Comodi e scomodi

Gatto Atlantico

Comodissimo prendere la proprio realtà e sistemarla intorno ad una finzione. Ad eliminare il non visto che ci urla dentro. Comodo far sparire i rumori molesti degli sbagli, delle cattiverie che non dovevamo fare, della coscienza che ci dice: così non vorresti fosse fatto a te.

Comodo è poi dare la colpa agli altri, individuare un nemico purché sia e farla pagare ad amici conoscenti amanti figli perché non ci riconosciamo allo specchio.

Comodo quando ci mascheriamo, barba, baffi finti, smussiamo gli angoli, lecchiamo ferite (non solo quelle a volta), raccontiamo favole storte. A noi stessi e agli altri.

Comodo diffamare, molestare, incespicare sui nostri dolori, attribuirli alla mala sorte, agli altri. Faceva caldo faceva freddo non ero io o era un parente lontano che mi somiglia ma solo di profilo.

Scomodo è chiamare le cose col loro nome, il dolore soprattutto.

Scomodo smettere di autocommiserarci.

Scomodo ammettere di aver…

View original post 108 altre parole

Annunci

Sì Viaggiare

Gatto Atlantico

Quando qualcuno mi chiede: “come stai?” Io non riesco mai bene a spiegare. Non basta dire bene a volte. Soprattutto dopo aver attraversato la fatica e la complessità degli ultimi due anni della mia vita. Ero così stanca dagli strappi al motore, dal filtro intasato, che non riuscivo più nemmeno a sentire nulla. Ero lì imbambolata come il pugile al tappeto. Una volta – ricordo che era in gennaio – lo dissi alla persona con cui mi accompagnavo in quel periodo, cercando quell’aiuto che non sapeva darmi evidentemente.

E mi rispose: “e perché lo dici a me?”

Lo racconto serenamente. Anche perché questo non è un post sentimentale ma esistenziale. Parla di vita nel suo insieme. Quando finii al pronto soccorso con 200 di pressione e mi hanno portato a fare la tac in testa mi ricordo di aver pensato: se la sfango e non ho un ictus in…

View original post 320 altre parole

Nun je dà retta, Roma!

Gatto Atlantico

Di chi è la colpa? Questo è il grido di tutti noi. La città è ai minimi storici, ma le persone litigano… è colpa della Raggi, no di Marino, no di Renzi, no di Alemanno, e allora Veltroni? No no Rutelli, Signorello, Ernesto Nathan, quel cazzo di Giulio Cesare.

Con Petroselli nessuno s’azzarda.

A me non importa più di chi sia la colpa; a me importa che la città si allaghi, si aprano le voragini, cadano pezzi di mura aureliane, i cassonetti, tutti, trabocchino, ci sia puzza ovunque, i bus non passino, e se passano puzzino anche loro, siano rotti, siano sporchi, le porte non si aprano.

Quando va bene,

perché quando va male

i bus esplodono.

Non esistono orari certezze, senso. Vogliono chiudere l’Angelo Mai, vogliono chiudere la Casa Internazionale delle donne, il Teatro Valle è morto lì.

Non riusciamo a fare neanche un albero di Natale decente.

Chiudono…

View original post 97 altre parole

La barca

Gatto Atlantico

La barca va,non dondola adesso. L’acqua è tranquilla ma la barca, lentamente va. Il vento accompagna e lo stomaco tace.

Non ci sono falle, non ci sono toppe. Forse è un po’ consumata. Ma l’odore del legno è vero, presente, intenso. E rassicura.

Io non ho paura. Il cuore è più limpido adesso. So bene come ama. Cosa desidera. Dove si ferma.

Non mi manca nulla. Ho cibo, da coprirmi, da prendere il sole.

E non sono mai sola. Perché so dove andare e so pure che ad ogni riva qualcuno mi aspetta.

Ognuno è nato a modo suo. Il mio è questo. Insieme eppure da sola. Nervosa eppure rappacificata.

A volte sono severa, ma il mondo mi interessa, gli altri mi piacciono. Adoro le storie e chi me le racconta.

La barca prosegue il viaggio.

A un certo punto si fermerà da qualche parte.

Ma che importanza ha ora?

View original post 92 altre parole

Donne all’ombra

Gatto Atlantico

Dedicato a Elisa Isoardi.

Un po’.

O forse no?

Marta è un’artista. Un’artista pura. Vive a Mantova, si occupa di grafica. In realtà è una illustratrice dell’anima; una volta abbiamo fatto un viaggio insieme, un tour in Francia seguendo dei ciclisti. Eravamo su un camper sgangherato e lei soffriva la macchina. Si arredò di immagini e disegni la cuccetta; al mattino si alzava coi suoi colori a cercare pace, ispirazioni, equilibrio. Quando tornammo aveva il rosso sulle gote e un gran sorriso.

Qualche tempo dopo ci siamo ritrovate a dividere una stanza. Io portavo una camicia da notte rossa e avevo i soliti lunghi capelli. Mentre dormivo mi ha disegnata. Come se dormissi in mezzo al mare e fossi un corallo tra i coralli. Quel mare era il mio pianto e quel disegno somigliava molto alla mia anima in quei giorni complicati. E mi somiglia molto anche ora.

E così…

View original post 480 altre parole

I PROFESSORI CHE CONTANO ZERO

Gatto Atlantico

Post lungo. Sulle elezioni.

Ieri sera una persona – per la quale tra l’altro provo simpatia e rispetto – ha risposto stizzita a una serie di commenti ad un mio post che attaccava Renzi. Evidentemente questa persona è stata sostenitrice del Padroncino della Leopolda fino all’ultimo. Un fedelissimo. E ha sofferto nel veder attaccato il suo beniamino. La cosa che mi ha colpito molto è il modo in cui ha attaccato. Le parole scelte. Che denotano in realtà un eccesso di astio nei confronti degli altri. Non del pensiero degli altri. Ma proprio degli altri. E anche un modo antico di ragionare sul potere. Senza volerlo questa persona ha diviso il mondo tra sudditi e sovrani. Noi siamo i sudditi ovviamente. Si è forse dimenticato che se così è vale anche per lui. Ha detto: “quanti professori! Peccato che contate zero!”

Ma certo. Noi tutti contiamo zero. E ne siamo…

View original post 1.243 altre parole

Sanremo 2018. Un gancio in mezzo al cielo?

Gatto Atlantico

POST PER QUELLI CHE SI OCCUPANO DI MUSICA COME ME.

Beh lo dico subito che il mio personale bilancio sul Sanremo 2018 è positivo. E siccome non accade mai e il Direttore Artistico di quest’anno è un artista che per me musicalmente ha sempre rappresentato “il male” (con la emme minuscola però), due parole proprio mi va di spenderle. Sono considerazioni varie per le quali sto cercando una sintesi. Vediamo dove riesco ad arrivare.

Parto forse da Flavia e dai nostri fratelli maggiori che sentivano i Genesis e i Pink Floyd. Come potevamo quindi amare Claudio Baglioni? Flavia ed io siamo amiche da sempre ed eravamo compagne di Liceo. E per noi la musica era importante. Quando io ero ragazza la musica che si ascoltava ci divideva. Io non frequentavo quelli che ascoltavano Claudio Baglioni. Questa cosa mi fa ridere fino alle lacrime, soprattutto se penso che a malapena sopportavo…

View original post 1.017 altre parole