe. Forse è un po’ consumata. Ma l’odore del legno è vero, presente, intenso. E rassicura.

Io non ho paura. Il cuore è più limpido adesso. So bene come ama. Cosa desidera. Dove si ferma.

Non mi manca nulla. Ho cibo, da coprirmi, da prendere il sole.

E non sono mai sola. Perché so dove andare e so pure che ad ogni riva qualcuno mi aspetta.

Ognuno è nato a modo suo. Il mio è questo. Insieme eppure da sola. Nervosa eppure rappacificata.

A volte sono severa, ma il mondo mi interessa, gli altri mi piacciono. Adoro le storie e chi me le racconta.

La barca prosegue il viaggio.

A un certo punto si fermerà da qualche parte.

Ma che importanza ha ora?

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Donne all’ombra

Gatto Atlantico

Dedicato a Elisa Isoardi.

Un po’.

O forse no?

Marta è un’artista. Un’artista pura. Vive a Mantova, si occupa di grafica. In realtà è una illustratrice dell’anima; una volta abbiamo fatto un viaggio insieme, un tour in Francia seguendo dei ciclisti. Eravamo su un camper sgangherato e lei soffriva la macchina. Si arredò di immagini e disegni la cuccetta; al mattino si alzava coi suoi colori a cercare pace, ispirazioni, equilibrio. Quando tornammo aveva il rosso sulle gote e un gran sorriso.

Qualche tempo dopo ci siamo ritrovate a dividere una stanza. Io portavo una camicia da notte rossa e avevo i soliti lunghi capelli. Mentre dormivo mi ha disegnata. Come se dormissi in mezzo al mare e fossi un corallo tra i coralli. Quel mare era il mio pianto e quel disegno somigliava molto alla mia anima in quei giorni complicati. E mi somiglia molto anche ora.

E così…

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I PROFESSORI CHE CONTANO ZERO

Gatto Atlantico

Post lungo. Sulle elezioni.

Ieri sera una persona – per la quale tra l’altro provo simpatia e rispetto – ha risposto stizzita a una serie di commenti ad un mio post che attaccava Renzi. Evidentemente questa persona è stata sostenitrice del Padroncino della Leopolda fino all’ultimo. Un fedelissimo. E ha sofferto nel veder attaccato il suo beniamino. La cosa che mi ha colpito molto è il modo in cui ha attaccato. Le parole scelte. Che denotano in realtà un eccesso di astio nei confronti degli altri. Non del pensiero degli altri. Ma proprio degli altri. E anche un modo antico di ragionare sul potere. Senza volerlo questa persona ha diviso il mondo tra sudditi e sovrani. Noi siamo i sudditi ovviamente. Si è forse dimenticato che se così è vale anche per lui. Ha detto: “quanti professori! Peccato che contate zero!”

Ma certo. Noi tutti contiamo zero. E ne siamo…

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Sanremo 2018. Un gancio in mezzo al cielo?

Gatto Atlantico

POST PER QUELLI CHE SI OCCUPANO DI MUSICA COME ME.

Beh lo dico subito che il mio personale bilancio sul Sanremo 2018 è positivo. E siccome non accade mai e il Direttore Artistico di quest’anno è un artista che per me musicalmente ha sempre rappresentato “il male” (con la emme minuscola però), due parole proprio mi va di spenderle. Sono considerazioni varie per le quali sto cercando una sintesi. Vediamo dove riesco ad arrivare.

Parto forse da Flavia e dai nostri fratelli maggiori che sentivano i Genesis e i Pink Floyd. Come potevamo quindi amare Claudio Baglioni? Flavia ed io siamo amiche da sempre ed eravamo compagne di Liceo. E per noi la musica era importante. Quando io ero ragazza la musica che si ascoltava ci divideva. Io non frequentavo quelli che ascoltavano Claudio Baglioni. Questa cosa mi fa ridere fino alle lacrime, soprattutto se penso che a malapena sopportavo…

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London calling

Gatto Atlantico

Londra, le luci, i rumori, la gente, le facce, che facce, i cappelli: neri alti bassi morbidi rigidi, gli asiatici british, il tè, le luci e merry christmas, la neve, Churchill, gli alberi di Natale, i pub, le catene di negozi di cibo, i parchi, i mercati, la gente, che gente, che facce, come sono inglesi questi inglesi, le amiche.

Shakespeare, la Magna Charta, la civiltà, gli indiani, labour party, i liberali, i tories, i whigs. Falstaff, Puk, Amleto nero, underground, overground, Notting Hill, the richness, the queen, 99 anni, la middle class, gli addobbi di Natale, le stoffe di Liberty, le catene di negozi di stracci, il freddo, il fumo dalle case, le facce di Ken Loach, i poveri i così così.

Camminare correre urlare. Il rosso, le cabine, le amiche, la guida a sinistra, traffico traffico traffico, le amiche, le corse, Scrooge, Oliver Twist, David Copperfield, Virginia Woolf…

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