Appunti politici

Gatto Atlantico

Insomma, ormai è chiaro che il Movimento Cinque stelle si è venduto all’alleato e che questo incontro ha mostrato quello che abbiamo più o meno sempre detto in tanti: quel reclamare la fine di destra e sinistra andava a destra. Anche sui migranti il movimento è sempre stato ambiguo. Nella scorsa legislatura i deputati grillini venivano spesso frenati dallo stesso Grillo ogni qualvolta sembravano appoggiare qualcosa di sinistra o di civiltà. Mai dimenticare la vicenda delle adozioni delle unioni civili e il loro squallido tradimento. Ma va bene. So che esiste un’anima movimentista sincera, specie in certi militanti, al di là di una certa stizza e il loro continuare a tirar fuori il famoso “e allora il PD”, che non ho mai votato ma mantengo la lucidità per sapere che non si può dar a lui la colpa di anni e anni di governo feroce e di crisi endemica…

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Comodi e scomodi

Gatto Atlantico

Comodissimo prendere la proprio realtà e sistemarla intorno ad una finzione. Ad eliminare il non visto che ci urla dentro. Comodo far sparire i rumori molesti degli sbagli, delle cattiverie che non dovevamo fare, della coscienza che ci dice: così non vorresti fosse fatto a te.

Comodo è poi dare la colpa agli altri, individuare un nemico purché sia e farla pagare ad amici conoscenti amanti figli perché non ci riconosciamo allo specchio.

Comodo quando ci mascheriamo, barba, baffi finti, smussiamo gli angoli, lecchiamo ferite (non solo quelle a volta), raccontiamo favole storte. A noi stessi e agli altri.

Comodo diffamare, molestare, incespicare sui nostri dolori, attribuirli alla mala sorte, agli altri. Faceva caldo faceva freddo non ero io o era un parente lontano che mi somiglia ma solo di profilo.

Scomodo è chiamare le cose col loro nome, il dolore soprattutto.

Scomodo smettere di autocommiserarci.

Scomodo ammettere di aver…

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Sì Viaggiare

Gatto Atlantico

Quando qualcuno mi chiede: “come stai?” Io non riesco mai bene a spiegare. Non basta dire bene a volte. Soprattutto dopo aver attraversato la fatica e la complessità degli ultimi due anni della mia vita. Ero così stanca dagli strappi al motore, dal filtro intasato, che non riuscivo più nemmeno a sentire nulla. Ero lì imbambolata come il pugile al tappeto. Una volta – ricordo che era in gennaio – lo dissi alla persona con cui mi accompagnavo in quel periodo, cercando quell’aiuto che non sapeva darmi evidentemente.

E mi rispose: “e perché lo dici a me?”

Lo racconto serenamente. Anche perché questo non è un post sentimentale ma esistenziale. Parla di vita nel suo insieme. Quando finii al pronto soccorso con 200 di pressione e mi hanno portato a fare la tac in testa mi ricordo di aver pensato: se la sfango e non ho un ictus in…

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Nun je dà retta, Roma!

Gatto Atlantico

Di chi è la colpa? Questo è il grido di tutti noi. La città è ai minimi storici, ma le persone litigano… è colpa della Raggi, no di Marino, no di Renzi, no di Alemanno, e allora Veltroni? No no Rutelli, Signorello, Ernesto Nathan, quel cazzo di Giulio Cesare.

Con Petroselli nessuno s’azzarda.

A me non importa più di chi sia la colpa; a me importa che la città si allaghi, si aprano le voragini, cadano pezzi di mura aureliane, i cassonetti, tutti, trabocchino, ci sia puzza ovunque, i bus non passino, e se passano puzzino anche loro, siano rotti, siano sporchi, le porte non si aprano.

Quando va bene,

perché quando va male

i bus esplodono.

Non esistono orari certezze, senso. Vogliono chiudere l’Angelo Mai, vogliono chiudere la Casa Internazionale delle donne, il Teatro Valle è morto lì.

Non riusciamo a fare neanche un albero di Natale decente.

Chiudono…

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La barca

Gatto Atlantico

La barca va,non dondola adesso. L’acqua è tranquilla ma la barca, lentamente va. Il vento accompagna e lo stomaco tace.

Non ci sono falle, non ci sono toppe. Forse è un po’ consumata. Ma l’odore del legno è vero, presente, intenso. E rassicura.

Io non ho paura. Il cuore è più limpido adesso. So bene come ama. Cosa desidera. Dove si ferma.

Non mi manca nulla. Ho cibo, da coprirmi, da prendere il sole.

E non sono mai sola. Perché so dove andare e so pure che ad ogni riva qualcuno mi aspetta.

Ognuno è nato a modo suo. Il mio è questo. Insieme eppure da sola. Nervosa eppure rappacificata.

A volte sono severa, ma il mondo mi interessa, gli altri mi piacciono. Adoro le storie e chi me le racconta.

La barca prosegue il viaggio.

A un certo punto si fermerà da qualche parte.

Ma che importanza ha ora?

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Donne all’ombra

Gatto Atlantico

Dedicato a Elisa Isoardi.

Un po’.

O forse no?

Marta è un’artista. Un’artista pura. Vive a Mantova, si occupa di grafica. In realtà è una illustratrice dell’anima; una volta abbiamo fatto un viaggio insieme, un tour in Francia seguendo dei ciclisti. Eravamo su un camper sgangherato e lei soffriva la macchina. Si arredò di immagini e disegni la cuccetta; al mattino si alzava coi suoi colori a cercare pace, ispirazioni, equilibrio. Quando tornammo aveva il rosso sulle gote e un gran sorriso.

Qualche tempo dopo ci siamo ritrovate a dividere una stanza. Io portavo una camicia da notte rossa e avevo i soliti lunghi capelli. Mentre dormivo mi ha disegnata. Come se dormissi in mezzo al mare e fossi un corallo tra i coralli. Quel mare era il mio pianto e quel disegno somigliava molto alla mia anima in quei giorni complicati. E mi somiglia molto anche ora.

E così…

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I PROFESSORI CHE CONTANO ZERO

Gatto Atlantico

Post lungo. Sulle elezioni.

Ieri sera una persona – per la quale tra l’altro provo simpatia e rispetto – ha risposto stizzita a una serie di commenti ad un mio post che attaccava Renzi. Evidentemente questa persona è stata sostenitrice del Padroncino della Leopolda fino all’ultimo. Un fedelissimo. E ha sofferto nel veder attaccato il suo beniamino. La cosa che mi ha colpito molto è il modo in cui ha attaccato. Le parole scelte. Che denotano in realtà un eccesso di astio nei confronti degli altri. Non del pensiero degli altri. Ma proprio degli altri. E anche un modo antico di ragionare sul potere. Senza volerlo questa persona ha diviso il mondo tra sudditi e sovrani. Noi siamo i sudditi ovviamente. Si è forse dimenticato che se così è vale anche per lui. Ha detto: “quanti professori! Peccato che contate zero!”

Ma certo. Noi tutti contiamo zero. E ne siamo…

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