
Lo so, lo so, avevo promesso di pubblicare l’ultima puntata il giorno di Natale, e da parte mia ne avevo le migliori intenzioni, peccato che Telecom si sia messa in mezzo e si sia impegnata al massimo per impedirmi di farlo.
Infatti il giorno 12, di mattina, mi accorsi che il coperchio della chiostrina (l’armadietto grigio a bordo strada dal quale si dipartono i cavi telefonici) era stato completamente divelto dalla bora, e anche un fianco se n’era andato per i fatti suoi, pertanto morsetti e cavi si trovavano completamente esposti alla mercè di ogni situazione meteorologica (per non parlare di qualche gratuito vandalismo). Avvertii immediatamente chi di dovere, e quando ritelefonai due giorni dopo per chiedere come mai non s’era visto ancora nessun operatore, mi venne candidamente risposto che per tale operazione (mezz’ora di lavoro al massimo) bisognava attendere almeno una ventina di giorni. Non servì a nulla avvisarli che sarebbe bastata un po’ di pioggia per far danni, e che allora la, faccenda sarebba stata più complicata da mettere a posto, era come parlare al muro.
La notte del 22 cadde la pioggia e, come temevo, la mattina del 23 mio ritrovai senza linea telefonica, al che comunicai l’inconveniente al servizio guasti del mio gestore.
La stessa mattina arrivarono, fuori tempo massimo, due operai con l’incarico di ripristinare la chiostrina, operazione realizzata con una riparazione di fortuna, con l’italica provvisorietà tendente all’infinito, ma NON ripararono la linea telefonica.
Solamente il giorno 27 si presentarono due operatori che avevano l’incarico di valutare il guasto e, se possibile, ripararlo, cosa che fecero dopo quasi un paio d’ore lavoro sui collegamenti e di imprecazioni contro quella disatrosa situazione dei cablaggi.
Nel pomeriggio del 27 ero di nuovo connesso con il mondo, quindi tutto bene?
Bene ma non benissimo, nel senso che i due tecnici, per accedere alla chiostrina, avevano rimosso ciò che la manteneva integra e chiusa e se n’erano andati SENZA ripristinare la prima riparazione, lasciando coperchio e fianchi in una situazione sbilenca e instabile, senza nulla che potesse mantenerli in posizione in caso di maltempo.
L’unica soluzione è stata quella di intervenire personalmente con un paio di giri di nastro americano, una sistemazione orribile a vedersi, ma che almeno impedirà che la chiostrina si disfi al primo soffio di vento.
Detto ciò, eccovi quanto promesso, e nel blog ultimelune.it troverete l’ultima puntata delle disavventure di Pinocchio.
Le verità di Pinocchio – Ventesima puntata
Buona lettura (forse…) 🙂