Malanni di stagione

briciole

Dal sito POESIAOGGI

poesiaoggi

levare le briciole dal tavolo
questo senso di ritrovata pulizia
improvvisa la macchia del sugo
rompe la magia del palcoscenico
nella prova dell’orchestra stona
una nota qualcuno tra il pubblico
posa lo sguardo sulla cravatta

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La pelatrice di polli

Nei primissimi anni della mia vita abitavo in una casa di ringhiera nel centro storico della città. In questa casa c’era pure il retro di una macelleria che affacciava sulla via del portone d’ingresso e, come tutti i negozi del genere, vendeva polli conigli e altri cadaveri di animali. Il proprietario acquistava i polli e li faceva spiumare, in una stanza dedicata solo a quel lavoro, da donne che abitavano nella corte. Sicché noi bambini passavamo spesso il tempo ad osservare quello che ci sembrava un gioco. Le donne sedute in cerchio chiacchieravano allegramente mentre strappavano le piume agli animali morti, e in quella stanza c’era un trionfo di piume multicolori, polvere, pidocchi e puzza, ma tutto questo a noi appariva come un gran baraccone dove saltare, fare casino e nasconderci sotto la soffice coltre che era stata l’abito dei poveri animali ormai ignudi.
In quel periodo quando mi si…

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Il nemico

Gatto Atlantico

Animale bipolare l’uomo, che ama amare, la folla, il condividere; e poi ha una predilezione per le regole; non si capisce perché ma a volte si dà da solo delle regole terribilmente difficili da seguire. Lo fa per il suo bene, dice, ma secondo me è perché ama le sfide.

Vuole costruire l’uomo, inventare, sperimentare, sperimentarsi, riprodurre, metterci del suo, abbellire, esagerare.

L’uomo dipinge perché altri guardino, fa musica perché altri ascoltino, costruisce perché altri abitino.

Inventa giochi per farli tutti insieme. Anzi, ha scoperto che non c’è niente di meglio e meno pericoloso del gioco con gli altri per poter vincere. E per inventarsi sempre nuove regole.

E poi l’uomo ama respirare, ama mangiare, cucinare, godere.

Ama far l’amore l’uomo.

Agli uomini piace riprodursi.

Ama raccontarsi e ama raccontare. Ama esser raccontato.

Poi all’uomo piace ascoltare.

E per fare tutte queste cose c’è bisogno degli altri, c’è bisogno di…

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Variazioni sul tema

Alcuni concorrenti eliminati dalla cucina di MasterSCHIF, per scelta dei super giudici Carlo Brocco, Antonino Canovaccio, Bruno Parrucchieri e Joe Bastiancontrario, decisero di prendersi una piccola rivincita. Ispirandosi al racconto della famosa scrittrice Evaporata, intitolato “Vita morte e cenacoli”, li invitarono a una cena preparata in armoniosa collaborazione.

Gli illustri ospiti, ovviamente, dovevano mangiare tutto ciò che veniva offerto con la devota professionalità che gli esclusi avevano appreso proprio da loro.

La fastosa cena iniziò dalle portate che convenzionalmente dovrebbero essere gustate a fine pasto.

Alle venti in punto i divi della cucina si misero a tavola. I piatti erano candidi per nulla togliere al sacro splendore delle vivande: il loro biglietto di passaggio sulla barca di Caronte; giacché, essendoci la possibilità che morissero per indigestione, l’inferno li avrebbe accolti a fiamme aperte.

Iniziarono partendo dal fondo con i dolci accompagnati da meravigliosi vini passiti e fragranti.

Assieme con i…

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29 €

29 € è la cifra che ho ricavato portando a un mercatino dell’usato metà della mia vita passata.

Non oggetti ricordo, ma oggetti da compagnia. Lo zoo fantastico in cui si mescolavano animali di ogni genere, dimensione e materiale, fate, gnomi, streghe e folletti modellati a mano da un paziente costruttore di favole.
Orologi a batteria sostituiti da quelli a carica manuale per limitare il consumo e l’inquinamento. Occhiali da sole e da vista con gradazione superata, e altri gingilli che non ho voluto rivedere dentro quella grande scatola posata sul bancone del mercatino dove uno svogliato “valutatore” ha dato un’occhiata veloce, capendo subito che c’era tanta roba interessante là dentro, dicendo: “non sto neppure a fare calcoli, per queste cianfrusaglie le posso offrire trenta euro”, poi guardando nel cassetto: “ne ho solo 29 va bene ugualmente?”
Ho risposto, sì va bene. Sapendo che lasciavo il valore almeno duemila euro…

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Tempo, temporali e luce rossa

Gatto Atlantico

Non è un post meteorologico.

È una considerazione sul come occupiamo il tempo. Ieri una cara amica – raccontandomi delle cose – mi ha detto: “Non ho più tanto tempo come prima”. È una cosa che mi ripeto spesso anche io, in merito alle vicende della mia vita. Come se avessi una scadenza.

O meglio, la scadenza attaccata da qualche parte ce l’ho come tutti. Ma che importanza ha? Quello che davvero conta è come lo impieghiamo questo tempo.

Qua al lavoro è successo un piccolo, piccolissimo fatto. Una incomprensione su alcune messe in onda e conseguenti promozioni esterne. Una vicenda da niente, che però ha coinvolto almeno 5 persone.

Abbiamo discusso di questa cosa insieme e due a due e lo abbiamo fatto de visu e al telefono. E lo abbiamo fatto per minuti e minuti fino a che gli stessi non sono diventati ore.

Ore della nostra vita…

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